Teoria delle Onde di Elliott

Livello Base: - Lezione 31
Analisi Tecnica - Teoria delle Onde di Elliott

Agli inizi del XX secolo Ralph Nelson Elliott scoprì che i mercati  non si comportano casualmente, ma che in realtà tendono a seguire le leggi della natura basate sui rapporti di Fibonacci. La conclusione fu che i movimenti del mercato possono davvero essere previsti e misurati.

Il principio dell’onda era basato sull’idea che I movimenti di rialzo e ribasso del prezzo hanno sequenze ripetitive dette “onde”. In questa tipica struttura ad onda, un movimento di mercato era costituito da cinque onde orientate nella direzione del trend (note come 1, 2, 3, 4 e 5) e tre onde che formano un movimento correttivo (note come A, B e C).

La teoria delle onde di Elliott venne poi  sviluppata da AJ Frost, Robert Prechter e Robert Miner, che crearono molte regole su come tradurre in pratica tale teoria. Riportiamo qui alcune delle regole più importanti:

1.- L’onda 2 non può rompere la base dell’ onda 1 in un trend rialzista e non può rompere la parte superiore dell’onda 1 in un trend ribassista.
2.- L’onda 3 non può essere la più corta in termini di lunghezza e tempo, nel confronto  tra le onde 1 e 3.
3.- L’onda 4 non può rompere la parte superiore dell’onda 1 in un trend rialzista e non può rompere la base dell’onda 1 in un trend ribassista.
4.- L’onda 4 non può essere più lunga dell’onda 2.

Qui di seguito riportiamo un esempio delle Onde di Elliott su un intervallo giornaliero sullo strumento EUR/USD:

Adesso vediamo se l’esempio ora visto aderisce alle quattro regole appena viste:

1.- L’onda 2 non rompe la base dell’onda 1.
2.- L’onda 3 non è la più corta, se comparata all’onda 1 e 5.
3.- L’onda 4 non rompe la parte alta dell’onda 1.
4.- L’onda 4 non è più lunga dell’onda 2.

Di seguito riportiamo un altro esempio delle Onde di Elliott, su un intervallo di 4 ore sullo strumento EUR/GBP:

Servendoci di questo esempio, vediamo se aderisce alle quattro regole:

1.- L’onda 2 non rompe la base dell’onda 1.
2.- L’onda 3 non è la più corta se comparata alla 1 ed alla 5.
3.- L’onda 4 non rompe la parte alta dell’onda 1.
4.- L’onda 4 non è più lunga dell’onda 2.

Come puoi vedere, in tutti gli esempi mostrati, la Teoria delle Onde di Elliott è stata piuttosto precisa nell’identificare un trend di uno strumento. Tuttavia va anche detto che, nell’identificazione di una opportunità di trading, bisogna considerare degli altri indicatori tecnici  per avere una probabilità di successo maggiore.

 

Riepilogo

La Teoria delle Onde di Elliott nel suo complesso non è un semplice concetto e richiede tempo per capire e più tempo ancora per l’applicazione, ma ciò che molti traders fanno è applicare le regole derivate della Teoria delle Onde di Elliott Wave ed affiancarle con altri strumenti di analisi tecnica, creando così un dispositivo di analisi tecnica con maggiori probabilità.

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