Giorno di transizione ieri nei mercati europei, con li rifletto sul FOMC. La Federal Reserve ha rispettato le aspettative di aumentare di 25 punti base i tassi (al 2,0% / 2,25%), sebbene ha ritirato l'aggettivo di "accomodabilità" alla sua politica monetaria.
Dall'altro parte rivisto al rialzo la crescita del PIL per il 2018 e il 2019 (al 3,1% e 2,5% rispettivamente), anche se non ha modificato le loro aspettative inflazione per questo periodo. L'attenzione era più sul aspettative di rialzi dei tassi che sono rimasti invariati che hanno generato un iniziale reazione al ribasso nel mercato azionario americano e il dollaro, anche se ha perso forza successivamente (l'euro ha toccato 1.1798 contro il dollaro, ma in seguito è tornato ai livelli di 1.1745).
I rendimenti obbligazionari hanno continuato a scendere, una tendenza che era già stata vista
è iniziato nella sessione europea (il TIR Bund è passato dallo 0,54% allo 0,52%, TNote dal 3,08% al 3,05%), dopo le revisioni che avevamo visto a il mese di settembre (0,34% nel Bund e 2,861% nel T-Note a fine agosto).
Sotto la lente:
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Dati sul mercato immobiliare americano;
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Italia: Presentazione del CE da parte del governo con le proiezioni fiscali;
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Poloz in conferenza stampa alle 22.45.
Sell off sul Dax per l’apertura dei 12308
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