DE40: forte svendita sul mercato europeo a causa del rischio guerra commerciale con gli USA ✂️

15:07 3 febbraio 2025

L'inizio della nuova settimana porta con sé un'altra ondata di turbolenze nei mercati. Durante il fine settimana, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato dazi del 25% sui prodotti importati da Messico e Canada, oltre a dazi del 10% sui beni provenienti dalla Cina. Canada e Messico hanno già annunciato piani per tariffe di ritorsione.

Lunedì, i mercati hanno aperto con un significativo gap ribassista. Anche il mercato valutario ha registrato ampie oscillazioni, suggerendo che gli investitori non avevano completamente prezzato il rischio dei dazi statunitensi, sperando che fosse solo una tattica negoziale per ottenere condizioni commerciali migliori. D’altra parte, l’attuazione delle tariffe potrebbe ancora far parte dei negoziati (e molto probabilmente lo è), con alcuni che credono che rimarranno in vigore solo per un breve periodo, fino al raggiungimento di un accordo tra i paesi coinvolti.

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Reazione del mercato in Europa

I mercati azionari europei sono sotto pressione. Date le azioni imprevedibili degli Stati Uniti, gli investitori hanno aumentato la probabilità che vengano imposti dazi anche sull’Unione Europea. L’indice Stoxx Europe 600 è in calo dell’1,30% oggi, con i titoli automobilistici in testa alle perdite, registrando il loro maggior ribasso degli ultimi due anni. Anche l’euro ha subito un colpo, scendendo brevemente di oltre il 2% a $1,020 prima di recuperare a $1,027.

Fonte: xStation 5

Principali implicazioni di mercato

Case automobilistiche a maggior rischio

Le azioni dei giganti automobilistici tedeschi Volkswagen AG e BMW AG sono in calo rispettivamente del 6,16% e del 3,92%, a causa delle preoccupazioni che i dazi statunitensi possano avere un impatto significativo sulle loro esportazioni.

Stellantis NV, un altro grande produttore automobilistico europeo, perde il 6,28%, a causa della sua elevata esposizione alla produzione in Messico, già colpita dai dazi.

Le tariffe potrebbero influenzare oltre 330 impianti automobilistici tedeschi in Messico, interrompendo le catene di approvvigionamento e aumentando i costi di produzione.


Potenziale impatto sull'economia dell'UE

Secondo Citigroup Inc., un dazio del 10% sui beni europei potrebbe ridurre gli utili per azione delle aziende dell’UE dall’1% al 2%.

L'UE registra un surplus commerciale di circa 158 miliardi di euro con gli Stati Uniti, rendendola un obiettivo primario delle politiche protezionistiche statunitensi.

La crescita economica dell'UE è già lenta e un’ulteriore escalation dei dazi potrebbe indebolire ulteriormente il momentum, soprattutto nel settore manifatturiero.

Settore finanziario e reazione degli investitori retail

Le banche spagnole BBVA SA e Banco Santander SA, entrambe fortemente esposte al Messico, sono anch’esse sotto pressione di vendita.

Gli strateghi di mercato di Barclays avvertono che la volatilità persisterà, consigliando agli investitori di concentrarsi sulla selezione dei titoli piuttosto che su strategie di investimento settoriali.

Gli analisti suggeriscono che l’attuale ondata di vendite potrebbe essere temporanea, con potenziali opportunità di acquisto nei titoli difensivi.


Risposta della Germania e prospettive politiche

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato che l’UE è pronta a rispondere con fermezza se gli Stati Uniti imporranno dazi.

La Banca Centrale Europea (BCE) è sotto pressione per valutare se continuare a ridurre i tassi di interesse per sostenere la stabilità economica. Tuttavia, l'inaspettata accelerazione dell'inflazione a gennaio complica le decisioni di politica monetaria.

L'UE si trova ora al centro dei rischi legati alla politica commerciale statunitense, con i dazi che minacciano settori chiave come automotive, metalli, farmaceutica e beni di consumo. Con l’aumento delle tensioni politiche, gli investitori devono affrontare uno scenario incerto caratterizzato da debolezza valutaria, possibili misure di ritorsione e cambiamenti nelle politiche delle banche centrali.

L’indice DAX della Germania è in calo dell’1,50%, scendendo a 21.400 punti. Le perdite registrate nelle prime ore della giornata sono state parzialmente ridotte, ma i settori industriali, in particolare quello automobilistico, restano i più colpiti.


Fonte: xStation 5

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