10:10 · 26 ottobre 2026

Calendario economico: indice Ifo tedesco, escalation in Medio Oriente e risultati dei colossi di Wall Street

Punti chiave
Punti chiave
  • Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le mosse delle banche centrali alimentano la volatilità sui mercati delle materie prime e valutari all’inizio della settimana.
  • La Banca popolare cinese rafforza lo yuan, portando il cambio a 6,6682 per dollaro, e immette 398 miliardi di CNY di liquidità nel sistema.
  • Le principali banche centrali, tra cui Fed, BCE e BoJ, si preparano ad annunciare le decisioni sui tassi di interesse, mentre sono attese numerose pubblicazioni di risultati societari.
  • Il petrolio e il cambio EUR/USD sono esposti a oscillazioni più marcate dei prezzi, in un contesto caratterizzato da rischi per l’offerta, dati macroeconomici e variazioni dei rendimenti dei Treasury statunitensi.

L’inizio della settimana è caratterizzato da un’elevata volatilità sui mercati delle materie prime e valutari, alimentata dagli sviluppi geopolitici. L’attenzione è concentrata sul Medio Oriente, dopo le notizie di attacchi degli Houthi yemeniti contro impianti petroliferi e un aeroporto in Arabia Saudita, seguiti da raid di rappresaglia della coalizione, in concomitanza con incontri diplomatici a Teheran.

In Cina è iniziato il quinto plenum del Partito Comunista e la Banca popolare cinese ha deciso di rafforzare significativamente lo yuan e di immettere 398 miliardi di CNY di liquidità nel sistema. Il calendario macroeconomico di oggi è relativamente fitto: il principale appuntamento della sessione europea sarà la pubblicazione dell’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, mentre negli Stati Uniti l’attenzione degli investitori si concentrerà sui risultati finanziari delle società a maggiore capitalizzazione.

Va tuttavia sottolineato che l’intera settimana si preannuncia particolarmente intensa. Sono attese le decisioni della Fed, della BCE e della BoJ, oltre ai risultati trimestrali di numerose grandi società statunitensi, tra cui Alphabet, Microsoft e Amazon.

Principali dati dalla sessione asiatica

  • Cina: la Banca popolare cinese ha fissato il tasso di riferimento dello yuan al livello più alto da febbraio 2023, mentre lo yuan onshore si è rafforzato fino a 6,6682 per dollaro. La banca centrale ha inoltre immesso 398 miliardi di CNY nel mercato attraverso operazioni pronti contro termine inversi (reverse repo).

  • Arabia Saudita: i dati governativi pubblicati mostrano un calo annuo dell’11,5% delle esportazioni di beni ad agosto, compresa una flessione del 9,1% delle esportazioni non petrolifere. I dati riflettono le pressioni sulle entrate commerciali del regno.

  • Corea del Sud: la Banca di Corea ha collocato titoli di stabilizzazione monetaria con scadenza a 91 giorni a un rendimento del 3,210%.

Calendario macroeconomico (CET)

  • 10:00 – Germania: indice Ifo sul clima di fiducia delle imprese. Consensus: 90,0 punti. Dato precedente: 89,9.

  • 12:00 – Regno Unito: indice CBI sulle vendite realizzate. Consensus: -47 punti. Dato precedente: -55.

Risultati societari

  • Verizon Communications Inc. (VZ) — prima dell’apertura dei mercati. EPS previsto: 1,27 USD. Un indicatore importante per valutare la spesa dei consumatori statunitensi e la stabilità del settore delle telecomunicazioni.

  • Cemex S.A.B. de C.V. (CX) — prima dell’apertura dei mercati. EPS previsto: 0,25 USD. Produttore globale di materiali da costruzione, rilevante per valutare il ritmo degli investimenti infrastrutturali nelle Americhe.

  • Welltower Inc. (WELL) — dopo la chiusura dei mercati. EPS previsto: 1,64 USD. Importante REIT con esposizione alle strutture sanitarie e residenziali per anziani, utile per valutare lo stato del mercato immobiliare commerciale.

  • Cadence Design Systems, Inc. (CDNS) — dopo la chiusura dei mercati. EPS previsto: 1,61 USD. Un indicatore importante della domanda nel settore dei semiconduttori e dei software di progettazione, sostenuta dal trend dell’intelligenza artificiale.

  • Nucor Corporation (NUE) — dopo la chiusura dei mercati. EPS previsto: 5,71 USD. Il maggiore produttore di acciaio degli Stati Uniti, il cui andamento offre indicazioni dirette sull’attività dell’industria pesante e del settore delle costruzioni.

  • Public Storage (PSA) — dopo la chiusura dei mercati. EPS previsto: 4,27 USD. Leader nel settore dei depositi self-storage, il cui andamento riflette la mobilità e la flessibilità finanziaria delle famiglie statunitensi.

  • Altre società a media e bassa capitalizzazione, tra cui The Hartford, Celestica, Cincinnati Financial, Brown & Brown, Principal Financial, POSCO, Amkor e Rambus, pubblicheranno i risultati prevalentemente dopo la chiusura della sessione di Wall Street.

Mercati da monitorare

  • Petrolio (Brent / WTI) — le tensioni militari intorno agli impianti petroliferi sauditi e gli attacchi con droni potrebbero alimentare un premio per il rischio legato all’offerta e innescare un aumento dei prezzi.

  • EUR/USD — la principale coppia valutaria reagirà alla pubblicazione dell’indice Ifo tedesco. Un mancato miglioramento della fiducia nei settori manifatturiero e dei servizi potrebbe accentuare la pressione sull’euro.

  • Yuan cinese (USD/CNH) — il rafforzamento del cambio da parte della Banca popolare cinese e le discussioni in corso durante il quinto plenum del Partito Comunista Cinese creano le condizioni per una maggiore volatilità sulle valute asiatiche.

Analisi tecnica EUR/USD

EUR/USD si sta stabilizzando sopra quota 1,12, ma resta frenato dalla media mobile a 25 periodi, che il cambio non riesce a superare dall’inizio dell’attuale fase ribassista, in corso ormai da un mese e mezzo.

Si osserva un netto rimbalzo dei T-Note, ma non è riconducibile a minori aspettative di rialzo dei tassi, bensì a una maggiore domanda di beni rifugio, che continua a sostenere il dollaro.

Tuttavia, se i rendimenti dovessero scendere più nettamente rispetto ai livelli attuali, EUR/USD potrebbe consolidarsi stabilmente sopra la soglia critica di 1,12. Al contrario, se i rendimenti tornassero a salire, come accaduto a fine febbraio a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, EUR/USD potrebbe scendere anche sotto quota 1,11.


 
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