Gli investitori sono tornati ad acquistare titoli di semiconduttori e società legate all'intelligenza artificiale dopo che, la scorsa settimana, l'S&P 500 e il Nasdaq hanno registrato i maggiori ribassi settimanali da fine giugno. Il Nasdaq aveva perso il 4,5%, mentre il settore tecnologico aveva ceduto oltre il 6%, segnando il calo più marcato da aprile 2025. Come hanno osservato alcuni commentatori di Wall Street, «nel fine settimana non è successo nulla di negativo» e il mercato era in condizioni di ipervenduto tali da rendere il rimbalzo soltanto una questione di tempo. Altri, invece, hanno paragonato la fase attuale al Black Monday della fine degli anni Ottanta, anche se la seduta si è conclusa con forti rialzi.
Dietro il rimbalzo, tuttavia, emerge una maggiore selettività. Intel ha guadagnato il 2,4% dopo la revisione al rialzo del giudizio da parte di J.P. Morgan, AMD l'1,8% e Micron il 3%. Di segno opposto la performance di CoreWeave, al centro del panico della scorsa settimana per il suo debito da 50 miliardi di dollari: il titolo ha chiuso in calo dello 0,4%, nonostante Goldman Sachs abbia alzato il giudizio a «buy». Anche i livelli dei CDS segnalano criticità significative.
I gestori di fondi avvertono che sta cambiando la narrativa sulla «capacità degli investimenti legati all'IA di resistere ai rialzi dei tassi»: il mercato sta iniziando a valutare con maggiore attenzione quali società saranno effettivamente in grado di generare rendimenti sufficienti a giustificare il debito che stanno accumulando. L'attuale stagione delle trimestrali potrebbe certamente contribuire a definire una nuova narrativa per il mercato.

Un ulteriore elemento a sostegno dell'ottimismo arriva dalle indiscrezioni secondo cui Nscale starebbe negoziando con Anthropic la vendita di capacità di calcolo per un valore di circa 45 miliardi di dollari. Nel frattempo, Citigroup stima che il settore dell'intelligenza artificiale contribuirà a quasi il 70% della crescita degli utili societari a livello globale il prossimo anno.
Questa settimana, il principale banco di prova per il sentiment degli investitori sarà rappresentato dai risultati di Meta e Tesla (mercoledì) e di SpaceX (martedì). Tesla e SpaceX presenteranno i risultati in un contesto caratterizzato da crescenti speculazioni su una possibile fusione tra le due società di Elon Musk. Sullo sfondo persistono le tensioni geopolitiche, con attacchi alle infrastrutture energetiche in Russia e in Medio Oriente, e i prezzi del petrolio restano elevati, mantenendo alti i rendimenti obbligazionari.
Analisi tecnica di US100
Il contratto sul Nasdaq 100 è attualmente scambiato sotto quota 25.600 punti, ben al di sotto del massimo storico di ottobre (circa 31.600 punti) e della trendline rialzista che parte dal minimo di aprile (circa 22.400 punti), violata dai prezzi nelle ultime sedute. Si tratta di un cambiamento significativo nella struttura del mercato rispetto alle settimane precedenti, quando questa linea fungeva da supporto dinamico. Tuttavia, la rottura potrebbe ancora rivelarsi un falso breakout.
I prezzi si trovano attualmente nella zona di ritracciamento di Fibonacci compresa tra il 38,2% e il 50,0% (29.935–30.421 punti), suggerendo che la correzione del recente movimento rialzista sia già in fase avanzata. L'RSI(14), a 39,6, si sta avvicinando alla zona di ipervenduto, senza averla ancora raggiunta. Ciò significa che il mercato potrebbe avere ancora margine per ulteriori ribassi prima che emergano segnali tecnici favorevoli a un rimbalzo.
Il MACD è nettamente negativo (linea MACD a -53,1 e linea del segnale a -235,7), mentre l'istogramma rimane sotto lo zero da metà settembre. Questi elementi confermano la prevalenza delle pressioni di vendita nelle ultime settimane, anche se è opportuno notare che l'istogramma negativo si è leggermente ridotto di recente. Si tratta di un segnale di indebolimento del momentum ribassista, ma non ancora di un'inversione di tendenza.

Livelli chiave:
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Resistenze: 29.935 (ritracciamento del 38,2%), 30.421–30.572 (50,0–23,6%), 31.600 (massimo storico / 0,0%).
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Supporti: 28.907 (61,8%), 28.175 (78,6%), 27.243 (100,0% – minimo di agosto).
La rottura della trendline rialzista e la discesa dell'RSI sotto quota 40 rappresentano segnali di allerta per la prosecuzione del mercato rialzista del 2026. Se i prezzi non riusciranno a mantenersi stabilmente sopra quota 29.935–30.000, il rischio di un'ulteriore discesa verso l'area 28.900–28.200 rimarrà elevato. Solo un ritorno sopra quota 30.570, in prossimità della precedente resistenza, che ora potrebbe essere messa alla prova dal basso, invaliderebbe il segnale ribassista e aprirebbe la strada a un nuovo tentativo di raggiungere i massimi.
Conclusioni
Il rimbalzo di Wall Street di lunedì è un segnale concreto del fatto che il mercato si trovava in una condizione tecnica di ipervenduto e che gli investitori continuano a credere nei fondamentali del ciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, il grafico di US100 non conferma ancora questo ottimismo. La rottura della trendline rialzista di lungo periodo e la debolezza dell'RSI suggeriscono di interpretare il movimento di lunedì come un rimbalzo tecnico nell'ambito di una correzione più ampia, piuttosto che come un ritorno al trend rialzista principale.
I risultati di Meta, Tesla e SpaceX attesi questa settimana, insieme agli ulteriori sviluppi relativi al debito di CoreWeave e alle altre società del settore neocloud, saranno determinanti per capire se US100 riuscirà a mantenersi nell'area 29.900–30.000 o se la discesa proseguirà verso quota 28.900–28.200.
È interessante osservare, tuttavia, un aspetto relativo al posizionamento degli investitori. Di recente è stato chiuso un numero ingente di posizioni speculative corte sui futures del Nasdaq 100. Questa dinamica, nota come short covering, ha spostato il posizionamento netto da una condizione di estremo ipervenduto a una di estremo ipercomprato. La correlazione tra il posizionamento netto e l'indice rimane comunque relativamente bassa.

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