I prezzi del petrolio sono in calo di circa il 2% nella prima metà della giornata. Il Brent si mantiene intorno ai 98 dollari, mentre il WTI scende verso gli 87 dollari. Il calo dei prezzi è dovuto principalmente a forniture di greggio dal Golfo Persico significativamente superiori alle attese iniziali.
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Reuters riporta che la media settimanale dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz ha già raggiunto 19 milioni di barili al giorno, oltre l’80% della media di lungo periodo precedente allo scoppio del conflitto in Iran.
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È importante sottolineare che, secondo i dati di Reuters, Vortexa, Kpler e Bloomberg, l’aumento dei flussi non è distribuito in modo uniforme. Arabia Saudita e Iraq hanno aumentato maggiormente le proprie esportazioni. Le esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi dall’Iran sono invece scese quasi a zero, indicando una perdita di controllo e di iniziativa da parte della Repubblica Islamica.
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Rilevanti sono anche i recenti successi dello Yemen nella lotta contro gli Houthi. Le forze governative hanno riconquistato la città portuale di Mokha. Il recupero dell’iniziativa da parte del governo riduce il controllo degli Houthi sull’area del Mar Rosso e potrebbe rappresentare l’inizio di un’offensiva più ampia.
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Questo sentiment è confermato da un annuncio dell’Arabia Saudita, che ha ridotto nettamente i prezzi all’ingrosso per gli acquirenti asiatici. Il prezzo dell’Arab Light è stato ridotto di 5 dollari al barile, mentre quelli dell’Arab Medium e dell’Arab Heavy sono stati tagliati di 5 dollari al barile.
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Anche i Paesi del G7 hanno raggiunto un accordo per il rilascio delle riserve di carburante e petrolio, con particolare attenzione al diesel, attualmente il prodotto più scarso. Attraverso l’AIE, i Paesi dovrebbero immettere sul mercato 100 milioni di barili tra prodotti petroliferi e greggio nei prossimi quattro mesi.
Analisi tecnica del petrolio (OIL) – D1
Il calo dal massimo locale di 109 dollari consente di tracciare il limite superiore di un canale discendente. Un test importante per valutare il sentiment e la forza dell’offerta sarà quello del limite inferiore del trend rialzista in atto da giugno. Una rottura del supporto intorno ai 97 dollari potrebbe aprire la strada a un test da parte dei venditori del supporto a 94,5 dollari, che si trova relativamente vicino alla linea di regressione di lungo periodo (intorno agli 89 dollari). Se gli acquirenti vogliono mantenere l’iniziativa, è fondamentale rompere il trend ribassista emergente e tornare al di sopra dei 102 dollari circa.
Fonte: xStation5
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