15:08 · 7 ottobre 2026

Il petrolio torna a salire, le preoccupazioni sulla situazione fiscale francese pesano sull'euro (07.10.2026)

Punti chiave
Punti chiave
  • L'avversione al rischio domina gli scambi, mentre l'euro si indebolisce contro tutte le valute del G10.
  • EUR/USD scende sotto quota 1,12.
  • Lo spread dei rendimenti dei titoli di Stato francesi a 10 anni si amplia, mentre aumentano i timori legati al deficit di bilancio.
  • I prezzi del petrolio greggio salgono verso i 102 dollari al barile in seguito agli attacchi contro le petroliere nello Stretto di Hormuz.
  • Gli indici azionari europei registrano perdite, penalizzati soprattutto dai titoli dei semiconduttori, dalle case automobilistiche e dalle banche.

La sessione di trading di mercoledì è caratterizzata da una crescente avversione al rischio. L’euro si indebolisce contro tutte le altre valute del G10, i rendimenti dei titoli di Stato tornano a salire e il forte aumento dei prezzi del petrolio greggio pesa sugli indici azionari europei, quasi tutti in territorio negativo oggi.

EUR/USD scende sotto 1,12

La coppia EUR/USD perde oggi oltre lo 0,6%, scendendo sotto la soglia di 1,12. Sulla moneta unica pesano diversi fattori: la forza del dollaro USA, gli elevati prezzi del petrolio greggio, il rialzo globale dei rendimenti dei titoli di Stato, la più ampia avversione al rischio da parte degli investitori, l’aumento dei rischi fiscali e politici in Francia e la possibilità che la BCE adotti un orientamento di politica monetaria meno restrittivo.

Figura 1: Performance delle principali valute rispetto al dollaro USA (07/10/2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07/10/2026

Francia sotto i riflettori

Lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni si è ulteriormente ampliato, avvicinandosi ai livelli più elevati dal 2011. Sebbene il rendimento dei titoli di Stato francesi (circa il 4,9%) rimanga al di sotto di quello dei Treasury statunitensi (oltre il 5,3%), la sua dinamica sta destando preoccupazione tra gli investitori.

La principale fonte di preoccupazione non è tanto il livello del debito in sé (poco più del 115% del PIL nel 2025 e circa il 119% nel 2026), quanto piuttosto l'assenza di un percorso credibile di stabilizzazione. Si prevede che il deficit pubblico francese raggiunga il 5,4% del PIL nel 2026, ben al di sopra dell'obiettivo iniziale del 4,6%. La situazione è particolarmente problematica considerando che l'economia nazionale rimane stagnante, con le previsioni di crescita del PIL per l'anno in corso intorno allo 0,5%.

Di conseguenza, il governo di minoranza non può contare su una crescita economica sufficiente a risolvere il problema e deve iniziare a portare avanti tagli alla spesa pubblica politicamente impopolari. Il 1° ottobre ha presentato la proposta di bilancio per il 2027, che prevede una modesta riduzione del deficit al 5% del PIL, ottenuta principalmente attraverso il congelamento della spesa nominale, fatta eccezione per la difesa e alcuni altri settori. Va ricordato che l'obiettivo iniziale per il 2026 era più basso, pari al 4,6%.

I mercati rimangono scettici sull'efficacia delle misure di consolidamento previste. Anche le ipotesi di crescita del PIL, pari all'1% e considerate piuttosto ambiziose, stanno destando preoccupazione. Tuttavia, il rischio principale risiede nel fatto che il bilancio deve essere approvato dal Parlamento, dove il governo non dispone della maggioranza. Con le elezioni presidenziali previste per il 2027, aumenta ulteriormente il rischio che i tagli alla spesa vengano ridimensionati per ragioni politiche.

Materie prime energetiche

I prezzi del petrolio greggio sono in aumento a seguito dell'intensificarsi degli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz. Il Brent guadagna circa l'1,3% oggi, avvicinandosi ai 102 dollari al barile, mentre il WTI sale di oltre mezzo punto percentuale e viene scambiato intorno ai 90 dollari. Nel solo mese di ottobre sono già stati registrati nove attacchi nell'area, un numero pari al totale degli attacchi registrati nell'intera regione dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico nel corso di settembre. I flussi di petrolio provenienti dalla regione sono tornati a circa l'80% dei livelli precedenti al conflitto, mentre la situazione relativa ai prodotti raffinati rimane significativamente più critica.

Figura 2: Petrolio greggio Brent e WTI (2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07/10/2026

Mercati azionari

I mercati azionari europei sono prevalentemente in territorio negativo oggi. Il FTSE MIB italiano (-2,5%) e l'Euro Stoxx 50 paneuropeo (-1,7%) registrano i cali più marcati. Anche il DAX tedesco (-1,3%) e l'IBEX 35 spagnolo (-1,8%) sono in ribasso.

Figura 3: Treemap dell'Euro Stoxx 50 (07/10/2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07/10/2026

Nell'Euro Stoxx 50, i titoli dei semiconduttori, le case automobilistiche tedesche di fascia premium e le banche sono oggi i titoli più penalizzati, in quanto maggiormente sensibili all'aumento dei rendimenti e alle aspettative per un orientamento meno restrittivo da parte della BCE.

Infineon perde quasi il 5%, in linea con la debolezza generalizzata del settore tecnologico. Gli investitori mantengono un approccio prudente in vista dei risultati dei colossi asiatici dei semiconduttori, Samsung e SK Hynix, mentre UBS ha rivisto al ribasso la propria raccomandazione su BE Semiconductor portandola a "sell", facendo scendere il titolo di circa l'8%.

Anche Mercedes-Benz (-1,5%) e BMW (-1%) registrano cali significativi, dopo aver inizialmente guadagnato terreno a seguito delle indiscrezioni secondo cui l'UE starebbe valutando di limitare le importazioni di veicoli ibridi cinesi. L'inversione di tendenza suggerisce che il mercato abbia iniziato a valutare il rischio di ritorsioni da parte di Pechino, considerando che la Cina rimane un mercato fondamentale per entrambi i produttori (le vendite di Mercedes in Cina sono diminuite del 31% su base annua nel terzo trimestre).

Metalli preziosi e criptovalute

Il rafforzamento del dollaro USA e l'aumento dei rendimenti stanno pesando sull'oro, che oggi perde oltre l'1%, scendendo sotto i 4.120 dollari l'oncia. Anche l'argento registra una perdita superiore al 2%, mentre Bitcoin è in calo di circa il 2%.

Figura 4: Oro (2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07/10/2026

—

Michał Jóźwiak, Analista dei mercati finanziari presso XTB

6 ottobre 2026, 16:41

Il petrolio scende sotto i 100 dollari🚨

5 ottobre 2026, 10:29

💶Grafico del giorno: EURUSD ai minimi da maggio 2025 tra le tensioni della crisi fiscale francese

5 ottobre 2026, 10:17

Notizie del mattino: il dollaro sale, il petrolio scende. EUR/USD ai minimi plurimensili.

25 settembre 2026, 12:44

Grafico del giorno: le dichiarazioni di Trump rafforzano lo yen (25.09.2026)

Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92 / CE e la direttiva 2011/61 / UE (MiFID II). La comunicazione di marketing non è una raccomandazione di investimento o informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio e direttive della Commissione 2003/124 / CE, 2003/125 / CE e 2004/72 / CE e regolamento delegato (UE) 2016/958 della Commissione, del 9 marzo 2016, che integra il regolamento UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per le disposizioni tecniche per la presentazione obiettiva di raccomandazioni di investimento o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento e per la divulgazione di particolari interessi o indicazioni di conflitti di interessi o qualsiasi altra consulenza, anche nell'ambito della consulenza sugli investimenti, ai sensi della legge sugli strumenti finanziari del 29 luglio 2005 (ad es. Journal of Laws 2019, voce 875, come modificata). La comunicazione di marketing è preparata con la massima diligenza, obiettività, presenta i fatti noti all'autore alla data di preparazione ed è priva di elementi di valutazione. La comunicazione di marketing viene preparata senza considerare le esigenze del cliente, la sua situazione finanziaria individuale e non presenta alcuna strategia di investimento in alcun modo. La comunicazione di marketing non costituisce un'offerta di vendita, offerta, abbonamento, invito all'acquisto, pubblicità o promozione di strumenti finanziari. XTB S.A. non è responsabile per eventuali azioni o omissioni del cliente, in particolare per l'acquisizione o la cessione di strumenti finanziari. XTB non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita o danno, anche senza limitazione, eventuali perdite, che possono insorgere direttamente o indirettamente, intrapresa sulla base delle informazioni contenute in questa comunicazione di marketing. Nel caso in cui la comunicazione di marketing contenga informazioni su eventuali risultati relativi agli strumenti finanziari ivi indicati, questi non costituiscono alcuna garanzia o previsione relativa ai risultati futuri. Le prestazioni passate non sono necessariamente indicative dei risultati futuri, e chiunque agisca su queste informazioni lo fa interamente a proprio rischio.