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15:19 · 3 marzo 2026

Italia, inflazione in aumento a febbraio: rincari da oltre 700 euro per famiglia, trainati dal turismo

L’inflazione in Italia torna a salire con decisione a febbraio 2026, spinta dai rincari nei servizi, in particolare nel settore turistico. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un incremento dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua, in netto rialzo rispetto all’1,0% di gennaio.

A guidare questa accelerazione sono soprattutto i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+4,9% annuo), i trasporti (+3,0%) e gli alimentari non lavorati, come frutta, verdura e pesce (+3,6%). I rincari nel comparto turistico sono particolarmente marcati: le tariffe di hotel e pensioni crescono del 14,7% su base annua, mentre i voli nazionali segnano un +45% rispetto a febbraio 2025.

Secondo Codacons, l’aumento dei prezzi si traduce in un aggravio annuo medio di spesa di oltre 700 euro per famiglia, con un impatto ancora maggiore per i nuclei con figli. L’associazione sottolinea come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina abbiano contribuito a spingere al rialzo i listini di tutto il comparto turistico.

Nonostante la crescita dei prezzi dei servizi e degli alimentari, il settore energetico continua a mostrare flessioni, con il gas e la benzina in calo rispettivamente del -14,6% e del -9,1% su base annua. Tuttavia, la diminuzione dei costi energetici non è sufficiente a compensare l’aumento dei servizi, e l’inflazione di fondo passa dal +1,7% al +2,4%, suggerendo pressioni strutturali sui prezzi.

Anche il “carrello della spesa” — comprendente beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona — accelera, passando dal +1,9% al +2,2%, evidenziando un impatto diretto sulla vita quotidiana delle famiglie italiane.

Prospettive e rischio energetico
Gli analisti sottolineano che la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi giorni, anche a causa della crisi internazionale del Medio Oriente. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, avverte: “Si rischiano ripercussioni fortissime sui prezzi al dettaglio a causa dei maggiori costi di trasporto e dell’impennata delle materie prime. È necessario che il governo intervenga per evitare che i carrelli della spesa siano sempre più vuoti e le tasche delle famiglie sempre più leggere”.

Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, l’incremento dell’inflazione a febbraio, seppur superiore alle attese (+0,3%), non desta preoccupazioni immediate. Gli aumenti più rilevanti sono legati a fattori temporanei, come l’effetto Olimpiadi e i tabacchi; al netto di questi, la variazione tendenziale sarebbe stata inferiore all’1%. Gli alimentari mostrano segnali di attenuazione delle tensioni, mentre i prezzi dell’energia restano soggetti alle dinamiche internazionali.

Fonte: borsaitaliana,.it

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