10:26 · 27 ottobre 2026

L'oro scende sotto i 4.000 dollari

I metalli preziosi sono sotto pressione e l'entità dei ribassi segnala un deterioramento del sentiment in attesa di nuovi segnali da parte della Federal Reserve. L'oro perde circa lo 0,5%, scendendo sotto i 4.000 dollari l'oncia, mentre l'argento arretra di quasi il 2%, portandosi intorno ai 53 dollari.

Le aspettative sulla Fed restano il principale fattore determinante. I mercati prevedono che la banca centrale lasci invariati i tassi d'interesse nella prossima riunione, ma continuano a scontare la possibilità di un ulteriore rialzo entro la fine dell'anno. I prezzi elevati dell'energia aumentano il rischio che l'inflazione rimanga persistente, spingendo la Fed a mantenere i tassi su livelli elevati più a lungo del previsto. Uno scenario di questo tipo è sfavorevole per oro e argento, che non generano interessi.

La discesa dell'oro sotto quota 4.000 dollari è particolarmente significativa. Questa soglia psicologica potrebbe ora trasformarsi in una resistenza e l'incapacità di recuperarla rapidamente aumenta il rischio di ulteriori prese di profitto. L'argento rimane ancora più esposto alla volatilità. Oltre a risentire delle variazioni delle aspettative sui tassi d'interesse, reagisce anche alle prospettive dell'attività industriale e della crescita economica globale, con il rischio di subire perdite più marcate quando il sentiment di mercato peggiora.

La prossima direzione dei prezzi dipenderà soprattutto dai rendimenti obbligazionari, dal dollaro statunitense e dalle comunicazioni della Fed. Un messaggio restrittivo potrebbe aumentare la pressione sui metalli preziosi, mentre un ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi a dicembre lascerebbe spazio a un rimbalzo. Per il momento, la rottura al ribasso di quota 4.000 dollari da parte dell'oro e il calo più marcato dell'argento delineano uno scenario prudente.

Fonte: Team di ricerca di XTB

Fonte: Team di ricerca di XTB

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