14:37 · 4 novembre 2026

Le borse europee in rialzo dopo le elezioni statunitensi

I risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e il passaggio del controllo del Congresso ai Democratici stanno determinando importanti cambiamenti sui mercati finanziari, con le Borse europee tra le principali beneficiarie del ritorno della propensione al rischio. Mentre a Wall Street l'ottimismo è frenato dalle preoccupazioni per il settore tecnologico e dai possibili tagli agli investimenti nell'intelligenza artificiale, sulle Borse europee prevale l'entusiasmo. Gli indici dell'Europa meridionale, in particolare quelli italiani e spagnoli, guadagnano quasi il 2,5-3%, mentre l'Euro Stoxx 50 avanza di quasi il 2%, accompagnato da un netto calo della volatilità. Il rialzo dei mercati europei è sostenuto anche dallo spostamento dei capitali verso i Treasury statunitensi e da una forte vendita di dollari.

Oltre alla reazione agli sviluppi politici di Washington, l'attenzione degli investitori è rivolta all'accelerazione dell'inflazione in Europa e alle decisioni delle banche centrali. La stima preliminare dell'inflazione HICP dell'Eurozona indica un'accelerazione a circa il 4% su base annua, il livello più alto degli ultimi tre anni, principalmente a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia, superiori di oltre il 20% rispetto all'anno precedente. Questo dato si accompagna al calo degli indici PMI, scesi sui minimi degli ultimi mesi, mettendo la Banca centrale europea (BCE) in una posizione particolarmente difficile in vista delle prossime decisioni di politica monetaria. La banca centrale svedese (Riksbank) ha già deciso di inasprire la propria politica monetaria, aumentando i tassi di 25 punti base, al 2%, e segnalando ulteriori possibili rialzi.

Mercato valutario

Il dollaro statunitense è stato sottoposto a forti pressioni di vendita, registrando la peggiore seduta da settembre e indebolendosi nei confronti di tutte le principali valute. Gli investitori stanno ridimensionando le aspettative di un'ulteriore espansione della spesa pubblica da parte della Casa Bianca, con ripercussioni negative sulla valuta americana. Di conseguenza, il cambio EUR/USD è tornato in prossimità di 1,12, mentre la sterlina britannica è salita verso quota 1,35 sul cambio GBP/USD. Anche le valute dell'area del Pacifico hanno registrato forti rialzi nei confronti del dollaro: il dollaro neozelandese (NZD) e quello australiano (AUD) hanno guadagnato entrambi circa lo 0,7%. L'indebolimento della valuta americana si è riflesso anche sul mercato valutario domestico, dove il cambio USD/PLN è sceso sensibilmente verso quota 3,91.

Mercato delle materie prime

  • Oro: il prezzo è salito di quasi il 3%, superando la soglia dei 4.000 USD, grazie all'indebolimento del dollaro e alla diminuzione dei rendimenti obbligazionari.

  • Argento: forte rialzo dei metalli preziosi e industriali, con l'argento che ha guadagnato oltre il 4,5%.

  • Petrolio Brent: in calo di poco meno del 2%, intorno a 102 USD al barile, a causa della riduzione del premio per il rischio geopolitico dopo le elezioni e delle notizie relative a possibili negoziati diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

  • Petrolio WTI: in flessione di circa il 2%, verso quota 95 USD al barile, per gli stessi fattori che contribuiscono ad attenuare i timori legati all'approvvigionamento.

  • Gas naturale in Europa: forte calo, superiore al 6%, che ha portato il prezzo del gas sotto la soglia degli 89 EUR/MWh.

Azionario europeo

Il settore finanziario ha dominato la seduta europea, guadagnando quasi il 4% e guidando i rialzi dei listini. A sostenere il comparto sono le prospettive di tassi di interesse più elevati da parte della BCE e il ritorno dei capitali verso gli istituti di credito europei, le cui valutazioni risultano ancora contenute. Rialzi significativi, superiori al 2%, sono stati registrati anche dai settori delle utility, dei beni di consumo e delle telecomunicazioni. L'unico comparto in territorio negativo è stato quello tecnologico, in calo di poco meno dello 0,3%, penalizzato dalle cautele legate agli investimenti nell'intelligenza artificiale.

  • Ahold Delhaize (AD.NL): il mercato ha premiato la società per i solidi risultati trimestrali, l'annuncio di un programma di riacquisto di azioni proprie da 1 miliardo di euro e i piani per acquisire alcuni punti vendita Tesco nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. Il titolo ha guadagnato oltre il 5,5%.

  • Bayer (BAYN.DE): il titolo ha proseguito il rialzo dopo i solidi risultati del terzo trimestre, beneficiando anche del miglioramento generale del sentiment nel settore, in seguito alla revisione al rialzo delle previsioni da parte di Novo Nordisk. Guadagno superiore al 3%.

  • Siemens Energy (ENR.DE): correzione dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi mesi, in un contesto di incertezza sulle prospettive della spesa statunitense per le infrastrutture dopo le elezioni. Il titolo ha perso poco meno del 3%.

  • Rheinmetall (RHM.DE): la vittoria dei Democratici al Congresso alimenta i timori di controlli più rigorosi sulla spesa militare e di maggiori pressioni per una de-escalation dei conflitti armati. Il titolo ha perso circa il 2%.

  • ASML Holding (ASML.NL): il titolo ha risentito delle preoccupazioni degli investitori per un possibile rallentamento degli investimenti in conto capitale (CapEx) nei data center e nei chip per l'intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Il calo è stato superiore all'1,5%.

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