I principali indici europei hanno aperto la seduta di martedì in deciso territorio positivo. L’italiano ITA40 guida i rialzi con un aumento di quasi il 2%, il pan-europeo Euro Stoxx 50 segna circa +1,5% e il DAX sale dell’1,3%. Il principale motore dei guadagni è rappresentato dai solidi risultati trimestrali delle banche europee, in particolare il profitto record di UniCredit, mentre il sentiment è in parte appesantito dall’escalation del conflitto in Medio Oriente; lunedì, Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi nel Golfo Persico, con il coinvolgimento anche degli Emirati Arabi Uniti.
Le tensioni nel Golfo Persico restano un fattore macroeconomico chiave. Il presidente Trump ha stimato che il conflitto potrebbe durare ancora due o tre settimane, mentre la parte iraniana segnala che i colloqui stanno “facendo progressi”. In questo contesto, il Brent sta correggendo il rialzo di quasi il 6% registrato lunedì ed è in calo di circa l’1,5%, arretrando dai livelli intorno ai 113 dollari al barile. Il dollaro (USDIDX) resta sostanzialmente invariato intorno a quota 98,3, praticamente neutrale all’inizio della settimana.

La volatilità attualmente osservata nei principali mercati. Fonte: xStation
Per settore, il comparto finanziario è in testa, trainato dai risultati delle banche — UniCredit (UCG.IT) sale di oltre il 3% e la heatmap dell’indice europeo SX5E mostra rialzi in finanza, tecnologia e industria. Il settore sanitario, invece, registra movimenti difensivi (Sanofi -4,4%), mentre le aziende energetiche e dei servizi pubblici adottano un atteggiamento prudente di fronte all’incertezza geopolitica.
Volatilità osservata tra le aziende più rilevanti e capitalizzate del mercato azionario europeo, suddivisa per settore. Fonte: Dipartimento di ricerca XTB HQ
🏢 Informazioni sulle società:
UniCredit ha riportato profitti trimestrali record — l’utile netto nel primo trimestre 2026 è aumentato del 16% su base annua, raggiungendo 3,22 miliardi di euro, superando tutte le stime degli analisti (consenso: 2,68 miliardi). La banca ha alzato la previsione di utile netto per l’intero anno ad “almeno 11 miliardi di euro” e ha confermato gli obiettivi per il 2028. I risultati sono stati sostenuti da una forte crescita delle commissioni (+4,5% a/a) e da un’impennata eccezionale dei ricavi da trading (+154% rispetto alle attese). Nel frattempo, l’AD Andrea Orcel ha formalizzato l’offerta per l’acquisizione di Commerzbank: UniCredit offre 0,485 delle proprie azioni per ogni azione Commerzbank, implicando un prezzo di circa 32 euro per azione, ovvero circa il 7% sotto il valore di mercato.

Risultati bancari. Fonte: Bloomberg Financial LP
- HSBC ha deluso le aspettative — l’utile ante imposte nel primo trimestre si è attestato a 9,38 miliardi di dollari, inferiore alla stima di 9,59 miliardi, e il titolo a Londra ha perso quasi il 5,6%. La banca ha registrato una svalutazione inattesa legata a una frode nel mercato britannico e ha aumentato gli accantonamenti di 300 milioni di dollari a causa del peggioramento del contesto macro globale dovuto al conflitto in Medio Oriente. I costi operativi sono aumentati del 7,6% su base annua, superando il consenso, elemento indicato dagli analisti di JPMorgan e Bloomberg Intelligence come la principale sorpresa negativa.
- Rheinmetall ha pubblicato i risultati preliminari del primo trimestre, inferiori alle attese sul fatturato — i ricavi si sono attestati a circa 1,94 miliardi di euro contro una stima di mercato di 2,3 miliardi, mentre l’utile operativo è stato di 224 milioni rispetto ai 240 milioni attesi. L’azienda attribuisce il gap a rinvii nelle consegne al secondo trimestre e conferma comunque le previsioni per l’intero anno di una crescita del fatturato del 40–45% con un margine operativo intorno al 19%, scenario ritenuto adeguato dagli analisti di Morgan Stanley e JPMorgan (entrambi con rating “overweight”). Il titolo è in rialzo di oltre il 2% all’apertura.
- Ferrari pubblicherà i risultati dopo la chiusura dei mercati — il mercato si aspetta ricavi intorno a 1,82 miliardi di euro e un utile netto di circa 403 milioni, con un margine EBITDA di circa 39,3%. Le principali incognite riguardano la domanda dal Medio Oriente, limitata dal conflitto, e l’impatto dell’annuncio di Trump su dazi del 25% sulle auto provenienti dall’UE — tuttavia gli analisti di Barclays sottolineano che Ferrari potrebbe trasferire in larga parte il costo dei dazi ai clienti grazie alla struttura contrattuale e al posizionamento del marchio.
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