07:37 · 27 ottobre 2026

Mercato Tech al test dei minimi

Mercati in attesa delle giornate di domani e giovedí quando vedremo l'uscita di dati importanti, le trimestrali e le dichiarazioni delle banche centrali. Al momento i movimenti sono prettamente tecnici e preparatori per i movimenti che vedremo nei prossimi giorni. 

Il test dei minimi di settembre 

Nasdaq e Nikkei, i due indici a piú alta concentrazione tech del momento, si trovano a fronteggiare i livelli minimi di settembre con dei test tecnici assolutamente fondamentali. Infatti la rottura al ribasso dei minimi di settembre fornirebbe un segnale di debolezza a lungo termine molto importante per tutto l'azionario, pertanto in queste ore stiamo assistendo anche a dei rimbalzi, sempre di natura tecnica, che rappresentano un momento di pausa prima di un movimento di piú ampio respiro che potremmo vedere esprimersi a ridosso dell'uscita delle trimestrali o dei dati, momento in cui i market maker escono dal mercato molto velocemente al fine di evitare problemi legati alla volatilitá, proprio quei movimenti che portano ed esasperano i trend di fondo anche nel breve termine. Quindi ci troviamo ora con un Nikkei che prova a rimbalzare dai minimi con un rialzo sul cash del +1,7% e un Nasdaq che sta provando a reggere i minimi della scorsa settimana. Per il momento peró il trend di fondo di breve rimane debole e ribassista. 

Petrolio al comando dei mercati 

Come abbiamo potuto notare nel corso delle ultime settimane, alla fase di indebolimento del mercato azionario (soprattutto tech) ha coinciso il movimento rialzista del petrolio che in questo momento si trova a ridosso dei 100 dollari al barile, ovviamente stiamo prendendo il WTI come riferimento principale in quanto benchmark di mercato. Il petrolio si trova quindi nella fascia di prezzo compresa tra i 100 e i 107 dollari, una zona sempre venduta nel corso degli ultimi mesi, anche dopo lo scoppio del conflitto Usa-Iran. Proprio in questa zona potremmo assistere alla generazione di massimi dai quali potremmo vedere dei movimenti ribassisti molto importanti dal punto di vista dell'ampiezza dei movimenti, inoltre l'intensitá di questi movimenti al ribasso potrebbe essere molto importante. In questo momento quindi il petrolio risulta essere protagonista del mercato, il vero asset di riferimento per valutare anche i futuri impatti economici sull'inflazione.

 

Oro sotto i 4000 dollari e Argento in caduta libera 

Tornano a scendere oro e argento, prosegue la fase di debolezza cronica dopo i forti ribassi visti all'inizio del 2026. Oro sotto i 4000 dollari l'oncia, un movimento in linea con le dinamiche di breve termine che non vedono alcun segnale di ripresa, cosí come l'argento prosegue la sua dinamica ribassista con piú forza rispetto all'oro, scendendo al di sotto dei minimi di luglio segnando i nuovi minimi annuali poco sotto i 53 dollari l'oncia. Metalli preziosi a protezione dall'inflazione e dalle guerre? Il mercato conferma ancora che non esiste un asset che protegge in modo certo da scenari di incertezza macroeconomica e geopolitica "contemporanei". Per il momento le dinamiche attuali vedono una debolezza cronica dei metalli preziosi. 

 

 

David Pascucci

Market Analyst

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Settimana Ricca di Market Mover

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