- Il petrolio è salito ai livelli più alti degli ultimi quasi sei settimane in seguito alla ripresa degli attacchi tra Stati Uniti e Iran. Successivamente, il greggio ha ridotto i guadagni, attestandosi intorno a +0,10–0,30%. Gli Stati Uniti hanno colpito circa 100 obiettivi militari e marittimi iraniani, inclusi due petroliere di proprietà statale, nell’ambito di una nuova politica definita “tanker-for-tanker”. La risposta dell’Iran è stata in gran parte intercettata. Washington sostiene che gli attacchi abbiano indebolito le capacità iraniane e ridotto i rischi immediati per la navigazione, ma il conflitto rimane attivo.
- Nonostante l’ultimo scambio di attacchi, circa 40 imbarcazioni avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno intercettato missili antinave e droni, mentre Trump ha dichiarato che Washington avrebbe ormai un controllo quasi totale sulla principale rotta marittima.
- Trump ha respinto le notizie secondo cui starebbe cercando di costringere Teheran a tornare al tavolo dei negoziati, affermando di preferire l’attuale pressione esercitata sull’Iran. I suoi commenti suggeriscono che Washington sia attualmente pronta a mantenere la pressione militare.
- Il governatore Ueda ha dichiarato che la Banca del Giappone intende continuare ad aumentare i tassi di interesse finché le condizioni monetarie rimarranno accomodanti. I policymaker sono sempre più concentrati sui rischi al rialzo per l’inflazione derivanti dai prezzi dell’energia, mentre l’inflazione di fondo si trova già vicino al 2%.
- La coppia USDJPY è inizialmente salita, con lo yen rimasto sotto pressione a fronte di un rafforzamento generalizzato del dollaro statunitense. Successivamente, tuttavia, il cambio ha ridotto i guadagni. L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi non è riuscito a fornire un sostegno duraturo alla valuta. Il mercato sembra concentrarsi maggiormente sull’aumento dei costi delle importazioni energetiche e sulle più ampie preoccupazioni fiscali.
- La Reserve Bank of New Zealand ha aumentato l’OCR di 25 punti base, in linea con le attese, in risposta a un’inflazione CPI del 4,1% e ai persistenti rischi legati ai prezzi dell’energia. Il governatore Breman ha dichiarato che è probabile un ulteriore rialzo dei tassi, anche se la tempistica rimane incerta e la politica monetaria non segue un percorso prestabilito. Il dollaro neozelandese si è indebolito dopo la decisione.
- Escludendo i carburanti per veicoli, l’inflazione annuale è scesa al 2,9%, mentre la maggior parte delle misure dell’inflazione di fondo rimane all’interno dell’intervallo target. La RBNZ prevede che l’inflazione complessiva torni nell’intervallo obiettivo dell’1–3% entro la metà del 2027. Questo consente alla banca centrale di inasprire gradualmente la politica monetaria, anziché intervenire in modo aggressivo.
- Il PIL della Nuova Zelanda è cresciuto dello 0,4% su base trimestrale e del 2,1% su base annua nel secondo trimestre, superando le aspettative su entrambe le misure. I consumi delle famiglie hanno contribuito a compensare la debolezza degli investimenti delle imprese, mentre il dollaro australiano si è rafforzato dopo la pubblicazione dei dati.
La RBNZ alza nuovamente i tassi di interesse, ma il NZD scende dopo la decisione ⚔️
Calendario economico: riflettori puntati sulle decisioni delle banche centrali e sul report ADP statunitense 🔎
Calendario economico: tutti gli occhi puntati su Kevin Warsh! Il presidente della Fed difenderà la propria credibilità?
Calendario economico: tutti gli occhi puntati su Kevin Warsh! Il presidente della Fed difenderà la propria credibilità?
Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92 / CE e la direttiva 2011/61 / UE (MiFID II). La comunicazione di marketing non è una raccomandazione di investimento o informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio e direttive della Commissione 2003/124 / CE, 2003/125 / CE e 2004/72 / CE e regolamento delegato (UE) 2016/958 della Commissione, del 9 marzo 2016, che integra il regolamento UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per le disposizioni tecniche per la presentazione obiettiva di raccomandazioni di investimento o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento e per la divulgazione di particolari interessi o indicazioni di conflitti di interessi o qualsiasi altra consulenza, anche nell'ambito della consulenza sugli investimenti, ai sensi della legge sugli strumenti finanziari del 29 luglio 2005 (ad es. Journal of Laws 2019, voce 875, come modificata). La comunicazione di marketing è preparata con la massima diligenza, obiettività, presenta i fatti noti all'autore alla data di preparazione ed è priva di elementi di valutazione. La comunicazione di marketing viene preparata senza considerare le esigenze del cliente, la sua situazione finanziaria individuale e non presenta alcuna strategia di investimento in alcun modo. La comunicazione di marketing non costituisce un'offerta di vendita, offerta, abbonamento, invito all'acquisto, pubblicità o promozione di strumenti finanziari. XTB S.A. non è responsabile per eventuali azioni o omissioni del cliente, in particolare per l'acquisizione o la cessione di strumenti finanziari. XTB non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita o danno, anche senza limitazione, eventuali perdite, che possono insorgere direttamente o indirettamente, intrapresa sulla base delle informazioni contenute in questa comunicazione di marketing. Nel caso in cui la comunicazione di marketing contenga informazioni su eventuali risultati relativi agli strumenti finanziari ivi indicati, questi non costituiscono alcuna garanzia o previsione relativa ai risultati futuri. Le prestazioni passate non sono necessariamente indicative dei risultati futuri, e chiunque agisca su queste informazioni lo fa interamente a proprio rischio.