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10:00 · 9 gennaio 2026

Notizie del mattino (09.01.2026)

US2000
Indici
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  • Wall Street ha registrato una chiara rotazione in uscita dai vincitori tecnologici dello scorso anno, con flussi di capitale diretti verso energia, beni di consumo e small cap. Il posizionamento appare più ampio e meno concentrato rispetto ai mesi recenti. Questa mattina, i future sugli indici statunitensi sono leggermente in calo, mentre i benchmark europei risultano per lo più piatti.
  • Il Nasdaq 100 ha ceduto circa lo 0,6%, interrompendo un breve rimbalzo durato tre giorni. La debolezza di Nvidia e Apple ha pesato sul sentiment e potrebbe segnalare un affievolimento dello slancio di breve periodo nella leadership delle mega-cap. Il Dow Jones Industrial Average ha sovraperformato, salendo di oltre lo 0,5%, mentre gli investitori si sono orientati verso segmenti più difensivi e legati al valore.
  • Le small cap sono rimaste al centro dell’attenzione, con il Russell 2000 che ha segnato un nuovo massimo e guadagnato oltre l’1% (in rialzo del 4,5% da inizio anno), riflettendo uno spostamento verso un’esposizione alla crescita guidata dalla domanda domestica.
  • I due principali eventi di rischio di oggi: i dati sui Non-Farm Payrolls statunitensi alle 12:30 GMT e una possibile decisione della Corte Suprema relativa ai dazi di Trump. Ulteriori dati USA in uscita più tardi: il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan e le aspettative di inflazione alle 14:00 GMT.
  • Taiwan Semiconductor ha riportato vendite con un risultato molto solido da inizio anno pari a NT$3,81 trilioni (+31,6% a/a) e vendite di dicembre pari a NT$335,0 miliardi. Ieri, i titoli della difesa si sono rafforzati dopo che Trump ha lasciato intendere un aumento della spesa militare, mostrando quanto rapidamente i titoli di politica possano riprezzare i settori legati alla spesa pubblica.
  • Il rally del mercato obbligazionario si è fermato. I Treasury statunitensi si sono indeboliti e il rendimento del decennale è salito intorno al 4,18%, suggerendo che i mercati non stanno prezzando in modo aggressivo un brusco rallentamento economico. I segnali dal mercato del lavoro hanno sostenuto il sentiment: gli annunci di licenziamenti aziendali sono scesi al minimo degli ultimi 17 mesi, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate meno del previsto, attenuando i timori di un deterioramento improvviso dell’economia.
  • In Asia, l’indice MSCI Asia Pacific ha scambiato in un range ristretto in attesa dei catalizzatori macroeconomici statunitensi, con un appetito per il rischio contenuto. Il Giappone si è distinto positivamente, sostenuto da uno yen più debole e dai solidi risultati di Fast Retailing, che hanno spinto al rialzo l’intero mercato domestico.
  • Le azioni Rio Tinto sono scese nel contesto delle discussioni in corso su una potenziale operazione legata a Glencore, uno sviluppo che, se portato avanti, potrebbe rimodellare il panorama globale dei metalli industriali.
  • I Treasury si sono indeboliti, ma i titoli garantiti da ipoteche (MBS) hanno guadagnato dopo che Trump ha ventilato un piano di acquisto di obbligazioni ipotecarie per 200 miliardi di dollari, un titolo che i mercati hanno interpretato come di supporto alle condizioni dei mutui e, indirettamente, all’azionario.
  • Il dollaro statunitense resta avviato verso la settimana più forte da novembre, un movimento che può irrigidire le condizioni finanziarie globali e che tipicamente esercita pressione su materie prime e asset rischiosi.
  • Il petrolio ha continuato a salire gradualmente mentre i mercati monitoravano gli sviluppi legati a Venezuela e Iran, mantenendo un premio geopolitico e complicando il quadro dell’inflazione.
  • Oro e argento sono scesi a fronte di rendimenti più elevati e di un dollaro più forte, con la domanda difensiva in raffreddamento dopo dati USA resilienti.
  • Secondo quanto riportato, la Russia avrebbe colpito l’Ucraina con centinaia di droni e utilizzato il missile balistico a raggio intermedio Oreshnik (IRBM), prendendo di mira infrastrutture energetiche critiche come ritorsione per un attacco ucraino alla residenza di Putin. Segnalazioni non confermate suggeriscono che un impianto di stoccaggio del gas nell’Ucraina occidentale possa essere stato colpito, con un potenziale impatto fino a 17 Bcf di gas naturale, circa la metà delle riserve nazionali.
  • Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero intervenire militarmente in Iran se i manifestanti venissero uccisi. Durante la notte, le proteste si sarebbero intensificate e diffuse, insieme a segnalazioni di blackout di internet e delle reti di telefonia mobile.
9 gennaio 2026, 17:55

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