- Futures sugli indici USA leggermente in calo: sia l’US100 sia l’US500 perdono lo 0,15%. Oggi l’attenzione dei mercati sarà rivolta alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi, ai dati sulle vendite al dettaglio USA e al PPI statunitense. Gli investitori attendono inoltre le trimestrali delle banche USA (Wells Fargo, Citibank, Bank of America) e i discorsi di numerosi membri della Fed (Paulson, Kashkari, Bostic, Williams).
- S&P 500 sotto pressione nonostante il CPI più basso: ieri le azioni statunitensi hanno registrato un lieve calo dopo che l’ultimo dato sull’inflazione ha in gran parte rafforzato l’idea che la Fed possa permettersi di restare paziente. A pesare sul sentiment è stata anche la vendita di titoli bancari, guidata da JPMorgan, dopo risultati inferiori alle attese del mercato. Le azioni JPMorgan hanno perso il 4% poiché i ricavi dell’investment banking hanno deluso le aspettative, complice un’attività più debole nel collocamento e nella consulenza M&A. Nonostante un core CPI inferiore alle previsioni, i mercati continuano a indicare come realistico un prossimo taglio dei tassi Fed solo intorno a metà 2026.
- L’appetito per il rischio resta solido: nonostante l’S&P 500 sia sceso dai massimi storici, le azioni globali sono sulla buona strada per chiudere su nuovi record, grazie all’ultimo dato sull’inflazione USA che ha attenuato i timori di pressioni sui prezzi persistenti. Gli investitori continuano inoltre a concentrarsi sul rally guidato dall’AI; i metalli hanno chiaramente sovraperformato il resto del comparto delle materie prime.
- MSCI ACWI in rialzo, con l’Asia protagonista: l’indice MSCI All Country World ha esteso il progresso da inizio anno, sostenuto dal raggiungimento di nuovi massimi storici da parte di un importante indicatore azionario asiatico. Il Giappone è salito, mentre lo yen si è mantenuto vicino ai minimi da luglio 2024, tra indiscrezioni su una possibile elezione anticipata.
- I proxy dell’AI continuano a correre, la Cina resta indietro: la Corea del Sud, spesso considerata un barometro delle catene di fornitura legate all’AI, è salita per la nona seduta consecutiva, mentre le azioni cinesi sono scese dopo che le autorità hanno aumentato al 100% il requisito di margine per il finanziamento tramite leva, una mossa che di solito raffredda gli acquisti guidati dalla leva.
- Metalli preziosi e industriali protagonisti: l’argento ha superato i 90 dollari l’oncia per la prima volta, l’oro spot ha segnato un nuovo record e il rame è rimbalzato verso nuovi massimi, rafforzando la narrativa di una leadership dei metalli nel comparto delle materie prime. L’argento è in rialzo di quasi il 4%, mentre l’oro guadagna oltre l’1%.
- Anche le criptovalute partecipano al “risk-on”: Bitcoin ha beneficiato del clima positivo, salendo a un massimo di due mesi, mentre i future sugli indici azionari europei sono oggi moderatamente più alti in vista dell’apertura.
- Il Giappone resta il focus macro: le notizie secondo cui la premier Takaichi potrebbe indire elezioni anticipate hanno sostenuto le azioni ma messo sotto pressione i bond, spingendo lo yen più in profondità nell’area in cui il rischio di intervento diventa un tema concreto per i mercati. Il rendimento del JGB a 5 anni è salito al livello più alto da quando questa scadenza è stata introdotta nel 2000.
- Il petrolio si raffredda dopo una forte corsa: i prezzi del greggio si sono stabilizzati dopo il rally più forte in quattro giorni degli ultimi sei mesi, segnalando una pausa per digerire i guadagni piuttosto che un’estensione del movimento.
- Il dollaro resta solido; le aspettative sulla Fed rimangono invariate: il biglietto verde ha mantenuto la forza della sessione precedente e i dati sull’inflazione USA di dicembre hanno fatto poco per compromettere la speranza che la Fed possa sospendere i tagli dei tassi invece di accelerare ulteriormente l’allentamento.
- Restrizioni su Nvidia H200: le aziende cinesi dovranno implementare procedure di sicurezza speciali per poter acquistare i chip H200 di Nvidia, secondo informazioni confermate dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Le restrizioni varranno anche dal lato USA: Nvidia dovrà prima garantire una fornitura domestica sufficiente di chip H200 negli Stati Uniti, e le esportazioni verso la Cina saranno limitate in modo da non superare il 50% del volume spedito al mercato domestico statunitense.
- Dati API USA: i dati API statunitensi indicano un forte aumento delle scorte petrolifere al 13 gennaio, con le scorte di greggio in crescita di 5,27 milioni di barili (vs -2,8 mln precedenti), mentre le scorte di benzina sono aumentate di 8,23 milioni di barili (vs +4,4 mln precedenti) e quelle di distillati di 4,34 milioni di barili (vs +4,9 mln precedenti). Anche le scorte di Cushing sono salite di 0,945 milioni di barili (vs +0,7 mln precedenti), rafforzando il segnale di un’offerta abbondante nel breve termine per il mercato statunitense.
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