I future sul Nasdaq 100 (US100) e sull'S&P 500 (US500) registrano un calo di circa lo 0,5%, mentre i future sul petrolio Brent salgono di quasi l'1,5%, superando i 105,70 dollari al barile, in seguito alle notizie riportate dal Wall Street Journal su un attacco statunitense all'isola iraniana di Qeshm. Le azioni di Apple e Palantir hanno perso circa il 2-3% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di ieri, nonostante entrambe le società abbiano superato le aspettative degli analisti.
I mercati seguiranno con attenzione i risultati delle elezioni di metà mandato per il Congresso degli Stati Uniti, con i primi dati attesi nel corso della notte, a partire da Indiana e Kentucky. Sul fronte macroeconomico, tra i principali appuntamenti di oggi figurano la pubblicazione dei dati JOLTS sulle offerte di lavoro negli Stati Uniti e quelli sugli ordini alle fabbriche. Pfizer pubblicherà i risultati prima dell'apertura dei mercati statunitensi, mentre AMD e Arista Networks, due società importanti nell'ambito degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, presenteranno i propri risultati dopo la chiusura delle contrattazioni.
La seduta di ieri a Wall Street è stata caratterizzata da nuove pressioni di vendita sui titoli tecnologici, in particolare sui produttori di semiconduttori, nonostante il forte calo dei prezzi del petrolio. Le maggiori società tecnologiche hanno registrato performance deboli, ma la maggior parte dei titoli dell'S&P 500 ha chiuso la seduta in rialzo. Questo suggerisce che le vendite si siano concentrate soprattutto sulle società con la maggiore capitalizzazione dell'indice, mentre il mercato nel suo complesso ha mostrato una maggiore capacità di tenuta.
Il Nasdaq 100 ha proseguito la sua discesa nella seduta di ieri, tornando in territorio di correzione dopo aver perso il 10% rispetto al picco di ottobre. Nel frattempo, un importante indice del settore dei semiconduttori ha accumulato una perdita del 12% in tre sedute, evidenziando le persistenti pressioni di vendita su un comparto che in precedenza era stato tra i principali motori del mercato rialzista azionario statunitense.
Secondo quanto dichiarato questa mattina da un alto funzionario iraniano, i mediatori stanno ancora lavorando per ridurre le divergenze tra Teheran e Washington. L'Iran continua a respingere quelle che considera richieste eccessive da parte degli Stati Uniti e insiste affinché vengano soddisfatte le proprie condizioni prima della riapertura dello Stretto di Hormuz. I negoziati sul nucleare potrebbero eventualmente iniziare in una fase successiva. Teheran ha inoltre avvertito di essere pronta a rispondere con forza agli attacchi militari statunitensi, sia all'interno della regione sia al di fuori di essa.
La Reserve Bank of Australia (RBA) ha aumentato i tassi di interesse per la quinta volta nel 2026, portandoli dal 4,60% al 4,85%, il livello più alto dal 2008. La decisione era in linea con le aspettative del mercato, ma non è stata unanime: sei membri del consiglio hanno votato a favore dell'aumento, mentre tre si sono espressi per mantenere i tassi invariati. La governatrice della RBA, Michele Bullock, ha sottolineato che un ulteriore inasprimento della politica monetaria era necessario per evitare difficoltà economiche più gravi. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha invece riconosciuto che la decisione avrebbe esercitato ulteriori pressioni sulle famiglie australiane. Dopo l'annuncio, il cambio AUDUSD è sceso, registrando la terza seduta consecutiva in perdita, mentre il dollaro australiano si è indebolito nei confronti di quello statunitense.
Sul mercato obbligazionario, i titoli di Stato statunitensi con scadenze più lunghe hanno registrato performance migliori, segnalando una maggiore domanda di obbligazioni a lunga scadenza. Questo andamento potrebbe riflettere sia le aspettative di un allentamento delle pressioni inflazionistiche dopo il calo dei prezzi del petrolio di ieri, sia una maggiore cautela degli investitori sulle prospettive dei mercati azionari.
I segnali provenienti dall'Iran restano contrastanti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha suggerito che la Guida Suprema del Paese gli abbia concesso maggiore libertà di manovra nei negoziati per la pace. Nel frattempo, secondo quanto riportato dall'emittente iraniana Press TV, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avrebbe catturato due droni statunitensi MQM-170 sopra l'isola di Qeshm e distrutto quello che ha descritto come il 55° drone americano MQ-9, a est dello Stretto di Hormuz. Queste dichiarazioni di natura militare non sono state verificate in modo indipendente.
Parallelamente, Donald Trump ha espresso ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo, collegando il calo dei prezzi del petrolio al miglioramento delle prospettive diplomatiche. L'avvicinarsi delle elezioni per il Congresso statunitense aumenta il peso degli sviluppi geopolitici sulle dinamiche dei mercati finanziari. Le ultime dichiarazioni di Trump suggeriscono che una ripresa immediata degli attacchi militari dopo le elezioni non sia affatto scontata.
Apple (AAPL.US) ha registrato nel quarto trimestre dell'esercizio fiscale 2026 ricavi pari a 114,5 miliardi di dollari (+12% su base annua) e un utile netto di 30,71 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti. I principali motori della crescita sono stati iPhone (+17% su base annua) e Mac (+24% su base annua), mentre l'utile per azione (EPS) ha raggiunto i 2,10 dollari, rispetto agli 1,99 dollari previsti dal consenso degli analisti. Il risultato è stato sostenuto in parte anche da rimborsi una tantum legati ai dazi. Nonostante i risultati positivi, le vendite in Cina inferiori alle attese e il calo dei ricavi derivanti da iPad e dispositivi indossabili hanno limitato la reazione del mercato. Le azioni Apple hanno infatti registrato variazioni contenute dopo la pubblicazione dei risultati, scambiando intorno a 338,50 dollari nelle contrattazioni after-hours.
Palantir Technologies (PLTR.US) ha registrato nel terzo trimestre del 2026 un aumento dei ricavi del 96% su base annua, raggiungendo 2,31 miliardi di dollari e superando i 2,18 miliardi previsti dal consenso degli analisti. Nonostante ciò, il titolo ha inizialmente perso circa il 2,5%. I ricavi del segmento commerciale statunitense sono aumentati del 149% su base annua, mentre l'EPS rettificato ha raggiunto 0,44 dollari, contro gli 0,41 attesi, con un reddito operativo rettificato pari a 1,43 miliardi di dollari. Il management ha rivisto al rialzo le previsioni per l'intero esercizio, stimando una crescita dei ricavi del 91% nel 2026. La reazione contenuta del mercato suggerisce tuttavia che gli investitori abbiano già incorporato nella valutazione del titolo aspettative di crescita particolarmente elevate.
PETROLIO, AUDUSD (grafico D1)
I future sul Brent hanno registrato finora un rialzo contenuto, ma le notizie sul presunto attacco statunitense all'isola di Qeshm sembrano evidenziare le profonde divergenze ancora esistenti tra Washington e Teheran. È difficile immaginare che un attacco di questo tipo avrebbe luogo se i negoziati stessero procedendo senza intoppi. I prezzi del petrolio hanno trovato supporto in corrispondenza della media mobile esponenziale a 50 periodi (EMA50, linea arancione) e l'attuale rimbalzo potrebbe teoricamente spingere il Brent oltre i 110 dollari al barile.
Fonte: xStation5
Il cambio AUDUSD è in calo per la terza seduta consecutiva, scendendo al di sotto della media mobile esponenziale a 200 periodi (EMA200, linea rossa), un segnale di possibile passaggio a una tendenza ribassista. L'RSI si attesta intorno a 44, ben al di sopra della zona di ipervenduto, mentre un incrocio ribassista del MACD potrebbe sostenere lo scenario di ulteriori ribassi. I livelli di 0,698 e 0,691 rappresentano importanti aree di supporto, mentre 0,703 rimane una resistenza chiave, rafforzata dalle precedenti reazioni dei prezzi e dalla presenza dell'EMA200.
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