🏛️ Mercati azionari
La seduta di giovedì sulle borse statunitensi si è conclusa prevalentemente in rialzo, anche se questa volta il traino non è arrivato dal settore tecnologico.
L’indice Dow Jones ha guadagnato l’1,73%, mentre l’S&P 500 è salito dello 0,41%. Il Nasdaq, invece, ha registrato una lieve flessione.
Gli investitori hanno spostato parte dei capitali dal comparto tecnologico verso società dei settori finanziario, assicurativo e retail.
Tra i maggiori ribassi si sono distinti Broadcom, penalizzata dalla pubblicazione di risultati sui ricavi inferiori alle attese, e CrowdStrike, le cui azioni sono scese dopo la diffusione di previsioni deludenti.
Anche Arm Holdings e Micron Technology hanno registrato perdite significative.
La seduta ha evidenziato una crescente rotazione dei capitali verso settori più tradizionali dell’economia, a scapito delle aziende tecnologiche che negli ultimi mesi avevano sostenuto i rialzi di Wall Street.
Venerdì prevale il sentiment negativo sui mercati azionari asiatici, con la maggior parte dei principali indici in calo.
La flessione più marcata si registra in Corea del Sud, dove l’indice KOSPI perde oltre il 4%. In ribasso anche il Nikkei 225 giapponese (-1,03%), l’Hang Seng di Hong Kong (-0,87%) e l’S&P/ASX 200 australiano (-0,69%).
La debolezza è attribuita principalmente al peggioramento del sentiment nei confronti delle società legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori.
Gli investitori asiatici sono rimasti delusi dai risultati e dalle prospettive di Broadcom, il cui titolo è sceso di oltre il 12%, innescando una nuova ondata di vendite nel comparto tecnologico.
Particolarmente colpite le aziende coreane e giapponesi del settore dei chip, che negli ultimi mesi erano state tra le principali beneficiarie del boom globale dell’IA.
🌍 Geopolitica e macroeconomia
Le notizie provenienti dal Medio Oriente nella giornata di giovedì hanno fornito segnali contrastanti sulle prospettive di una conclusione del conflitto.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti si trovano nelle fasi finali dei negoziati con Iran e che un accordo che potrebbe portare alla fine della guerra sarebbe vicino. I mercati hanno interpretato questa notizia come un possibile passo verso una riduzione delle tensioni nella regione.
Allo stesso tempo, la situazione rimane molto delicata: l’Iran ha avvertito che, in caso di fallimento dei colloqui, sarebbe pronto a intraprendere azioni contro le basi militari statunitensi in Medio Oriente e potrebbe utilizzare il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz come strumento di pressione.
La sicurezza di questa fondamentale rotta per il trasporto del petrolio resta uno dei temi centrali delle trattative.
Un ulteriore ostacolo al processo di pace è rappresentato dalla posizione di Hezbollah: il leader dell’organizzazione ha ribadito che solo un cessate il fuoco totale e il completo ritiro delle truppe israeliane dal Libano sarebbero accettabili.
Questa posizione rigida mostra come, nonostante i progressi dichiarati nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, il raggiungimento di un accordo ampio e duraturo nella regione resti una sfida complessa.
Giovedì sono emersi anche segnali che suggeriscono una possibile ripresa dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina.
Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato di essere disponibile a raggiungere un accordo attraverso mezzi pacifici, sottolineando che la Russia rimane aperta a trattative finalizzate alla conclusione del conflitto. Ha tuttavia precisato che qualsiasi accordo dovrà tenere conto degli interessi di sicurezza russi e della situazione creatasi a seguito della guerra.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha risposto alle dichiarazioni del Cremlino invitando Mosca a porre fine alle ostilità e ad avviare passi concreti verso la pace.
Secondo Kyiv, una condizione imprescindibile per un accordo duraturo rimane il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina.
Sebbene le dichiarazioni dei due leader possano essere interpretate come un prudente segnale di disponibilità al dialogo, non emergono ancora indicazioni di una svolta sui principali punti di contrasto. Mosca e Kyiv continuano infatti a mantenere le rispettive posizioni fondamentali, limitando le prospettive di una rapida conclusione del conflitto.
💻 Settore tecnologico
Nel settore tecnologico sono emerse indiscrezioni secondo cui rappresentanti dell’amministrazione statunitense avrebbero avviato colloqui preliminari sulla possibilità che il governo acquisisca partecipazioni azionarie nelle principali aziende americane impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Secondo le informazioni diffuse dai media, le discussioni riguarderebbero il trasferimento volontario allo Stato di una quota delle azioni di tali società. Gli eventuali profitti derivanti da questi investimenti potrebbero essere destinati a finalità pubbliche, inclusi potenziali trasferimenti economici ai cittadini.
🛢️ Materie prime
Gli eventi di venerdì in Medio Oriente hanno nuovamente alimentato le preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture petrolifere.
In Oman, le operazioni di carico del greggio sono state sospese presso il principale terminal di esportazione di Mina al Fahal dopo un’esplosione avvenuta nelle vicinanze dei moli di trasbordo. Secondo alcune fonti, l’incidente potrebbe essere collegato a un attacco con droni, anche se non vi sono conferme ufficiali.
Nonostante le tensioni in corso nella regione e le difficoltà nei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz, l’OPEC mantiene una visione ottimistica sulle prospettive del mercato petrolifero.
Il segretario generale dell’organizzazione ha sottolineato che la domanda globale di petrolio rimane solida e che il cartello non vede attualmente motivi per modificare le proprie previsioni.
L’OPEC continua a stimare una crescita della domanda mondiale di petrolio di circa 1,2 milioni di barili al giorno nel 2026.
Nel mercato dei metalli preziosi prevale invece un sentiment negativo.
- L’oro perde circa lo 0,7%, scendendo sotto i 4.500 USD l’oncia.
- L’argento cede oltre l’1,5%, tornando sotto i 73 USD l’oncia.
🪙 Criptovalute
Anche il mercato delle criptovalute mostra un sentiment chiaramente negativo.
- Bitcoin perde lo 0,7% e si mantiene sotto i 64.000 USD.
- Ethereum cede quasi il 3% e si avvicina ai 1.700 USD.
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