10:08 · 26 ottobre 2026

Notizie del mattino: L'assenza di un'escalation fa scendere i prezzi del petrolio

Punti chiave
Punti chiave
  • Il Brent perde quasi l’1,9% e scende a 109,5 USD al barile, dopo che nel fine settimana non si sono verificati attacchi diretti degli Stati Uniti contro l’Iran.
  • Luiz Inácio Lula da Silva vince le elezioni presidenziali in Brasile, provocando un crollo di quasi il 15% di un ETF sul Bovespa quotato a Tokyo.
  • SpaceX ottiene un finanziamento tramite debito da 40 miliardi di USD per acquistare unità di elaborazione grafica (GPU) destinate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
  • Le principali banche centrali, tra cui Fed, BCE e BoJ, si preparano ad annunciare le loro ultime decisioni sui tassi di interesse.
  • Mercati: aggiornamento della giornata

    I prezzi del petrolio hanno aperto la settimana in calo, con un gap ribassista: il contratto Brent di gennaio perde quasi l’1,9% e scende a circa 109,5 USD al barile. Le quotazioni si allontanano dai massimi plurimensili dopo che nel fine settimana non si sono verificati attacchi diretti degli Stati Uniti contro l’Iran, nonostante i continui attacchi dei militanti Houthi contro le infrastrutture saudite.

  • L’ETF quotato a Tokyo che replica l’indice brasiliano Bovespa crolla di quasi il 15% dopo la vittoria a sorpresa di Luiz Inácio Lula da Silva al secondo turno delle elezioni presidenziali, con circa il 52% dei voti contro il 48% di Flavio Bolsonaro. Gli investitori sono stati costretti a chiudere precipitosamente le posizioni che puntavano su una vittoria della destra.

  • Si apre una settimana cruciale per le banche centrali: sono attese le decisioni della Fed, della BCE e della BoJ, per le quali il mercato prevede tassi invariati, oltre a quelle della RBNZ e della BoC, per le quali si attendono rialzi di 25 punti base.

  • 🔎 Strumenti da monitorare

  • Brent (OIL) — perde quasi l’1,9% dopo che nel fine settimana non si sono verificati attacchi statunitensi contro l’Iran. Sul lungo periodo, tuttavia, la materia prima rimane in territorio di forte ipercomprato, con Z5L a +1,94, al 95,2° percentile pluriennale, e RSI a 59,9. I continui attacchi degli Houthi contro le infrastrutture petrolifere saudite potrebbero riportare rapidamente in primo piano il premio per il rischio legato all’offerta.

  • Oro (GOLD) — oscilla appena sopra la soglia psicologica dei 4.000 USD, dopo aver registrato la peggiore settimana degli ultimi quattro mesi. Gli indicatori segnalano condizioni di forte ipervenduto nel breve periodo (Z1R a -1,33, RSI a 35,3 e Z5L a +1,22, al 79,5° percentile). La pressione esercitata dagli elevati rendimenti statunitensi si scontra con la domanda strutturale delle banche centrali, che secondo le stime di Goldman Sachs hanno acquistato 79 tonnellate d’oro ad agosto.

  • CAC 40 (FRA40) — il contratto mostra una marcata debolezza relativa, con un calo dello 0,85% a fronte del rialzo del DAX. L’indice francese si trova in una profonda condizione di ipervenduto su base annuale (Z1R a -1,80, 64,8° percentile quinquennale e RSI a 37,8) e risente del rischio di un aumento della spesa pubblica in risposta alle proteste di massa in Francia.

  • China A50 (CH50cash) — gli indicatori segnalano condizioni estreme di ipervenduto su base annuale (Z1R a -3,26, RSI a 22,4, Z5L a -0,42 e 34,5° percentile quinquennale). L’avvio del quinto plenum del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese, le ingenti iniezioni di liquidità della PBOC e lo yuan ai massimi dal 2022 potrebbero creare le condizioni per una rapida riduzione del divario di valutazione.

  • 📅 Gli appuntamenti di oggi

  • 10:00 | Germania / Eurozona: indice Ifo sul clima di fiducia delle imprese tedesche relativo a ottobre (consensus: 90,0 punti contro 89,9 precedenti), un indicatore chiave dello stato di salute dell’industria tedesca.

  • 12:00 | Regno Unito: indice CBI sulle vendite realizzate a ottobre (consensus: -47 punti contro -55 precedenti).

  • Sessioni statunitense e sudamericana: apertura della borsa di San Paolo. Il mercato valuterà l’entità delle vendite sul real brasiliano e sull’indice Bovespa dopo il crollo notturno dell’ETF quotato in Asia.

  • Posizionamento in vista delle riunioni delle banche centrali: RBNZ, BoC e Fed mercoledì; BCE giovedì; BoJ venerdì.

  • 🔑 Le principali notizie della notte

  • Sorpresa elettorale in Brasile: Luiz Inácio Lula da Silva torna alla presidenza dopo aver vinto il secondo turno con circa il 52% dei voti contro il 48%. La notizia provoca un crollo di quasi il 15% dell’ETF sul Bovespa negoziato a Tokyo. Goldman Sachs delinea uno scenario estremo che prevede un deprezzamento del real del 10% contro il dollaro (USD/BRL) e un aumento di 200 punti base dei rendimenti obbligazionari.

  • Tensioni in Medio Oriente: gli Houthi yemeniti lanciano nuovi attacchi con droni e missili contro aeroporti sauditi, tra cui quello di Riyadh, e impianti di pompaggio del petrolio. La coalizione saudita risponde con attacchi aerei che distruggono depositi e rampe di lancio. Nel frattempo, è previsto a Teheran un incontro di coordinamento tra alti rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia, Pakistan e Iran.

  • Mar Nero e negoziati di pace: il ministero della Difesa russo riferisce di aver colpito una nave mercantile nel Mar Nero. Parallelamente, il presidente ucraino Zelenskyy annuncia la ripresa della condivisione completa di informazioni di intelligence con gli Stati Uniti e anticipa un possibile incontro trilaterale tra Stati Uniti, Ucraina e Russia a novembre.

  • Finanziamenti per l’IA: Elon Musk comunica che SpaceX ha ottenuto 40 miliardi di USD in finanziamenti tramite debito per acquistare unità di elaborazione grafica (GPU). Musk mette inoltre in guardia dal rischio di una crisi e di un consolidamento tra i fornitori più piccoli di servizi cloud dedicati all’intelligenza artificiale, noti come neocloud.

  • 💱 Valute e materie prime

  • Il petrolio registra una brusca correzione: il Brent (OIL) perde circa l’1,89%, scendendo a 109,47 USD al barile, mentre il WTI (OIL.WTI) arretra dell’1,12%, a circa 100,89 USD.

  • La causa diretta del gap ribassista è l’assenza di un attacco statunitense contro l’Iran nel fine settimana, dopo le dichiarazioni di Donald Trump: «Non attaccheremo l’Iran oggi».

  • L’oro (GOLD) si stabilizza dopo essere sceso ai minimi degli ultimi tre mesi e guadagna circa lo 0,32%, portandosi a 4.012,56 USD l’oncia. L’argento (SILVER) sale dello 0,13%, a circa 54,13 USD. I metalli restano sotto pressione per le prospettive di tassi d’interesse elevati negli Stati Uniti più a lungo del previsto.

  • Sul mercato valutario prevale una relativa calma: EUR/USD sale dello 0,06%, verso 1,1215; GBP/USD rimane stabile a 1,3372 (-0,01%); USD/JPY guadagna lo 0,12%, portandosi a circa 157,07, dopo aver oscillato durante la notte tra 157,10 e livelli inferiori a 156,75.

  • Lo zloty polacco rimane stabile: USD/PLN scambia intorno a 3,9259 (+0,09%).

  • Si distingue lo yuan cinese: il cambio onshore USD/CNY scende a 6,6682, il livello più forte per la valuta cinese da giugno 2022. La banca centrale ha fissato il tasso di riferimento al livello più favorevole allo yuan da febbraio 2023 e ha immesso 398 miliardi di CNY di liquidità attraverso operazioni pronti contro termine inversi (reverse repo).

  • 🇪🇺 Europa prima dell’apertura

  • I futures sui principali indici europei indicano un avvio moderatamente positivo per Germania e Regno Unito. Il DAX 40 (DE40) guadagna circa lo 0,28%, portandosi intorno a 25.309 punti; l’Euro Stoxx 50 (EU50) sale dello 0,31%, verso 6.090 punti, mentre il FTSE 100 (UK100) avanza dello 0,17%, a circa 10.738 punti.

  • Il CAC 40 francese (FRA40) mostra invece una marcata debolezza, con un calo di circa lo 0,85%, a quota 7.797 punti. Pesano le persistenti tensioni sociali e le proteste in Francia, che alimentano i timori sulla disciplina fiscale.

  • L’indice europeo di volatilità VSTOXX sale del 2,24%, a circa 20,53 punti, segnalando un posizionamento prudente del mercato in vista della prossima riunione della BCE.

  • 🌏 Asia

  • Le borse asiatiche hanno registrato prevalentemente ribassi. Il Nikkei 225 giapponese perde circa lo 0,70%, a 62.537 punti, sotto la pressione delle vendite sui produttori di chip e componenti elettronici e dei timori legati ai costi delle importazioni energetiche. L’ASX 200 australiano riesce invece a salire di circa lo 0,74%, avvicinandosi a quota 8.800 punti.

  • Forti vendite hanno colpito la borsa di Seul: il Kospi perde l’1,6%, mentre il Kosdaq, a forte componente tecnologica, crolla del 2,8%. Sul sentiment ha pesato anche la decisione di Goldman Sachs di ridurre del 25% il target a 12 mesi per il Kospi, portandolo a 9.000 punti.

  • In Cina prevale una relativa stabilità: l’Hang Seng sale di circa lo 0,32%, a 23.167 punti, mentre il China A50 rimane invariato intorno a 12.933 punti. L’attenzione resta concentrata sul quinto plenum in corso del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese.

  • 🇺🇸 Wall Street: come si è conclusa la seduta?

  • Dopo una settimana disastrosa per gli indici statunitensi, soprattutto per i titoli tecnologici, i futures sugli indici USA indicano un moderato peggioramento del sentiment. L’S&P 500 (US500) oscilla intorno a 7.676,6 punti (-0,12%), il Nasdaq 100 (US100), a forte componente tecnologica, arretra verso 29.157,2 punti (-0,42%), il Russell 2000 (US2000) scambia intorno a 2.793,4 punti (-0,06%), mentre il Dow Jones (US30) rimane leggermente sopra la parità, a circa 52.543,0 punti (+0,06%).

  • L’indice di volatilità VIX sale leggermente dello 0,57%, a circa 19,35 punti, riflettendo la maggiore cautela degli investitori in vista della decisione della Fed e della pubblicazione dei risultati trimestrali dei giganti tecnologici.

  • Venerdì scorso, tra le società dell’S&P 500, i maggiori rialzi hanno interessato i comparti della sicurezza informatica e dell’energia: CrowdStrike (CRWD, +7,97%, Tecnologia), Palo Alto Networks (PANW, +7,22%, Tecnologia), SLB (SLB, +6,92%, Energia), Halliburton (HAL, +5,15%, Energia), APA (APA, +4,98%, Energia) e Datadog (DDOG, +4,53%, Tecnologia). I rialzi sono stati sostenuti dal precedente balzo dei prezzi del petrolio e dall’aumento dei rischi geopolitici nel cyberspazio.

  • Tra i maggiori ribassi figurano società industriali e delle telecomunicazioni: Bloom Energy (BE, -10,96%, Industria) e Comfort Systems USA (FIX, -9,06%, Industria), oltre ad AT&T (T, -8,04%, Comunicazioni) e T-Mobile US (TMUS, -7,90%, Comunicazioni). I titoli delle telecomunicazioni hanno subito forti pressioni dopo le notizie sui piani di Elon Musk per espandere le infrastrutture cellulari terrestri collegate a Starlink. In calo anche Globe Life (GL, -7,69%, Finanza) e CBRE Group (CBRE, -6,13%, Immobiliare).


 
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