07:58 · 14 settembre 2026

Petrolio a 102 dollari

Settimana di Banche Centrali con Fed, BoE e BoJ, con la BoE unica banca a lasciare i tassi fermi secondo le aspettative. Petrolio di nuovo sopra i 100 dollari, Yen in ripresa e mercati azionari che aprono l'ottava in negativo con il Nikkei che sfiora il -1% 

Fed, aspettative di rialzo tassi 

Un mercato del lavoro ancora resiliente grazie alle bassissime richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, indicatore cardine per lo stato di salute del mercato del lavoro nel breve termine, inflazione ancora alta e stabile al 3,4%, ingredienti che permettono di osservare un 86,7% di probabilitá di rialzo dei tassi per mercoledí. La Fed é la prima banca centrale chaiamata ad agire sui tassi, questa volta peró non sappiamo come agirá Warsh in quanto c'é il nodo dell'inflazione Core al 2,4%, un livello molto piú basso rispetto l'inflazione headline, il tutto a sottolineare come l'inflazione attuale sia totalmente esogena e che un rialzo dei tassi di fatto potrebbe essere del tutto controproducente a livello economico. L'attenzione per mercoledí si focalizza sul dollaro e ovviamente sui rendimenti dei titoli di Stato, a livelli che non si vedevano dal 2023 per il decennale e dal 2024 per il benchmark a 2 anni, pur matenendo comunque una curva dei rendimenti ancora in upward sloping, ossia con una curvatura "sana" inclinata verso l'alto. 

Bank of Japan al rialzo, BoE Ferma 

Chiamata al rialzo dei tassi per la BoJ che dovrebbe alzare il costo del denaro a 1,25% dall'attuale 1%. Un rialzo chiamato a gran voce, appoggiato da un mercato che finalmente torna a comprare yen contro dollaro. Dopo ben 36 anni la BoJ vede un'economia uscita dalla spirale inflazione-deflazione e ora puó permettersi di rialzare i tassi a livelli che confermano il ritorno a livelli del 1995, rialzi che segnano la fine di un'era molto buia per l'economia giapponese. Per il Giappone sicuramente il problema piú grande é il petrolio, ma la ripresa dello Yen potrebbe ridare fiato ad un periodo di fatto complesso per il Giappone che di recente ha visto anche un calo del Pil dall'1,8% a 1,4%. Bank fo England ferma con dei dati importanti in uscita su disoccupazione e inflazione che usciranno prima della decisione che vede la conferma del tasso al 3,75%. Il livello dei tassi é piú alto dell'inflazione, pertanto la spinta al ribasso dei prezzi potrebbe manifestarsi in quanto l'inflazione é prevista al 3,1% dall'attuale 2,9%, inflazione piú bassa rispetto a Europa e Usa. 

Il test del Petrolio 

Area compresa tra i 100 e i 107 dollari é un'area dove il petrolio potrebbe strutturare dei massimi per partire eventualmente al ribasso. L'area in questione ha infatti visto dei fortissimi ribassi una volta violata/testata nel corso degli scorsi mesi, parliamo di ribassi dell'ordine di oltre il -15%, livelli che il mercato e l'economia in generale non accettano. Il nodo cruciale del petrolio riguarda i prezzi che potrebbe frenare la crescita in quanto non accettati dagli attori economici: in pratica il mercato, almeno stando ai recenti sviluppi degli ultimi mesi, non accetta di comprare petrolio sopra certe cifre e il mercato crolla confermando uno svuotamento della domanda proprio a ridosso dei 100-107 dollari. I rialzi visti di recente, soprattutto nella giornata di giovedí dove abbiamo visto un forte rialzo di oltre il 7%, la giornata di venerdí con circa un -4%, stanno iniziando a confermare l'aumento della volatilitá e una maggior distanza tra domanda e offerta, situazione tecnica che é stata caratteristica principale dei ribassi visti negli scorsi mesi. 

Mercati deboli 

Un settembre interessante per i mercati che potrebbero di fatto indebolirsi. Vediamo avvisaglie tecniche importanti su alcuni indici come Dax, Dow Jones e Ftse Mib che sono andati a rompere i minimi dello scorso mese, un segnale di debolezza sicuramente di rilievo. Mancano all'appello Nasdaq e Nikkei, questi ultimi potrebbero confermare definitivamente l'inizio di una fase di debolezza che potrebbe caratterizzare non solo questo mese ma anche i prossimi, soprattutto ottobre che vedrá l'uscita delle trimestrali americane e di conseguenza delle big tech. 

David Pascucci

Market Analyst

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