Il PMI composito preliminare dell’Eurozona è salito a 52,1 punti ad agosto, superando le attese di 51,7 e indicando un ritmo di crescita dell’attività economica complessiva leggermente più sostenuto.
- L’indice del clima economico nel settore manifatturiero francese è salito a 103 punti, al di sopra delle attese di 101 e del precedente dato di 101.
- Il PMI manifatturiero preliminare della Francia è salito a 51,5 punti dai 49,8 precedenti, superando nettamente il consensus di 50,0 e tornando sopra la soglia di espansione.
- Il PMI preliminare dei servizi francese è sceso a 48,4 punti, al di sotto delle attese di 49,4 e del precedente dato di 49,6.
- Il PMI composito preliminare francese è sceso a 48,8 punti, rispetto ai 49,5 attesi e ai 49,4 precedenti, indicando una persistente debolezza dell’attività complessiva nonostante il miglioramento del settore manifatturiero.
- Il PMI preliminare dei servizi tedesco è sceso a 48,5 punti, al di sotto delle attese di 50,1 e del precedente dato di 49,8, rimanendo quindi in territorio di contrazione.
- Il PMI manifatturiero preliminare della Germania è salito a 54,1 punti dai 52,2 precedenti, superando nettamente il consensus di 52,1 e segnalando una maggiore espansione del settore.
- Il PMI composito preliminare tedesco è sceso a 51,0 punti, rispetto ai 51,3 attesi e ai 51,3 precedenti. L’attività complessiva continua quindi a espandersi, ma a un ritmo leggermente inferiore alle aspettative del mercato.
Le aspettative di inflazione a 1 anno nell’Eurozona sono scese al 2,9% a luglio dal precedente 3,0%, mentre quelle a 3 anni sono diminuite dal 2,8% al 2,7%, suggerendo un lieve miglioramento delle prospettive di inflazione nel medio termine.
Cosa indicano i PMI europei?
I dati dell’Eurozona sono migliori di quanto potrebbero inizialmente suggerire i risultati di Francia e Germania. Il PMI composito preliminare a 52,1 punti indica un miglioramento più ampio dell’attività economica e l’aspetto più positivo riguarda chiaramente il settore manifatturiero, dove sia la Francia sia la Germania hanno registrato risultati superiori alle attese. Il PMI manifatturiero tedesco a 54,1 è particolarmente significativo perché suggerisce che il comparto industriale della principale economia europea sta finalmente mostrando segnali di ripresa dopo un lungo periodo di debolezza.
Il settore dei servizi appare invece molto meno convincente. La Francia rimane in territorio di contrazione e anche la Germania è scesa sotto quota 50. Questo dato è importante perché i servizi rappresentano la componente più rilevante di entrambe le economie. Non si tratta quindi ancora di una vera e propria accelerazione generalizzata. Sembra piuttosto una ripresa sempre più dipendente dal settore industriale, mentre la domanda interna e i servizi rimangono più deboli.
I dati sulle aspettative di inflazione sono invece moderatamente positivi. Le aspettative a un anno sono scese al 2,9% e quelle a tre anni al 2,7%, suggerendo che le famiglie non stanno diventando più preoccupate per una nuova spirale inflazionistica. Questo offre alla BCE un maggiore margine di manovra, soprattutto se la crescita continuerà a migliorare senza un corrispondente aumento delle aspettative di inflazione.
La mia lettura è che l’Eurozona stia entrando in una fase più equilibrata: la crescita non è più chiaramente debole, ma non è ancora abbastanza forte da eliminare le preoccupazioni sul fronte della politica monetaria. L’aspetto più positivo è che il settore manifatturiero sta migliorando contemporaneamente al calo delle aspettative di inflazione. Se questa combinazione dovesse mantenersi, rappresenterebbe un contesto decisamente più favorevole per i mercati azionari europei rispetto a una ripresa trainata esclusivamente dall’aumento dei prezzi o dallo stimolo fiscale.
EURUSD (intervallo D1)

Fonte: xStation5
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