Chiusure mensili pessime per alcuni mercati e buone per altri, il settore tech ancora molto tirato al rialzo mentre il resto del mercato soffre a livello tecnico e forma i presupposti per un ritracciamento consistente. Petrolio chiude a 90 dollari il mese segnando un forte ritracciamento dai massimi confermando la zona dei 100-107 dollari come area venduta. Le tensioni sui titoli di Stato continuano ad essere alte per via dei fortissimi rialzi dei livelli di inflazione su scala globale. Oggi il mercato attende i dati relativi ai sussidi di disoccupazione che risultano estremamente bassi a livello storico, prima peró usciranno i dati del report Challenger sui tagli di posti di lavoro in Usa.
Settore Tecnologico guida i rialzi
Nikkei e Nasdaq riescono a chiudere il mese di settembre in positivo, Nasdaq prova l'aggressione dei massimi di giugno in chiusura ma fallisce. Queste chiusure risultano positive con un trend di breve sicuramente rialzista ma le dinamiche lunghe ci dicono tutt'altro: Nikkei chiude comunque al di sotto dei massimi dei mesi precedenti confermando una certa debolezza della sua forza rialzista, Nasdaq prova a esprimere forza nel breve ma chiude sotto i massimi di giugno, situazione controversa per il proseguimento del trend rialzista. Il settore tecnologico sicuramente traina i rialzi, ma é un caso praticamente isolato in quanto gli altri indici risultano deboli sulle chiusure mensili. A trainare i rialzi visti tra ieri e stanotte é la trimestrale di Micron che batte le stime con un fatturato di 54,23 miliardi di dollari con una guidance per Q1 a 61,5 miliardi. Il titolo peró non reagisce benissimo afterhours e rimane sostanzialmente invariato ma in Giappone Advantest sale di oltre l'8%, Tokyo Electron del 5% trascinando il Nikkei con un rialzo di oltre il 3% puntando direttamente i massimi di agosto.
Azionario pronto al ribasso
A livello tecnico Dax, Ftse Mib, Dow Jones, Eurostoxx50, chiudono male il mese di settembre, in netta negativitá con rotture dei minimi dei mesi precedenti. Un vero e proprio segnale ribassista sul mercato che non si vedeva da marzo, dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Questa situazione tecnica é molto importante e ci dice chiaramente che il mercato azionario potrebbe essere arrivato ad un punto di svolta. Mentre le voci circa una bolla dell'azionario hanno continuato a circolare nel corso degli scorsi mesi, questa volta arriva il primo vero segnale tecnico di debolezza che potrebbe di fatto portare ad ulteriore negativitá nel corso delle prossime settimane. Ovviamente il settore tecnologico potrebbe frenare i ribassi ma, qualora dovessimo vedere delle reazioni pessime sulle prossime trimestrali in arrivo tra fine ottobre e inizio novembre, allora potremmo ipotizzare un forte calo degli indici azionari.
Petrolio chiude a -15% dai massimi
Il petrolio ha recentemente confermato area 100-107 dollari come area non accettata dal mercato, quando i prezzi arrivano in quell'area il mercato non scambia e i prezzi scendono violentemente. Questa dinamica tecnica ha caratterizzato le fasi post chiusura Hormuz nel corso degli scorsi mesi, una ennesima conferma del fatto che il sistema economico é arrivato ad un punto di saturazione e che i dati che stiamo vedendo circa l'inflazione, il mercato del lavoro e Pil non sono altro che il frutto di un innalzamento dei prezzi esogeno dovuto al petrolio e non un vera ripresa dell'economia in senso stretto. Un test importantissimo per il petrolio sará area 86 dollari che, se violata al ribasso, potrebbe portare il petrolio a scendere nuovamente trascinando al ribasso l'inflazione portando anche un possibile ribasso sui rendimenti dei titoli di Stato e una revisione importante delle attuali politiche monetarie da parte delle banche centrali.
Dollaro ancora forte
Le chiusure mensili di EurUsd e GbpUsd risultano pessime, molto negative e la tendenza sembra chiara al ribasso. Il problema sul Forex riguarda peró UsdJpy che risulta ancora estremamente elevato, siamo sopra i 158 e questa situazione non é buona per la BoJ che si trova da anni a combattere uno yen molto debole. Al momento infatti UsdJpy ha chiuso il mese in negativo confermando una tendenza a voler vendere massimi e tentare ulteriori allunghi al ribasso frenando eventuali discese di EurUsd e GbpUsd. Situazione del dollaro a livello tecnico molto complessa, i cambi sembranoi avere tutti una storia indipendente tra loro.
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