07:19 · 26 ottobre 2026

Settimana Ricca di Market Mover

Settimana molto importante dal punto di vista dei dati, avremo infatti Fed, Bce e BoJ sui tassi di interesse (molto probabilmente a tassi fermi), i dati sul Pil Usa, Pce e i preliminari dell'inflazione in Europa, poi le trimestrali di Google, Microsoft, Amazon e Intel. Ricordiamo agli investitori che il cambio dell'ora influisce sull'apertura Usa che per noi europei é ora alle 14:30 e non piú alle 15:30 facendo cosí slittare tutti gli orari delle uscite dei dati macro e della riunione della Fed un'ora prima. 

I Market Mover della settimana

Mercoledí e giovedi saranno le giornate piú importanti dal punto di vista delle uscite dei dati. Mercoledí avremo la Federal Reserve che probabilmente manterrá i tassi fermi, poi in serata l'uscita delle trimestrali di Google e Microsoft. Nella giornata successiva avremo l'usciita di dati macro come il Pce in Usa previsto in salita dal 3,4% al 3,6%, poi il preliminare del Pil Usa di Q3 previsto al rialzo dal 2,2% al 3,2%, infine la decisione sui tassi da parte della Bce che probabilmente manterrá i tassi fermi. Nella serata di giovedí l'uscita delle trimestrali di Amazon e Intel che andranno a concludere la settimana delle trimestrali, mentre nella notte tra giovedí e venerdi ci sará la decisione sui tassi da parte della BoJ, anch' essa prevista a tassi a fermi. Venerdí i primi dati preliminari sull'inflazione in Europa. 

L'importantissimo test del Petrolio e del Gas ttf

Test del petrolio Wti dei massimi del mese di settembre, un vero e proprio bivio tecnico che potrebbe portare il Crude Oil verso nuovi ribassi vista anche la coincidenza dei prezzi nell'area venduta nel corso degli scorsi mesi, ossia l'area compresa tra i 100 e i 107 dollari, zona calda dove si trovano le quotazioni attualmente. Proprio nell'apertura di questa notte vediamo infatti un ribasso corposo delle quotazioni che hanno toccato i 101 dollari dopo aver sentito a livello tecnico i 104 dollari. Questo test é fondamentale per il futuro dell'inflazione globale, soprattutto per noi europei che potremmo assistere ad un gas Ttf ancora rialzista in area 95 euro MWh, una situazione tecnica veramente pericolosa che potrebbe portare ulteriore inflazione in Europa e che potrebbe costringere la Bce ad alzare ulteriormente i tassi in futuro a scapito di famiglie e imprese, il tutto per via dello shock esogeno derivante proprio dal prezzo del petrolio. In questo momento l'inflazione non indica crescita economica, bensí pressione su consumi e produttivitá, una situazione che non puó durare a lungo. 

Dollaro sotto la lente 

UsdJpy in tentativo di inversione su base settimanale, cosí come GbpUsd che chiude in positivo sui massimi delle scorse settimane, EurUsd conferma area 1,12 come barriera al ribasso, situazioni tecniche che indicano al momento un dollaro che ha smesso di salire e che potrebbe vedere delle inversioni proprio durante la settimana delle banche centrali. Banche centrali previste sostanzialmente ferme per via delle tensioni recenti che abbiamo visto sui titoli di Stato e che di fatto attendono che queste tensioni rientrino con i rendimenti in calo al fine di poter agire nuovamente sui tassi qualora ce ne sia necessitá. Alzare i tassi con queste condizioni potrebbe essere assolutamente deleterio per tutto il sistema finanziario, pertanto l'immobilitá sui tassi é una necessitá momentanea, cosí come un dollaro in pausa é un buon presupposto per evitare di generare ulteriore tensione sul mercato monetario/obbligazionario. Il dollaro potrebbe quindi poter strutturare un'inversione al ribasso nel corso delle prossime giornate favorendo le altre majors. 

Trimestrali pesanti in arrivo e il destino di Nasdaq e Nikkei 

Google, Microsoft, Amazon, poi la piú piccola Intel. Tutte trimestrali di titoli molto pesanti che potrebbero muovere in modo determinante il Nasdaq e influire su altri indici come il Nikkei, il tutto sul finire del mese, quindi in un momento determinante per le chiusure tecniche. Al momento infatti proprio Nasdaq e Nikkei sono i due indici che stanno testando i minimi dello scorso mese, generando una dinamica ribassista di lungo termine alquanto pericolosa per tutto il mercato azionario, una condizione che al momento non vediamo sul Dow Jones o ad esempio sul Dax. Il mercato tech sta palesemente soffrendo, ma dobbiamo ancora fare attenzione ad un altro market mover determinante, ossia le elezioni di mid-term in Usa che potrebbero muovere i mercati in modo definitivo, il tutto ad inizio novembre quando poi uscirannoi anche i dati relativi alla disoccupazione ai Nfp. 

David Pascucci

Market Analyst

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