Il presidente Donald Trump ha dichiarato su Truth Social che gli Stati Uniti non attaccheranno l’Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il motivo sarebbe da ricondurre a “colloqui produttivi” con Teheran.
Allo stesso tempo, Trump ha sottolineato che il blocco dell’Iran rimane pienamente in vigore e che quantità record di petrolio stanno transitando attraverso lo Stretto di Hormuz: secondo quanto affermato dal presidente, si tratterebbe di 22 milioni di barili in una sola notte, nessuno dei quali diretto verso o proveniente dall’Iran.
Trump ha inoltre ribadito con fermezza che l’Iran non acquisirà armi nucleari.
Dichiarazione ufficiale di Trump. Fonte: Truth Social
Il mercato ha reagito immediatamente, riducendo il premio per il rischio geopolitico. Il Brent è sceso sotto i 104 dollari al barile, mentre il WTI ha azzerato i guadagni precedenti, perdendo circa l’1,73% sul grafico a 30 minuti (su base giornaliera, il rialzo resta comunque al 2,5%) e scendendo a circa 91 dollari.
Il grafico a 30 minuti mostra una netta inversione dai 93 dollari, raggiunti dopo un forte rialzo nelle ore precedenti, evidenziando quanto rapidamente gli investitori stiano scontando un allentamento delle tensioni in Medio Oriente. L’RSI è sceso dai livelli di ipervenduto a circa 44.
La coppia EUR/USD, invece, non sta reagendo in modo particolarmente marcato a questi sviluppi.
Fonte: xStation
L’indicazione che la situazione non dovrebbe aggravarsi, almeno fino a novembre, riduce alcuni dei rischi dal lato dell’offerta che finora hanno sostenuto i prezzi del petrolio. Restano tuttavia due importanti elementi di incertezza: la tenuta dei colloqui e la prosecuzione del blocco, che continua di fatto a limitare il flusso di materie prime strategiche.
Di conseguenza, nonostante il calo registrato oggi, la questione dell’Iran resterà sotto i riflettori dei mercati ancora per qualche tempo.
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