La Bce alza i tassi, il tutto in linea con le stime del mercato che prevedeva il rialzo con una probabilitá del 99% per un rialzo dello 0,25% e dell'1% per un rialzo dello 0,5%. Petrolio che arriva a 100 dollari, titoli di Stato che raggiungono nuovi massimi di rendimento su tutte le scadenze, la partita si gioca tutta sul prezzo dell'energia. Oggi l'uscita dell'inflazione Usa prevista stabile al 3,4%, dopo il PPI di ieri che esce poco sopra le aspettative al 5,4%.
BCE alza i tassi, ottimismo sull'economia
Rialzo dei tassi dello 0,25%, tasso Mro che tocca il 2,65% e costo del denaro che supera l'inflazione Core e rimane al di sotto dell'inflazione headline. Le stime sul Pil europeo aumentano per quest'anno e si portano allo 0,9% confermando poi una crescita anche per il 2027 a 1,4%, cosí come aumentano le stime per l'inflazione che é prevista al 3% per quest'anno e al 2,5% per il prossimo anno. In sostanza, inflazione ancora alta per i prossimi mesi e un Pil in aumento, la forchetta tra inflazione core e inflazione headline potrebbe ridursi ma rimanere sostanzialmente al di sopra del target ancora per molto tempo. Il raggiungimento del target é infatti previsto per il 2028 quando l'inflazione sará al 2,1%, previsioni che a giorni saranno corredate da una proiezione di possibili scenari proprio da parte della Bce annunciate sul finire della conferenza stampa di ieri. L'economia é stabile, resiliente, i consumi sono consistenti, la fiducia dei consumatori é solida, il settore manifatturiero é in ripresa cosí come quello dei servizi, l'economia sta spingendo sull'IA. Il mercato del lavoro é stabile, la Bce non sembra assolutamente preoccupata circa un indebolimento dell'economia nel prossimo futuro.
Rendimenti titoli di Stato sui massimi e Petrolio a 104 dollari
Se da un lato la Bce non é minimamente preoccupata circa la tenuta dell'economia, dall'altro lato il mercato vende titoli di Stato portando i rendimenti verso nuovi massimi: i benchmark a 10 anni del nostro Btp arrivano al 4,398%, Bund a 3,51%, Oat al 4,44%, salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato americani che sfiorano il 5% arrivando a 4,979%, il 2 anni al 4,598%. Aspettative di un'inflazione ancora alta che spingono al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato, una dinamica pilotata dal petrolio che arriva a 100 dollari e tocca un massimo in area 104 dollari, dinamica assolutamente deleteria per l'inflazione futura. I banchieri centrali peró non sembrano preoccupati, infatti la Bce ha parlato di un'economia solida, gli Usa sembrano reggere l'impatto dell'inflazione alta con un mercato del lavoro "low hire low fire" che di fatto non peggiora ancora. Al momento a pilotare tutto é il petrolio che si trova in un'area critica, soprattutto considerando la dinamica del 2022 che si é replicata quest'anno: nel 2022 il massimo raggiunto fu anche il massimo dei mesi successivi, questo sta a significare che i prezzi attualmente potrebbero fermarsi prima dei 120 dollari. La dinamica tecnica del petrolio é nel breve rialzista, ma nel lungo termine le probabilitá di vedere un ritorno al ribasso risultano elevate. Un ritorno al ribasso del petrolio, potrebbe trascinare al ribasso anche i rendimenti dei titoli di Stato, la correlazione tra i due asset risulta relativamente elevata.
Mercati deboli e Inflazione Usa
Market mover di oggi e assoluto protagonista per la prossima decisione della Fed, il dato sull'inflazione Usa é un game changer assoluto. Basta un dato superiore alle aspettative per spostare l'ago della bilancia delle probabilitá di rialzo dei tassi in Usa. Il PPI di ieri fa pensare ad un rialzo dell'inflazione, cosí come il rialzo del petrolio, ma il dato di oggi potrebbe riservarci delle sorprese e l'esito del dato é al momento molto incerto. Le stime prevedono un'inflazione stabile al 3,4%, nel frattempo i mercati azionari appaiono deboli, soprattutto quelli europei che vedono un Dax e un Ftse Mib che si apprestano a chiudere la settimana in negativo. Il Dax risulta estremamente negativo, soprattutto per via della dinamica mensile che é andata a rompere con forza i minimi mensili dello scorso mese, configurandosi cosí al ribasso per il lungo termine. I mercati Usa vedono un Nasdaq negativo ma ancora lontano dai minimi della scorsa settimana, al contrario il Dow Jones segue una dinamica in stile Dax, ossia rottura dei minimi mensili e tentativo di inversione a lungo termine
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