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10:15 · 28 gennaio 2026

AUDUSD: La RBA sarà la prossima banca centrale a tornare ad aumentare i tassi?

Punti chiave
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Punti chiave
  • L’inflazione è rimasta elevata, con il CPI headline al 3,8% su base annua e l’inflazione core intorno al 3,4% a/a, rimanendo al di sopra dell’obiettivo della RBA.
  • Le pressioni sui prezzi sono diffuse, trainate da una forte inflazione dei servizi e del comparto immobiliare.
  • Un rialzo dei tassi della RBA a febbraio è ora lo scenario di base, sostenendo il dollaro australiano e spingendo l’AUDUSD sopra quota 0,70.

Il dollaro australiano (AUD) resta una delle valute più forti dopo la pubblicazione di dati sull’inflazione superiori alle attese. L’ultima lettura del CPI ha sorpreso al rialzo sia nella componente headline sia in quella core, rafforzando l’idea che le pressioni sui prezzi rimangano troppo elevate perché la Reserve Bank of Australia (RBA) possa adottare a breve una postura accomodante — o anche solo neutrale.

L’inflazione headline è accelerata al 3,8% a/a a dicembre, mentre l’inflazione core (trimmed mean) è salita a circa il 3,4% a/a, ben al di sopra del target RBA del 2–3% e a conferma che il processo di disinflazione si è arrestato piuttosto che procedere in modo graduale. Su base trimestrale, l’inflazione core si è attestata allo 0,9% t/t, un dato che non supporta un ritorno fluido all’obiettivo.

Principali dati sull’inflazione

  • CPI headline: 3,8% a/a (da 3,4%)

  • CPI trimmed mean: ~3,4% a/a, sopra le attese

  • Inflazione core: 0,9% t/t, con una dinamica ancora sostenuta

  • Inflazione dei servizi in accelerazione al 4,1% a/a

  • Costi abitativi ancora il principale driver: +5,5% a/a

Il mix inflazionistico è particolarmente scomodo per la RBA. L’inflazione dei servizi ha ripreso ad accelerare, riflettendo una domanda interna robusta, un mercato del lavoro teso e pressioni persistenti derivanti da affitti e costi di viaggio. Allo stesso tempo, l’inflazione dei beni è tornata a salire, in parte a causa di un forte aumento dei prezzi dell’elettricità. In combinazione con un tasso di disoccupazione intorno al 4% e una crescita economica solida, i dati suggeriscono che le pressioni inflazionistiche stiano diventando sempre più radicate nei principali settori dell’economia, piuttosto che essere guidate da fattori temporanei o importati.

Principali fonti di pressione sui prezzi

  • Forte inflazione dei servizi (affitti, viaggi, servizi di mercato)

  • Costi abitativi elevati che pesano sulle famiglie

  • Aumento dei prezzi dell’energia che alimenta l’inflazione dei beni

  • Mercato del lavoro teso che sostiene le pressioni salariali

In risposta ai dati, le principali banche australiane — tra cui Westpac e ANZ — hanno iniziato ad attendersi un rialzo dei tassi di 25 pb da parte della RBA nella riunione del 2–3 febbraio, sostenendo che l’inflazione abbia di fatto espresso il “voto decisivo” a favore di una politica più restrittiva. I mercati ora prezzano una probabilità superiore al 70% di tale mossa. Sebbene la maggior parte degli analisti la consideri un intervento isolato piuttosto che l’inizio di un nuovo ciclo di rialzi, ci si attende che la RBA mantenga un orientamento condizionatamente hawkish, con le decisioni future strettamente legate ai dati sull’inflazione in arrivo. La banca centrale ha inoltre chiarito che un’inflazione superiore al 3% resta “troppo elevata”, escludendo di fatto tagli dei tassi nel breve periodo.

Outlook RBA dopo il CPI

  • February hike increasingly viewed as the base case
  • Cash rate could rise to around 3.85%
  • Possible pause thereafter, but with a hawkish bias
  • Further tightening possible if inflation remains persistent

Market reaction

The Australian dollar surged sharply after the release — AUD reached its highest level since early 2023, and AUDUSD broke above 0.70, extending a strong start to the year. Investors have begun positioning for a more hawkish RBA relative to other major central banks. Recent gains in AUDUSD have also been supported by broad weakness in the US dollar.

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