La mattinata segna un ritorno all'avversione al rischio, nonostante la seduta precedente a Wall Street si sia chiusa positivamente (S&P 500 +0,58%, Nasdaq +1,05%). Gli investitori hanno assimilato i risultati trimestrali di Meta e Tesla e il sentiment è nettamente peggiorato.
L'epicentro delle vendite odierne è in Asia: CHN.cash (-3,16%), in linea con il quadro di un mercato cinese entrato in fase ribassista. L'indice CSI 300 ha perso il 20% rispetto al picco di giugno, registrando la decima settimana consecutiva di ribassi, in un contesto caratterizzato da eccesso di capacità produttiva, debolezza del mercato immobiliare e crescente sfiducia degli investitori retail. Anche il Giappone mostra segnali di debolezza, con JP225 (-2,76%).
Negli Stati Uniti, la pressione torna a concentrarsi sulle società tecnologiche più esposte ai rischi legati al finanziamento del boom dell'IA: US100 perde l'1,63%, molto più dell'indice più ampio US500 (-0,86%). Anche l'Europa è in territorio negativo: EU50 -1,08%, DE40 -0,77%, ITA40 -0,94%, mentre UK100 (-0,28%) mostra una tenuta leggermente migliore.
Il mercato dei metalli preziosi registra una netta inversione rispetto alla tendenza precedente: SILVER crolla del 3,07%, scendendo intorno a 56,1 dollari, mentre GOLD perde l'1,12%, portandosi sotto i 4.100 dollari, a circa 4.094 dollari l'oncia. L'oro sta mettendo alla prova l'importante area di supporto compresa tra 4.100 e 4.117 dollari: una discesa prolungata al di sotto di questa soglia aprirebbe la strada al livello psicologico dei 4.000 dollari. L'aumento dei rendimenti obbligazionari e i prezzi più elevati del petrolio esercitano pressione sui metalli.
Il petrolio si muove invece in controtendenza: sostenuto dal premio al rischio geopolitico, tra le indiscrezioni sui preparativi per un nuovo attacco all'Iran dopo le elezioni di metà mandato e l'intensificarsi degli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita, OIL guadagna l'1,66%, portandosi intorno a 107,5 dollari, mentre OIL.WTI sale dell'1,70%, a circa 99,4 dollari.
Sul mercato valutario, il dollaro si indebolisce leggermente (USDIDX -0,19%): EURUSD +0,15% a 1,1247, GBPUSD +0,10%, mentre USDJPY perde lo 0,63%, scendendo intorno a 157,1.
L'avversione al rischio non risparmia neppure le criptovalute: BITCOIN perde il 2,66%, scendendo a circa 82.400 dollari.
Cosa sta muovendo il mercato oggi:

La seduta odierna è caratterizzata da un calendario macroeconomico poco ricco di dati. Dall'Asia sono arrivati segnali di rallentamento dell'inflazione in Nuova Zelanda, scesa al 3,7% su base annua contro il 3,8% previsto, e la decisione della Bank of Korea di mantenere i tassi d'interesse al 3,00%, lasciando aperta la possibilità di un intervento a novembre.
In Polonia, alle 9:00, saranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio su base annua. L'appuntamento principale della giornata resta tuttavia quello delle 14:30 con le richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, attese intorno a quota 200.000. Seguirà, alle 16:30, la pubblicazione del rapporto EIA sulle scorte di gas naturale.
La stagione delle trimestrali continua a dettare il ritmo dei mercati. I protagonisti della giornata di ieri sono stati Meta, che ha registrato ricavi record in crescita del 26% su base annua, a 64,6 miliardi di dollari, e fornito solide previsioni per il quarto trimestre, ma con capex in aumento dell'80% su base annua e flusso di cassa libero negativo, evidenziando i costi della strategia di forte investimento nell'IA; e Tesla, che ha sorpreso positivamente per la qualità dei risultati, alimentando inoltre le indiscrezioni su una possibile fusione con SpaceX.
Oggi, prima dell'apertura di Wall Street, pubblicheranno i risultati Procter & Gamble (PG.US), Western Digital (WDC.US) e Lockheed Martin (LMT.US). Valero Energy (VLO.US) diffonderà invece i propri conti dopo la chiusura dei mercati. Attenzione anche all'intervento di Bill Ackman su CNBC, previsto intorno alle 17:00.
Nel quadro generale, sarà importante osservare se le vendite sui mercati asiatici, in particolare nel mercato ribassista cinese, e la debolezza registrata questa mattina si intensificheranno all'apertura di Wall Street. Da monitorare anche eventuali ulteriori rialzi dei prezzi del petrolio, che potrebbero riaccendere i timori sull'inflazione e aumentare la pressione sulle banche centrali.
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