07:32 · 3 agosto 2026

Dati del Lavoro USA e Trimestrali

Una settimana importante quella attuale con i dati del mercato del lavoro Usa che di fatto sono fondamentali a livello macroeconomico, soprattutto per quanto riguarda la politica monetaria della Fed. Inoltre stasera avremo la trimestrale di Palantir e domani sará il turno della attesissima SpaceX. 

I dati del mercato del lavoro Usa 

Questa settimana avremo l'uscita dei Nfp e del tasso di disoccupazione Usa, dati assolutamente fondamentali per la Fed e per la politica monetaria. Il tasso di disoccupazione é atteso in crescita dal 4,2% al 4,3%, una salita strutturalmente regolare per il suo andamento ma nulla di sconvolgente dal punto di vista della gestione della politica monetaria in quanto il tasso di disoccupazione risulta comunque ancora molto basso in modo del tutto insolito. Stessa cosa dicasi per i Nonfarm Payrolls, le discusse buste paga del settore non agricolo che di fatto negli ultimi anni hanno visto un numero di revisioni in negativo molto alto, parliamo di circa 3 dati su 4 rivisti al ribasso, previste in positivo comunque per questa settimana. Ricordiamo che questi dubbi sul mercato del lavoro visti nel corso degli ultimi 3 anni hanno portato la nuova Fed a creare una task force sui dati oltre che sull'inflazione. Previsti quindi dati in linea con quanto abbiamo visto negli scorsi mesi, anche se a livello di lettura macroeconomica generale la situazione é prevista in linea di massima in peggioramento. 

Trimestrale Palantir 

Stasera avremo al trimestrale di Palantir, un titolo che presenta una situazione contradditoria dal punto di vista dei numeri su base fondamentale. Un rapporto Prezzo/utili altissimo, tra i 137 e i 139, ma allo stesso tempo una crescita del fatturato molto elevata con una crescita annuale dell'85% come rilevato dall'ultima trimestrale relativa a Q1 2026 da 1,63 miliardi di dollari. Il titolo é in crollo verticale da novembre 2025 quanto il P/e era compreso tra i 250 e i 400, un ribasso prossimo al -50% dai massimi e una dinamica tecnica ancora ribassista per il lungo termine e una capitalizzazione attuale di circa 295 miliardi di dollari. Le attese per stasera sono per un'ulteriore crescita con un fatturato atteso a 1,81 miliardi di dollari, la volatilitá post-utili dovrebbe essere la classica +/-8%. 

Dollaro verso il ribasso? 

Il recente intervento della BoJ sul mercato valutario potrebbe aver cambiato le carte in tavola sul Forex. UsdJpy infatti gravita ora attorno ai 156, livelli molto lontani dai recenti 163 che hanno costretto la BoJ a intervenire in modo straordinario. Dollari venduti, impostazione tecnica di lungo termine da inversione con la chiusura mensile al di sotto dei minimi di giugno e prezzi che puntano verso il basso grazie anche ad una BoJ che guarda ancora verso un rialzo dei tassi a lungo termine. Per il momento abbiamo giá toccato i minimi di maggio, sul mercato valutario vediamo anche EurUsd in ripresa con una chiusura mensile positiva e una ripresa di 1,15 mentre GbpUsd chiude il mese con una dinamica estremamente positiva che potrebbe riportare le quotazioni verso 1,37 a lungo termine. Il dollaro viene quindi venduto, questa dinamica dovrebbe mettere pressione al rialzo sugli asset quotati in dollari comprese materie prime e titoli di Stato americani che al momento offrono rendimenti altissimi seppur lo spread tra i benchmark a 2 e 10 anni sia tornato sopra i 43 punti base.  

Le chiusure mensili dell'azionario 

Chiusure variegate con Nikkei e Nasdaq che chiudono malissimo il mese di luglio con una dinamica tecnica a lungo termine che sa di ribasso. Gli unici indici che presentano dinamiche ribassiste chiare sono quelli con una componente tech-IA molto importante, mentre indici come Dow Jones, Dax e Ftse Mib resistono ancora a livello tecnico. I cambiamenti attesi per i prossimi mesi saranno importanti, arriveranno infatti i responsi delle task force della Fed che potrebbero cambiare drasticamente la politica monetaria della Fed, le dinamiche tecniche dei titoli IA che risultano estremamente venduti potrebbe portare un effetto de-risking su tutto l'azionario mentre il dollaro viene venduto a fronte anche di un mercato dei titoli di Stato che vede rendimenti in forte salita. 

Crolla il Petrolio 

Petrolio di nuovo al ribasso con un sonoro -8% e ritorno sui 79 dollari al barile. La dinamica lunga del petrolio rimane quella ribassista, inutile parlare di petrolio al rialzo quando la tendenza lunga é quella di massimi e minimi decrescenti. Per il momento la pressione inflazionistica del petrolio dovrebbe essere bassa, i prezzi stanno scendendo fortemente rispetto a quanto visto a marzo e di conseguenza la paura di un'inflazione persistente al rialzo dovrebbe risultare infondata a fronte di questo andamento seppur con prezzi al di sopra dei minimi visti nel dicembre del 2025. 

David Pascucci

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