La seduta di martedì su EUR/USD vede un leggero rafforzamento del dollaro, ma la situazione sul mercato valutario è diventata molto più complessa rispetto a pochi giorni fa. La coppia euro-dollaro è arretrata dall’area di 1,17, ma sullo sfondo stanno emergendo diversi sviluppi che potrebbero avere un impatto molto più significativo sulla valuta statunitense nelle prossime settimane.
Uno degli aspetti più importanti riguarda l’attività del Dipartimento del Tesoro statunitense, guidato da Scott Bessent, sul mercato obbligazionario. Il Tesoro ha deciso di raddoppiare le dimensioni delle operazioni trimestrali di riacquisto di titoli di Stato a più lunga scadenza. Allo stesso tempo, Bessent ha annunciato che il calendario regolare delle aste del debito statunitense rimarrà invariato. Le prime operazioni di dimensioni maggiori dovrebbero iniziare a settembre.
Le mosse di Bessent potrebbero diventare uno dei temi più importanti per il dollaro. Il Tesoro sta cercando di ridurre la pressione sui rendimenti a lunga scadenza, mentre il mercato obbligazionario statunitense continua a fare i conti con livelli elevati di debito, consistenti esigenze di finanziamento e costi di servizio del debito sempre più elevati.
Nel frattempo, domani verranno pubblicati gli ultimi dati sull’inflazione PCE statunitense, l’indicatore dei prezzi al consumo seguito con particolare attenzione dalla Federal Reserve. Il mercato si aspetta attualmente che l’inflazione PCE core rimanga intorno al 3,3% su base annua, invariata rispetto a giugno.
In Europa, invece, l’attenzione si è concentrata oggi sui dati tedeschi. Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% su base trimestrale nel secondo trimestre, un dato migliore rispetto alla precedente stima.
Tutto questo porta EUR/USD in una fase particolarmente interessante. Sul fronte del dollaro, i rendimenti obbligazionari elevati e l’incertezza geopolitica offrono un sostegno nel breve periodo, ma aumentano anche i dubbi sulla politica del Tesoro statunitense e sulla situazione del mercato del debito. Sul fronte dell’euro, il quadro dell’economia tedesca è migliorato leggermente, mentre restano in piedi le aspettative per una politica monetaria più restrittiva da parte della Banca Centrale Europea.

Fonte: xStation5
Fattori che stanno influenzando EUR/USD
Scott Bessent sta assumendo un’importanza crescente per il mercato del dollaro
Negli ultimi giorni, il mercato obbligazionario statunitense è diventato uno dei temi più importanti sui mercati finanziari. Il rendimento dei Treasury USA a 30 anni era precedentemente salito ai massimi dal 2007. In risposta, il Dipartimento del Tesoro ha deciso di aumentare la portata delle operazioni di riacquisto dei titoli di Stato a più lunga scadenza.
Bessent punta a migliorare la liquidità del mercato e a ridurre la pressione sulla parte lunga della curva dei rendimenti. Allo stesso tempo, il Tesoro non intende ridurre le normali aste di titoli di Stato, un aspetto significativo considerando che il governo statunitense continua ad avere enormi esigenze di finanziamento.
Questo aspetto è particolarmente interessante dal punto di vista di EUR/USD. Le mosse del Tesoro mostrano che i rendimenti elevati dei Treasury sono diventati un problema abbastanza serio da spingere le autorità statunitensi a intervenire attivamente per cercare di migliorare il funzionamento del mercato.
Questo non significa, ovviamente, che i riacquisti di Treasury da parte del Tesoro siano equivalenti al quantitative easing condotto dalla Federal Reserve. Si tratta di operazioni legate alla gestione del debito e alla liquidità del mercato. La loro importanza risiede nel fatto che dimostrano quanto l’amministrazione statunitense sia diventata sensibile al livello dei rendimenti a lunga scadenza.
Se gli investitori riterranno efficaci le azioni del Tesoro, i rendimenti potrebbero scendere e la pressione sul dollaro potrebbe aumentare. Se, invece, il mercato dovesse ritenere che i riacquisti non siano sufficienti a risolvere il problema degli elevati livelli di debito e delle enormi esigenze di finanziamento degli Stati Uniti, i rendimenti a lunga scadenza potrebbero tornare a salire.
I mercati attendono i dati sull’inflazione PCE statunitense
Un altro appuntamento importante sarà la pubblicazione, mercoledì, dei dati sull’inflazione PCE negli Stati Uniti.
A giugno, l’inflazione PCE core si è attestata al 3,3% su base annua, rispetto al 3,4% di maggio. Le attuali aspettative del mercato indicano un dato intorno al 3,3% anche a luglio.
Un dato di questo tipo non rappresenterebbe una sorpresa significativa, ma significherebbe anche che l’inflazione rimane ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve. Questo è importante perché il mercato deve attualmente conciliare due segnali differenti provenienti dall’economia statunitense.
Da un lato, i dati più deboli sul mercato del lavoro hanno ridotto le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Dall’altro, l’inflazione non è ancora tornata a un livello che permetterebbe alla Federal Reserve di concentrarsi esclusivamente sul sostegno al mercato del lavoro.
Se il dato PCE dovesse risultare inferiore alle attese, i rendimenti dei Treasury USA potrebbero scendere e il dollaro potrebbe perdere nuovamente parte della sua forza. Per EUR/USD, questo rappresenterebbe un segnale positivo.
Un dato superiore alle aspettative avrebbe invece l’effetto opposto. In questo scenario, i mercati potrebbero tornare a scontare una maggiore probabilità che i tassi di interesse statunitensi rimangano elevati, offrendo ulteriore sostegno al dollaro.
Il PIL tedesco offre un ulteriore argomento a favore dell’euro
Sul fronte dell’euro, i dati tedeschi pubblicati oggi sono risultati leggermente migliori delle attese.
Il PIL tedesco è cresciuto dello 0,3% su base trimestrale nel secondo trimestre e dell’1% su base annua. La precedente stima indicava una crescita trimestrale dello 0,2%. Non si tratta ancora di un segnale di forte ripresa dell’economia tedesca, ma i dati suggeriscono che la situazione sia leggermente migliore di quanto precedentemente stimato.
Per l’euro, questo è importante anche nel contesto della politica monetaria della Banca Centrale Europea. Se l’economia del principale Paese dell’area euro dovesse mostrare una maggiore resilienza, aumenterebbero gli argomenti a favore di un approccio più prudente ai tagli dei tassi di interesse.
Il mercato continua ad aspettarsi che la BCE possa decidere di aumentare i tassi di interesse a settembre.
Inoltre, oggi viene pubblicato l’indice Ifo, che offre indicazioni su come le aziende tedesche valutano le condizioni attuali e le prospettive economiche. Si tratta di un altro tassello importante per valutare le prospettive dell’euro.
Fed e Tesoro assumono un’importanza crescente per i mercati
Questo è attualmente uno degli aspetti più interessanti della dinamica di EUR/USD.
Fino a poco tempo fa, il tema principale per il dollaro era rappresentato dalla differenza tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella della Banca Centrale Europea. Ora la situazione è più complessa. I mercati devono valutare contemporaneamente la politica della Federal Reserve, la situazione fiscale degli Stati Uniti e le azioni del Dipartimento del Tesoro.
I rendimenti obbligazionari elevati rappresentano un problema sia per il governo statunitense sia per l’economia nel suo complesso. Da un lato, aumentano il costo del servizio del debito pubblico; dall’altro, fanno crescere i costi di finanziamento per aziende e famiglie.
Per questo motivo, le mosse di Bessent sono importanti anche per il mercato valutario. Se il Tesoro dovesse diventare sempre più attivo nel tentativo di limitare l’aumento dei rendimenti, questo potrebbe indebolire uno dei principali vantaggi del dollaro legati agli elevati tassi di interesse e ai rendimenti dei Treasury USA.
Allo stesso tempo, le azioni del Tesoro stanno sollevando ulteriori interrogativi sulla credibilità di Bessent e sull’efficacia delle misure adottate. Il mercato ha inizialmente reagito positivamente alla notizia delle operazioni di riacquisto, ma successivamente i rendimenti hanno ripreso a salire.
Questo potrebbe rappresentare un segnale importante per il dollaro. Se gli investitori iniziassero a ritenere che le autorità statunitensi abbiano una capacità limitata di influenzare la parte lunga della curva dei rendimenti, i rendimenti elevati potrebbero rimanere uno dei temi chiave per la valuta statunitense.
Jackson Hole potrebbe rappresentare un altro punto di svolta
L’elenco degli eventi rilevanti per EUR/USD non finisce qui.
Venerdì, l’attenzione dei mercati sarà rivolta al discorso del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole. Sarà particolarmente importante perché gli investitori sono alla ricerca di indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria.
Warsh dovrà trovare un difficile equilibrio. L’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo della Federal Reserve, i rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza sono elevati e il mercato del lavoro sta mostrando segnali di indebolimento.
Un altro aspetto riguarda la crescente importanza della politica fiscale e delle azioni del Tesoro. I mercati presteranno quindi attenzione non solo alle dichiarazioni di Warsh sui tassi di interesse, ma anche alle sue opinioni sull’inflazione, sui rendimenti obbligazionari e sull’indipendenza della Federal Reserve.
Se Warsh dovesse adottare un tono più restrittivo, il dollaro potrebbe ricevere ulteriore sostegno. Se, al contrario, segnalasse una maggiore disponibilità ad allentare la politica monetaria, la pressione sulla valuta statunitense potrebbe aumentare.
Punti chiave
- Le mosse di Scott Bessent sul mercato dei Treasury USA stanno diventando uno dei temi più importanti per il dollaro.
- Il Tesoro ha raddoppiato le dimensioni delle operazioni trimestrali di riacquisto dei titoli a più lunga scadenza, aumentando il valore minimo di ciascuna operazione da 2 a almeno 4 miliardi di dollari.
- Allo stesso tempo, il Tesoro non intende ridurre le normali aste di titoli di Stato, evidenziando l’entità delle esigenze di finanziamento del governo statunitense.
- Domani saranno pubblicati gli ultimi dati sull’inflazione PCE, con il PCE core attualmente atteso intorno al 3,3% su base annua.
- Un dato PCE superiore alle attese potrebbe aumentare le aspettative che i tassi statunitensi rimangano elevati e sostenere il dollaro.
- Un dato inferiore alle attese potrebbe spingere nuovamente al ribasso i rendimenti obbligazionari e aumentare la pressione sul dollaro.
- Il PIL tedesco è cresciuto dello 0,3% su base trimestrale nel secondo trimestre, più dello 0,2% indicato dalla precedente stima, offrendo all’euro un ulteriore elemento a sostegno.
- Venerdì, i mercati si concentreranno sul discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole, che potrebbe essere cruciale per le aspettative sulla futura direzione della politica monetaria della Federal Reserve.
- La domanda chiave per EUR/USD non riguarda più soltanto le prossime mosse della Federal Reserve, ma anche la capacità delle azioni del Tesoro di ridurre la pressione sul mercato del debito statunitense.
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