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14:05 · 11 maggio 2026

Grafico del giorno: GBPUSD (11.05.2026)

La crisi politica che coinvolge Keir Starmer è diventata uno dei principali driver del mercato per la sterlina oggi. La situazione sta evolvendo rapidamente e sta avendo un impatto diretto sui rendimenti dei titoli di Stato e sul valore della valuta britannica, con i mercati che monitorano attentamente ogni parola del Primo Ministro.

Pressione interna al partito
La portata del problema di Starmer è ben rappresentata da un dato: 42 deputati laburisti avevano già chiesto ufficialmente le sue dimissioni entro la serata di domenica, mentre l’ex vice primo ministro Angela Rayner ha definito la situazione attuale come “l’ultima possibilità del Labour” per cambiare rotta. L’emergere di possibili sfidanti, come Wes Streeting e Andy Burnham, fa sì che il mercato consideri ora la disputa interna al Partito Laburista un rischio concreto, e non più semplice rumore politico.

Nel suo discorso di lunedì, Starmer si è concentrato su alcuni temi chiave. In primo luogo, una difesa netta della propria posizione: “Combatterò in ogni voto interno”. In secondo luogo, un’agenda politica orientata a un rafforzamento dei legami con l’UE, alla nazionalizzazione di British Steel e a un nuovo accordo sulla mobilità giovanile con l’Europa. Il mercato ha interpretato questo intervento soprattutto attraverso una domanda centrale: il Primo Ministro riuscirà a stabilizzare la propria posizione abbastanza da fermare la vendita dei gilt?

 

Puoi guardare qui l’intervento in diretta del Primo Ministro del Regno Unito. Fonte: Sky News, YouTube

Starmer, gilt e sterlina

Il rendimento dei gilt a 10 anni è salito lunedì mattina al 4,954%, con un aumento di 3 punti base rispetto alla chiusura precedente, quando si attestava al 4,904% subito dopo che Starmer aveva rifiutato di dimettersi venerdì. Gli economisti intervistati da Bloomberg affermano che, in assenza della componente politica, i rendimenti sarebbero inferiori di 10–15 punti base. Questo dimostra quanto il mercato stia già prezzando il rischio di instabilità politica, più che i soli fondamentali macroeconomici.

Il Regno Unito presenta attualmente i costi di servizio del debito più alti tra i Paesi del G7, a causa di un’inflazione ancora sopra il target e di una crescita economica debole. La situazione è ulteriormente complicata dalle conseguenze economiche del conflitto armato in Iran, che ha portato a un aumento dei prezzi dell’energia e a un ulteriore indebolimento dell’attività economica. In questo contesto, qualsiasi incertezza politica agisce come un moltiplicatore di rischio per i fondi esposti ai gilt.

Implicazioni per la GBP

La sterlina si trova in una posizione complessa, sia dal punto di vista tecnico che fondamentale. Da un lato, fattori strutturali come i tassi d’interesse relativamente elevati della Bank of England rispetto alla BCE e una marcata divergenza inflazionistica con il resto d’Europa potrebbero continuare a sostenerla nel medio periodo. Dall’altro, il premio al rischio politico, appena iniziato a riflettersi nei rendimenti dei gilt, incide direttamente sulla valutazione della valuta: rendimenti obbligazionari più alti in un contesto di indebolimento del governo è storicamente uno scenario negativo per la sterlina, poiché segnala una mancanza di ancoraggio fiscale.

Se Starmer riuscirà a superare politicamente le prossime settimane e a contenere la ribellione interna, il premio al rischio dovrebbe gradualmente ridursi e la coppia GBP/USD potrebbe tornare a testare livelli di resistenza più elevati. Uno scenario alternativo, ovvero una vera e propria battaglia per la leadership del partito, comporterebbe invece ulteriori aumenti dei rendimenti dei gilt e pressione sulla sterlina, soprattutto considerando la forte sensibilità dei mercati globali ai rischi di instabilità fiscale dopo l’esperienza dell’era Truss.

Per i trader sulla sterlina, quindi, oggi il test non riguarda tanto Starmer in sé, quanto la resilienza del premio al rischio politico che il mercato ha già iniziato a prezzare.

 

GBP/USD è scambiato a 1,3608 sul grafico giornaliero, all’interno di un trend rialzista in atto dal minimo intorno a 1,22 tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Il prezzo rimane sopra il VWAP ancorato dall’inizio del 2025, che si colloca nell’area 1,31–1,32.

Il volume profile indica un Point of Control nella zona 1,3450–1,3480, dove una linea orizzontale evidenzia un livello di supporto chiave testato più volte su entrambi i lati. L’RSI(14) a 57,17 segnala uno slancio neutrale-rialzista, senza condizioni di ipercomprato, lasciando tecnicamente spazio a ulteriori rialzi verso l’area di resistenza 1,3800–1,3850, dove il prezzo ha invertito al picco del 2025.

Il discorso odierno di Starmer e la sua sopravvivenza politica rappresentano fattori che determineranno direttamente la direzione nel breve termine: la stabilità del governo favorirebbe ulteriori rialzi, mentre un’escalation della crisi e un aumento dei rendimenti dei gilt riporterebbero la coppia verso la zona POC a 1,3450 e, in caso di sell-off più profondo, anche verso il VWAP.

Dal punto di vista tecnico, i rialzisti mantengono il controllo finché il prezzo resta sopra 1,34, mentre i ribassisti riacquisterebbero iniziativa solo con una rottura al ribasso di quest’area accompagnata da volumi significativi.

Fonte: xStation

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