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14:53 · 12 gennaio 2026

Grafico del giorno - USDIDX (12.01.2026) 🏛️

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La guerra politica sulla Fed sta minando la credibilità delle istituzioni americane, con il dollaro che diventa la prima vittima. L’indagine dei procuratori su Jerome Powell e la minaccia di incriminazione per presunta testimonianza fuorviante sulla costosa ristrutturazione degli edifici della Fed rappresenta, di fatto, un tentativo di intimidire la banca centrale, indebolendo la fiducia nell’indipendenza della politica monetaria statunitense. Lo stesso Powell afferma chiaramente che si tratta di un pretesto, e ciò che è in gioco è se i tassi verranno fissati in base ai dati economici o alla pressione politica del presidente, un segnale rosso per gli investitori. Non sorprende quindi che il capitale fugga verso i “beni rifugio”: l’oro segna nuovi record, il franco svizzero si rafforza e il dollaro crolla dopo il recente rally. Per il mercato FX, questo è un segnale che il premio per la stabilità istituzionale americana è stato appena eroso da politiche che prendono di mira il capo della Fed.

Dichiarazione del Presidente della Federal Reserve Jerome H. Powell – Federal Reserve Board – La dichiarazione ufficiale del Presidente Powell può essere consultata qui.

Il contesto di fondo aumenta ulteriormente la pressione sul dollaro. Da un lato, l’economia continua a mostrare segni di relativa solidità: l’occupazione non agricola si sta stabilizzando, la disoccupazione cala leggermente e la regola di Sahm non indica più una recessione, quindi la Fed non ha urgenza di nuovi tagli dei tassi. Dall’altro lato, la Casa Bianca cerca di aggirare la banca centrale: idee come l’acquisto di 200 miliardi di USD in MBS da parte di Fannie e Freddie o la limitazione delle commissioni sulle carte di credito al 10% rappresentano di fatto un quasi-QE e un’ingerenza fiscale e politica in ambiti tradizionalmente di competenza della Fed. Il mercato percepisce quindi una combinazione di fattori: un percorso dei tassi più restrittivo, aspettative di inflazione in aumento e una politica pre-elettorale di Trump sempre più “creativa” – dall’aggressione verso Powell e Lisa Cook alla ricerca di “vittorie” militari e fiscali prima del voto. In un contesto simile, il dollaro non è più il re indiscusso del G10, poiché gli investitori iniziano a valutare non solo tassi e dati, ma anche il rischio che la politica cominci a guidare la banca centrale come un altro ministero.

 

All’inizio della settimana, l’indice del dollaro USDIDX è sceso sotto la media mobile a 100 giorni (curva viola nel grafico) e attualmente sta testando la media mobile a 50 giorni (curva blu nel grafico). Fino a quando l’indice non tornerà sopra i massimi di venerdì, il trend ribassista continuerà a prevalere sul grafico dal punto di vista tecnico. L’RSI a 14 giorni sta tornando intorno ai 54 punti. Fonte: xStation

12 gennaio 2026, 16:56

⏫L'argento aumenta di quasi il 7%

12 gennaio 2026, 10:02

Notizie del mattino (12.01.2026) – Jerome Powell sotto inchiesta; pressioni in Iran e Groenlandia 🚨

12 gennaio 2026, 08:25

Live Caffé e Mercati

12 gennaio 2026, 08:03

Disoccupazione USA Deludente

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