- USDJPY trades around 158 as investors await upcoming interest rate decisions from the Fed and the BoJ.
- Japan services producer price growth accelerates to 3.7%, supporting expectations for further Bank of Japan rate hikes.
- Japanese authorities warn that they remain ready to take decisive action against excessive yen depreciation near the 160 level.
- USDJPY trades around 158 as investors await upcoming interest rate decisions from the Fed and the BoJ.
- Japan services producer price growth accelerates to 3.7%, supporting expectations for further Bank of Japan rate hikes.
- Japanese authorities warn that they remain ready to take decisive action against excessive yen depreciation near the 160 level.
USD/JPY resta sotto i riflettori in vista delle importanti riunioni della Federal Reserve e della Bank of Japan. Martedì 27 ottobre, la coppia valutaria scambia intorno a quota 158, mentre gli investitori si preparano a decisioni che potrebbero influenzarne l'andamento nelle prossime settimane. Al momento, i mercati non si aspettano un rialzo dei tassi d'interesse né da parte della Fed né della BoJ. Questo, tuttavia, non esclude la possibilità di ulteriori strette monetarie.
L'inflazione resta un fattore determinante. In Giappone, le pressioni sui prezzi, compreso l'aumento dei prezzi dei servizi, rafforzano le ragioni a favore di ulteriori rialzi dei tassi. Allo stesso tempo, le autorità giapponesi stanno segnalando con sempre maggiore fermezza che non intendono restare a guardare mentre lo yen continua a indebolirsi. Sul fronte opposto c'è il dollaro statunitense, le cui prospettive dipendono dalla durata delle pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti.
Fonte: Team di ricerca di XTB
I principali fattori che influenzano USD/JPY
L'inflazione giapponese continua a sostenere le aspettative di rialzi dei tassi da parte della BoJ
Gli ultimi dati sui prezzi alla produzione dei servizi in Giappone mostrano un'accelerazione della crescita annua al 3,7%. Allo stesso tempo, il dato di agosto è stato rivisto al ribasso. Nonostante questa revisione, l'ultima rilevazione indica che le pressioni sui prezzi nel settore dei servizi restano significative.
Si tratta di un segnale importante per la Bank of Japan. I prezzi dei servizi possono riflettere non solo i costi dell'energia e delle importazioni, ma anche dinamiche economiche più persistenti, tra cui le pressioni salariali e il trasferimento dei maggiori costi sui consumatori. Dal punto di vista della banca centrale, un'inflazione sostenuta in questo segmento potrebbe giustificare un'ulteriore, graduale normalizzazione della politica monetaria.
Questo, tuttavia, non significa che la BoJ debba necessariamente alzare i tassi questa settimana. Dopo le precedenti modifiche alla politica monetaria, i responsabili potrebbero voler valutare gli effetti delle misure adottate sull'economia e sulle condizioni finanziarie. Di conseguenza, le indicazioni della banca centrale sul futuro andamento dei tassi stanno diventando importanti quanto la decisione stessa.
La BoJ potrebbe fare una pausa, ma un rialzo a dicembre resta una possibilità concreta
È probabile che la Bank of Japan mantenga i tassi d'interesse all'1,25% nella riunione che si concluderà il 30 ottobre. Questo, tuttavia, non indicherebbe necessariamente un orientamento più accomodante. La banca centrale potrebbe utilizzare le nuove previsioni economiche e sull'inflazione per segnalare che il processo di normalizzazione della politica monetaria proseguirà e che un nuovo rialzo dei tassi è soltanto una questione di tempistiche.
Le prospettive per l'inflazione di fondo sono particolarmente importanti. L'aumento dei costi energetici, la debolezza dello yen, che rincara le importazioni, e le persistenti pressioni salariali suggeriscono che i responsabili della politica monetaria debbano mantenere alta l'attenzione. La BoJ potrebbe concludere che l'inflazione si sia ormai radicata sufficientemente nell'economia da giustificare un ulteriore graduale inasprimento della politica monetaria, con l'obiettivo di preservare la stabilità dei prezzi nel lungo periodo.
Gli investitori cercheranno soprattutto conferme del fatto che un rialzo dei tassi a dicembre resti un'opzione concreta. In questo scenario, il tasso di riferimento potrebbe salire dall'1,25% all'1,50%, anche se la decisione finale dipenderà dai nuovi dati e dalla valutazione della situazione economica giapponese da parte della banca centrale.
Lo yen potrebbe rafforzarsi anche solo in seguito a un segnale che indichi l'avvicinarsi di un nuovo rialzo dei tassi. Anche se a ottobre la BoJ dovesse lasciare invariati i tassi, indicazioni più restrittive potrebbero limitare il potenziale rialzista di USD/JPY. I mercati valutari reagiscono infatti non soltanto ai tassi d'interesse attuali, ma anche alle aspettative sul loro andamento futuro.
La questione centrale, tuttavia, è se i segnali provenienti da Tokyo risulteranno più restrittivi rispetto a quelli della Fed. Se entrambe le banche centrali lasciassero invariati i tassi, ma la BoJ aprisse più chiaramente alla possibilità di un rialzo a dicembre, le aspettative sul futuro differenziale dei tassi d'interesse potrebbero iniziare a favorire lo yen.
La Fed dovrebbe fare una pausa, ma l'inflazione statunitense resta un fattore di rischio
La prossima riunione della Federal Reserve si concluderà il 28 ottobre. Lo scenario di base del mercato prevede tassi d'interesse invariati, così da consentire ai responsabili della politica monetaria di valutare l'andamento dell'inflazione e le condizioni economiche. Per USD/JPY, tuttavia, la questione non è soltanto se la Fed manterrà i tassi fermi, ma anche come valuterà le prospettive dell'inflazione nei prossimi mesi.
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