La stagione degli utili del Q4 2025 a Wall Street si è rivelata migliore delle aspettative del mercato: con il 96% delle società che ha già riportato i risultati, circa il 73% ha superato le stime sugli EPS e il 73% ha registrato sorprese positive sui ricavi. Questo suggerisce che la solidità fondamentale del mercato è migliorata, anche se il sentiment azionario rimane contenuto. Un trimestre forte potrebbe gettare le basi per un rimbalzo nei prossimi mesi, tuttavia la reazione degli investitori finora è stata moderata. Allo stesso tempo, si sono registrate le prime revisioni al ribasso delle stime sugli utili societari statunitensi dal Q2 2025. Ecco i punti chiave dal report FactSet:
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Gli utili trainano una solida crescita a livello di indice: il tasso di crescita annuo combinato del 14,2% per il Q4 2025 mette l’S&P 500 sulla traiettoria per un quinto trimestre consecutivo di crescita a due cifre degli utili — un forte indicatore della resilienza dei margini e della domanda.
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Le revisioni sono salite bruscamente durante la stagione: il mercato partiva con aspettative di crescita YoY dell’8,3% (al 31 dicembre), cifra che ora è salita al 14,2%, riflettendo una serie di sorprese positive. Ben 10 dei 11 settori mostrano una situazione degli utili più robusta rispetto all’inizio della stagione.
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Le previsioni per il Q1 2026 sono miste, ma lontane dalla capitolazione: 52 società hanno emesso guidance positiva o rivisto al rialzo gli EPS, mentre 45 li hanno ridotti — un bilancio leggermente positivo, che indica un ottimismo cauto nonostante i rischi legati ai costi e alla domanda.
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Le valutazioni restano elevate, alzando l’asticella per i prossimi trimestri: il rapporto P/E a 12 mesi forward è pari a 21,6, sopra sia la media a 5 anni (20,0) sia quella a 10 anni (18,8). Il mercato sta già “pagando” per una performance continua forte, il che significa che eventuali delusioni nel momentum degli utili o nella guidance potrebbero pesare più fortemente sul sentiment.

Fonte: FactSet
Le società del gruppo “Magnificent 7” (M7) hanno chiuso la stagione del Q4 con il report di Nvidia il 25 febbraio, permettendo di valutare appieno quanto questo gruppo continui a guidare la performance complessiva dell’S&P 500.
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Aspettative di consenso in forte rialzo durante la stagione: al 31 dicembre il mercato prevedeva una crescita degli utili del 20,1% per il Q4; il dato finale si è attestato al 27,2%.
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Qualità delle sorprese: ci sono stati più superamenti delle stime, ma di entità più contenuta.
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EPS beat: l’86% (6 su 7) delle società M7 ha superato le stime sugli EPS (contro il 73% dell’intero S&P 500).
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Surprise aggregata: il sorpresa EPS complessiva di M7 è stata del 5,5%, rispetto al 6,8% per l’indice completo.
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Momentum degli utili in accelerazione rispetto al Q3: la crescita del Q4 ha raggiunto +27,2% YoY, in aumento rispetto al +18,4% YoY del Q3. Si tratta del 10° trimestre su 11 in cui M7 registra una crescita degli utili superiore al 25%, sottolineando la continua concentrazione della crescita dei profitti nei principali nomi del mercato.
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Il resto del mercato rallenta: le restanti 493 società hanno registrato una crescita aggregata degli utili di circa il 9,8% nel Q4, inferiore al ritmo del Q3 di circa il 12,2%, ampliando nuovamente il divario tra M7 e l’indice più ampio.
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Chi guida davvero la crescita degli utili dell’S&P 500? Tre dei primi cinque contributori fanno parte di M7: NVIDIA, Alphabet e Microsoft. Senza questi tre, la narrativa a livello di indice sarebbe significativamente meno impressionante.
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Nota di cautela sui fattori straordinari tra gli altri principali contributori: Boeing e GE Vernova sono entrate tra i primi cinque in gran parte a causa di elementi non ricorrenti significativi (circa 9,6 miliardi di dollari di guadagni legati alla transazione Digital Aviation Solutions per Boeing e circa 2,9 miliardi di benefici fiscali derivanti dal rilascio di una riserva di valutazione per GE Vernova). Considerare questi effetti è cruciale per valutare le tendenze sottostanti degli utili.

Fonte: FactSet
Guardando avanti, il mercato sconta una crescita a due cifre degli utili per il 2026: gli analisti prevedono circa il 23,5% di crescita per le società M7 e l’11,8% per le altre 493 aziende nel 2026 — aspettative ambiziose che presuppongono anche una partecipazione più ampia oltre le megacap tecnologiche.
Gli analisti hanno iniziato a ridurre le stime per il Q1, la prima mossa del genere dal Q2 2025. Tra gennaio e febbraio, il consenso bottom-up sugli EPS dell’S&P 500 per il Q1 è sceso dell’1,5% (da $71,57 a $70,50), segnando formalmente la fine di un periodo di stabilizzazione e di revisioni al rialzo all’inizio dei trimestri.
Tuttavia, l’entità dei tagli resta moderata rispetto agli standard storici. La diminuzione media nei primi due mesi di un trimestre è stata: –1,2% (media a 5 anni), –2,4% (10 anni), –2,6% (15 anni) e –3,2% (20 anni). L’attuale –1,5% è quindi inferiore alle medie di lungo periodo, suggerendo una normalizzazione più che un ciclo di tagli aggressivo.
La pressione sulle revisioni è diffusa tra i settori: 8 su 11 hanno visto riduzioni delle stime sugli EPS per il Q1 2026, guidate da:
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Health Care: –13,2%
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Energy: –12,3%
Dall’altra parte, Information Technology è salita del +5,2%, mentre Utilities sono rimaste invariate.
Il mercato sta scontando rischi a breve termine (inflazione, dazi, incertezza legata all’AI), ma non abbandona la narrativa di ripresa nella seconda metà dell’anno. Durante lo stesso periodo, le stime per i restanti trimestri del 2026 sono state riviste al rialzo:
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Q2: +0,7% (a $76,78)
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Q3: +1,2% (a $82,39)
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Q4: +2,2% (a $85,18)
Di conseguenza, anche il consenso per l’intero anno sale: la stima degli EPS per il 2026 è aumentata dello 0,8% (a $313,62), nonostante un avvio più debole — il mercato sembra spostare l’accelerazione degli utili più avanti, piuttosto che cancellarla.
A livello settoriale, il quadro per il 2026 è misto ma inclinato al rialzo: 6 settori hanno visto revisioni al rialzo (in testa Information Technology +4,1% e Materials +2,9%), mentre 5 settori hanno registrato tagli (soprattutto Energy –6,5% e Health Care –2,3%).
Conclusione per il mercato: il reset a breve termine delle aspettative non compromette la tesi di crescita a due cifre degli utili per il 2026. Tuttavia, con valutazioni elevate per l’S&P 500, il margine di errore nel Q1 resta limitato.

Fonte: FactSet
US500 (intervallo D1)

Fonte: xStation5
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