18:39 · 22 luglio 2026

Il cacao perde il 5% a causa dell'aumento delle scorte sull'ICE

I future sul cacao ICE (COCOA) restano sotto pressione

I future sul cacao ICE (COCOA) restano sotto pressione, in calo di circa il 5% a 5.300 dollari per tonnellata, mentre il rafforzamento del dollaro statunitense e l'aumento delle scorte monitorate dall'ICE continuano a pesare sul mercato.

Allo stesso tempo, gli investitori stanno valutando se il miglioramento della domanda globale e i rischi legati alle condizioni meteorologiche nell'Africa occidentale saranno sufficienti a compensare i segnali di un aumento dell'offerta di cacao nei prossimi mesi.

Punti chiave

  • I prezzi del cacao restano sotto pressione dopo che le scorte di cacao monitorate dall'ICE sono salite ai massimi degli ultimi due anni, raggiungendo 3,28 milioni di sacchi.
  • I dati sulla macinazione del cacao hanno mostrato un quadro contrastante per quanto riguarda la domanda: l'Europa ha registrato un calo del 4,6% su base annua, mentre Nord America (+7,7%) e Asia (+25%) hanno evidenziato una crescita superiore alle aspettative.
  • Ulteriore pressione arriva dal miglioramento delle condizioni dell'offerta, tra cui l'aumento del 30% su base annua delle esportazioni di cacao dalla Nigeria a giugno e i maggiori arrivi dalla Costa d'Avorio.
  • Nel medio periodo, i prezzi continuano a beneficiare del supporto derivante dai rischi climatici legati a El Niño, che potrebbero peggiorare le condizioni di coltivazione nell'Africa occidentale e ridurre i raccolti futuri.

La domanda resta disomogenea, ma il settore mostra segnali di ripresa

La scorsa settimana il mercato ha reagito negativamente dopo che l'European Cocoa Association ha comunicato un calo del 4,6% su base annua della macinazione del cacao in Europa, il dato trimestrale più debole degli ultimi sei anni.

Tuttavia, i timori sulla domanda globale sono stati parzialmente attenuati dai dati decisamente migliori provenienti dal Nord America e dall'Asia.

La macinazione del cacao in Nord America è aumentata del 7,7% su base annua, nonostante il mercato si aspettasse una contrazione, mentre quella asiatica è cresciuta del 25%, superando ampiamente le previsioni.

Un altro segnale positivo è arrivato da Barry Callebaut, il più grande trasformatore di cacao al mondo, che nel terzo trimestre fiscale ha registrato una crescita annua delle vendite del 5,7%, segnando il primo incremento su base annua in oltre due anni.

L'aumento dell'offerta pesa sui prezzi nonostante i rischi climatici di lungo periodo

Nelle ultime settimane il mercato ha ricevuto diversi segnali di miglioramento sul fronte dell'offerta.

Le esportazioni di cacao dalla Nigeria sono aumentate del 30% su base annua a giugno, mentre gli arrivi di cacao in Costa d'Avorio sono cresciuti del 21% dall'inizio dell'attuale stagione commerciale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel frattempo, le scorte di cacao monitorate dall'ICE hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi due anni, esercitando ulteriore pressione ribassista sui prezzi.

Tuttavia, le prospettive per i prossimi raccolti restano incerte. Le prime stime indicano che il raccolto principale di cacao della Costa d'Avorio per la stagione 2026/27 potrebbe attestarsi intorno a 1,8 milioni di tonnellate, circa il 18% in meno rispetto alla stagione precedente.

Inoltre, il Climate Prediction Center statunitense ritiene che l'attuale fenomeno di El Niño potrebbe diventare uno dei più intensi degli ultimi 75 anni, aumentando il rischio di siccità nell'Africa occidentale e riducendo le rese future del cacao.

Di conseguenza, nonostante la pressione nel breve periodo dovuta all'aumento delle scorte e al rafforzamento del dollaro, i fondamentali del cacao nel medio termine restano relativamente favorevoli.

Cacao (grafico D1)

I prezzi del cacao sono scesi di oltre il 15% rispetto ai recenti massimi locali, che avevano spinto il mercato fino a 6.650 dollari per tonnellata, il livello più alto dall'autunno del 2025.

Fonte: xStation5

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