USDJPY torna a salire, mentre lo yen inizia a restituire parte dei guadagni messi a segno dopo l’intervento congiunto di Giappone e Stati Uniti alla fine di luglio. Si è trattato di una risposta eccezionalmente forte da parte delle autorità, che ha contribuito a spingere USDJPY nettamente al ribasso in un breve periodo di tempo, dando allo yen un po’ di sollievo. Il problema è che, a pochi giorni di distanza, il mercato sta nuovamente mettendo alla prova la debolezza della valuta giapponese.
Questo dimostra che un intervento sul mercato valutario può essere uno strumento efficace per frenare un movimento particolarmente marcato, ma potrebbe non essere sufficiente a determinare un cambiamento duraturo del trend. Nel caso dello yen, il problema di fondo è molto più profondo. Il differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone rimane molto ampio e rappresenta una delle principali ragioni alla base della persistente pressione sulla valuta giapponese.
Il mercato sta quindi prestando sempre maggiore attenzione a ciò che potrebbe accadere durante la riunione di settembre della Bank of Japan. Crescono i segnali secondo cui la BoJ potrebbe decidere di aumentare nuovamente i tassi di interesse il 17-18 settembre. Una simile decisione sarebbe molto più importante per lo yen rispetto al solo intervento sul mercato valutario, poiché rappresenterebbe un effettivo cambiamento nel differenziale dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti.
Fonte: xStation5
I fattori che stanno attualmente influenzando USDJPY
L’intervento ha dato un po’ di sollievo allo yen, ma l’effetto sta svanendo rapidamente
Alla fine di luglio, USDJPY si è avvicinato a livelli difficili da accettare per le autorità giapponesi. La risposta è stata particolarmente decisa, anche perché questa volta gli Stati Uniti si sono uniti al Giappone nell’intervento. L’operazione congiunta ha rapidamente invertito parte del precedente movimento, favorendo un forte apprezzamento dello yen.
Inizialmente, l’effetto è stato molto evidente. USDJPY è sceso verso quota 157 e il mercato ha iniziato nuovamente a considerare la possibilità di un’inversione duratura del trend.
Oggi la situazione appare diversa. La coppia è tornata a salire, mentre il sostegno allo yen sembra sempre più fragile. Il mercato guarda con attenzione al fatto che Tokyo non abbia dato seguito all’intervento con ulteriori azioni aggressive, il che potrebbe indicare che le autorità mirano principalmente a limitare i movimenti eccessivi del mercato, piuttosto che a puntare permanentemente a uno specifico livello di cambio.
È proprio per questo che l’intervento, da solo, non risolve il problema. Può fermare il mercato per alcuni giorni o settimane, ma se le condizioni di fondo rimangono invariate, la pressione sullo yen può rapidamente tornare.
La BoJ deve fare più che intervenire
Il tassello più importante del quadro rimane la politica monetaria della Bank of Japan.
La BoJ ha avviato il processo di normalizzazione della politica monetaria e ha già aumentato i tassi di interesse. Il mercato si aspetta sempre più che questo non sia stato l’ultimo rialzo. Rapporti recenti suggeriscono che la banca centrale potrebbe decidere di aumentare nuovamente i tassi nella riunione del 17-18 settembre.
Per lo yen, questo rappresenterebbe un segnale molto più importante rispetto a un nuovo intervento sul mercato valutario. Un rialzo dei tassi ridurrebbe il differenziale dei tassi di interesse tra gli asset statunitensi e quelli giapponesi, diminuendo l’attrattività delle strategie che prevedono di finanziare investimenti in valute a più alto rendimento attraverso lo yen.
Per ora, tuttavia, il mercato deve ancora capire se la BoJ sarà effettivamente disposta ad agire. La possibilità di un rialzo dei tassi a settembre offre un certo sostegno allo yen, ma solo una decisione effettiva, accompagnata da indicazioni sulle mosse future, potrebbe modificare in modo più duraturo le prospettive di mercato.
Il differenziale dei tassi di interesse resta un problema per lo yen
Anche se la BoJ dovesse aumentare i tassi a settembre, il divario tra i tassi di interesse statunitensi e giapponesi rimarrebbe significativo.
È proprio qui che risiede il problema principale per la valuta giapponese. Il mercato potrebbe acquistare yen per un certo periodo in previsione di una decisione della BoJ, ma se la banca centrale dovesse segnalare una lunga pausa dopo il rialzo, il vantaggio del dollaro potrebbe rapidamente tornare a prevalere.
Per questo motivo, un rialzo dei tassi da solo potrebbe non essere sufficiente. Sarà molto più importante capire se la BoJ riuscirà a convincere il mercato che è all’inizio di un processo di normalizzazione della politica monetaria più lungo.
Se ciò dovesse accadere, USDJPY potrebbe entrare in una fase di ribasso più duratura. Se, al contrario, la BoJ dovesse mantenere un atteggiamento prudente mentre la Fed mantiene i tassi elevati per un periodo prolungato, la pressione sullo yen potrebbe tornare nonostante un ulteriore rialzo dei tassi.
Il mercato sta nuovamente mettendo alla prova la credibilità di Tokyo
L’ultimo intervento è stato eccezionale anche perché hanno partecipato sia il Giappone sia gli Stati Uniti. Una simile mossa ha rafforzato il segnale inviato al mercato e ha mostrato che le autorità sono pronte ad agire contro un’eccessiva debolezza dello yen.
Il problema, tuttavia, è che il mercato sta già iniziando a mettere alla prova la durata dell’efficacia di quel segnale.
Se USDJPY dovesse nuovamente avvicinarsi ai livelli che in precedenza avevano innescato l’intervento, Tokyo si troverebbe di fronte a una scelta difficile. Un nuovo intervento invierebbe un segnale molto forte, ma diventerebbe sempre più difficile convincere il mercato che l’azione del governo possa invertire permanentemente il trend senza il sostegno della politica monetaria.
Ecco perché la riunione di settembre della BoJ potrebbe essere più importante dell’intervento stesso. Il mercato vorrà capire se la banca centrale è realmente pronta a utilizzare la politica dei tassi come secondo pilastro degli sforzi per contrastare la debolezza dello yen.
USDJPY torna a salire, ma settembre potrebbe cambiare il quadro
L’attuale rialzo di USDJPY mostra che l’effetto dell’intervento congiunto di Giappone e Stati Uniti sta gradualmente svanendo. Lo yen ha beneficiato di alcune settimane di sollievo, ma i fondamentali del mercato valutario non sono cambiati abbastanza da suggerire l’avvio di un’inversione duratura del trend.
L’attenzione si sta ora spostando verso la Bank of Japan. Se la BoJ dovesse effettivamente aumentare i tassi a settembre e la sua comunicazione lasciasse intendere la possibilità di ulteriori rialzi, lo yen potrebbe ricevere un sostegno molto più forte e duraturo.
Se, invece, la banca centrale giapponese dovesse aumentare i tassi lasciando però al mercato l’impressione che ulteriori rialzi siano difficili da realizzare, USDJPY potrebbe riprendere il movimento rialzista.
Per ora, il mercato sta mostrando che l’intervento, da solo, non è stato sufficiente. Il Giappone deve non solo vendere dollari e acquistare yen, ma soprattutto ridurre il differenziale dei tassi di interesse. È proprio per questo che la riunione di settembre della BoJ potrebbe essere uno degli eventi più importanti per USDJPY dell’intero terzo trimestre.
Punti chiave
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USDJPY è tornato a salire, mostrando che l’effetto dell’ultimo intervento congiunto di Giappone e Stati Uniti sta iniziando a svanire.
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L’intervento ha contribuito a rafforzare nettamente lo yen, ma non ha modificato i fondamentali alla base del mercato.
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Il fattore chiave per lo yen resta l’ampio differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone.
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Il mercato sta scontando sempre più la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della BoJ nella riunione del 17-18 settembre.
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Se la BoJ dovesse segnalare un’ulteriore normalizzazione della politica monetaria, lo yen potrebbe ricevere un sostegno significativamente più duraturo rispetto a quello derivante dal solo intervento.
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Se la banca centrale giapponese dovesse mantenere un atteggiamento prudente, USDJPY potrebbe tornare a essere sottoposto a una pressione rialzista.
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Per lo yen, quindi, la questione principale non è se Tokyo possa intervenire nuovamente, ma se la BoJ sia pronta ad aumentare i tassi abbastanza rapidamente da modificare effettivamente i fondamentali alla base della debolezza della valuta giapponese.
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