I guadagni del dollaro stanno rallentando dopo un report del New York Times secondo cui le autorità iraniane avrebbero condiviso con la CIA informazioni relative alla disponibilità ad avviare negoziati. Nonostante la successiva risposta dell’Iran — che ha dichiarato di non fidarsi degli Stati Uniti, di non vedere presupposti per colloqui e di voler continuare le operazioni militari finché necessario — il Dollar Index (USDIDX) ha interrotto la sua serie di rialzi dinamici, arretrando di circa lo 0,2% dopo aver superato un massimo a tre mesi.
Fonte: xStation5
Al di là dell’effetto “flight-to-safety”, la forza del dollaro è stata sostenuta da un marcato aumento dei timori inflazionistici globali, che rafforza l’ipotesi di mantenere i tassi d’interesse statunitensi su livelli elevati. I funzionari della Fed avevano già comunicato un orientamento sempre più hawkish prima che l’inflazione PCE tornasse al 3%; di conseguenza, un ulteriore shock petrolifero si è tradotto in un rapido rialzo dei rendimenti dei Treasury USA e in un calo delle già fragili aspettative di tagli dei tassi nel 2026.
Tuttavia, considerata l’entità dei recenti rialzi e l’assenza di prospettive di de-escalation del conflitto, la correzione odierna potrebbe essere meramente tecnica e non necessariamente segnalare la fine della pressione rialzista sul dollaro.
Sebbene le nuove preoccupazioni inflazionistiche siano di natura globale, l’effetto combinato di “inflation jitters + flight-to-safety” ha spinto la maggior parte delle valute del G10 al ribasso rispetto al biglietto verde. Anche il franco svizzero ha registrato una brusca correzione. La valuta più colpita è stata l’EUR/USD, in calo di circa l’1,2% da inizio anno (YTD).
Fonte: Team di ricerca
La Banca Centrale Europea (ECB) si trova ad affrontare una sfida ancora più complessa, dovendo bilanciare il ritorno delle pressioni inflazionistiche con il rischio concreto di recessione nel Continente. I prezzi del gas naturale in Europa sono raddoppiati in risposta all’escalation del conflitto e alla sospensione della produzione di GNL in Qatar. Il calo dei prezzi energetici negli ultimi anni era stato il principale fattore nel contenimento dell’inflazione europea e aveva contribuito alla ripresa dell’attività economica. Un aumento prolungato dei prezzi del gas potrebbe quindi soffocare la graduale ripresa dell’economia europea.

Nonostante un rimbalzo simmetrico dei rendimenti su entrambe le sponde dell’Atlantico, l’EUR/USD è crollato a causa dell’esposizione dell’Europa alla volatilità dei prezzi del gas, che minaccia di annullare i recenti miglioramenti dell’attività economica (crescita del PIL, aumento dei PMI).
Fonte: Team di ricerca di XTB
Nonostante una difesa efficace del supporto tecnico a 1,1600, il sentiment sull’EUR/USD rimane decisamente ribassista, come confermato dai dati del mercato dei derivati. L’indicatore Risk Reversal evidenzia una persistente preferenza per le opzioni put rispetto alle call, il che significa che gli investitori continuano a pagare un premio elevato per coprirsi da ulteriori cali dell’euro nel prossimo mese.
Questo pessimismo riflette le crescenti preoccupazioni sulla salute dell’economia europea, alle prese con la pressione energetica e con bassi livelli di stoccaggio del gas — fattori che, agli occhi del mercato, mettono in dubbio la sostenibilità dell’attuale ripresa.
Tasso di cambio EUR/USD (bianco) vs. Risk Reversal implicito nel mercato a 1 mese (blu, negativo). Fonte: Bloomberg Finance LP
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