INFLAZIONE USA PREVISTA IN CALO
Inflazione prevista al 2,3% contro il 2,5% del dato di partenza, un andamento assolutamente in linea con quanto previsto dalla politica della Fed, ossia alzare i tassi per portare l'inflazione al ribasso, evento al quale stiamo assistendo ora dopo mesi di tassi di alti. Al momento le stime vedono quindi un'inflazione che si avvicina al target senza preoccupare la Fed che di fatto, almeno sotto questo punto di vista, sembra aver fatto un ottimo lavoro. I problemi circa l'inflazione arriverebbero solo ed esclusivamente se ci sará di nuovo una fiammata verso l'alto dell'inflazione, evento di rara manifestazione nel momento in cui vediamo tassi tagliati in modo aggressivo in coincidenza di un nuovo record del tasso di interesse sulle carte di credito arrivato al 21,76%, livello massimo dal 1994. Al momento la situazione relativa all'inflazione é da monitorare con attenzione, soprattutto nei prossimi mesi visto che i consumi in Usa potrebbero essere compromessi dal costo sulle carte di credito e da un possibile aumento del tasso di disoccupazione. Societá di econometria come Truflation vedono un'inflazione rientrare a ridosso del 2% dopo il brusco calo visto il mese scorso quando, fino all'intervento della Fed, abbiamo visto un'inflazione all'1%.
RICHIESTE DI SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE
Le polemiche sul mercato del lavoro iniziano a diventare sempre piú accese dopo il forte aumento delle assunzioni nel settore pubblico, l'aumento piú alto della storia americana da sempre, un evento considerato da molti analisti come incredibile per quanto insolito. Ne consegue un aumento dei dubbi circa la veridicitá dello stato di salute del mercato del lavoro, dubbio mosso anche dallo stesso Powell e dalla stessa Fed che nelle minute di ieri sostengono come i dati del Bls e le continue revisioni (quelle dei NFP di cui abbiamo parlato spesso) siano un problema per la giusta valutazione delle condizioni del mercato del lavoro, questo assunto é possibile reperirlo a pagina 8 delle minute del Fomc uscite ieri. Oggi usciranno le richieste iniziali e continue di sussidi di disoccupazione, un dato che ci fornisce in linea di massima come sta andando il mercato del lavoro in Usa. Ricordiamo che a livello storico, sia il tasso U3 che il tasso U6 sono improntati al rialzo e la rottura delle loro medie storiche punta ad un continuo rialzo del tasso di disoccupazione. Lo studio verrebbe smentito solamente con un rientro della disoccupazione al di sotto delle medie, evento al momento poco probabile visto che la differenza tra i tassi U3 e U6 rispetto alle loro medie é ancora relativamente elevato. Questi dati sui Jobless Claims sará fondamentale per le prossime settimane e per il prossimo dato in uscita a novembre.
S&P500 NUOVI MASSIMI E MERCATI RIALZISTI
Dinamiche giornaliere fortemente improntate al rialzo con S&P500 che raggiunge i nuovi massimi storici, il tutto mentre gli altri indici ancora rimangono a ridosso dei massimi senza aggiornare livelli importanti nel lungo periodo. In merito a questa positivitá, ricordiamo che le dinamiche tecniche puntano piú alla debolezza e non puntano ad ulteriori massimi visto il fatto che nella maggior parte dei casi, sugli indici abbiamo visto massimi e minimi decrescenti su base settimanale, primo segno di cedimento a livello tecnico che dovrebbe essere poi confermato sui timeframe piú brevi. Al momento possiamo dire che i dati in uscita oggi pomeriggio saranno assolutamente determinanti per la settimana.
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