09:19 · 1 settembre 2026

Jolts e Inflazione Europea

Punti chiave
Punti chiave
  • Inflazione Europa prevista al rialzo sopra il 3% 
  • Oggi i dati Jolts Usa
  • Titoli di Stato sotto pressione 

Inflazione europea nella mattina e Jolts nel pomeriggio, questi i dati piú importanti della giornata che potrebbero portare volatilitá sui mercati. Petrolio si attesta a ridosso degli 86 dollari, il Gas europeo supera i 70 euro a MWh. Titoli di Stato al limite? 

Inflazione europea e tassi di interesse 

Oggi il dato sull'inflazione europea, il dato preliminare che vede un'inflazione al 3,3% dal 2,9% del dato precedente, un rialzo consistente dell'inflazione che di certo spinge la Bce verso il prossimo rialzo dei tassi nella riunione del 10 settembre. Il rialzo é giá messo in conto dal mercato con una probabilitá del 98%, il mercato quindi dará piú peso a quanto questa inflazione salirá rispetto al dato precedente. L'inflazione quindi é molto alta in questo momento e i tassi di mercati si sono giá mossi di conseguenza con il mercato obbligazionario che tende a vedere dei rendimenti in salita su tutti i titoli di Stato. Questa situazione peró dipende principalmente dalla componente energetica e il Gas Ttf, che ha superato ieri i 70 euro a MWh, incide in modo impattante sull'inflazione. Il petrolio a 86 dollari mantiene l'inflazione relativamente elevata, il gas Ttf amplifica e esaspera il movimento inflattivo andando a superare i massimi del 2023. I tassi di interesse piú alti per la prossima riunione potrebbero solamente attenuare questa tendenza, i consumatori e le imprese hanno in mano il destino dell'economia. Se i consumi continueranno ad essere quelli visti nel corso dell'anno, i prezzi non scenderanno e l'inflazione potrebbe rimanere elevata ancora per tempo. 

Jolts 

Job Openings da 7,359 milioni a 7,35 milioni, in calo cosí come i Job Quits che dovrebbero scendere a 3,21 da 3,232 milioni. Un mercato del lavoro in raffreddamento che peró non viene ancora confermato da altri dati importanti come ad esempio le richieste di sussidi di disoccupazione, dato che sta rimanendo eccezionalmente basso e che di certo non spinge la dinamica del mercato del lavoro verso un peggioramento fisiologico. A giocare un ruolo fondamentale é il tasso di partecipazione alla forza di lavoro, un dato in calo che funziona da ammortizzatore al tasso di disoccupazione. Coloro che escono dal mercato del lavoro e non fanno piú parte della forza lavoro, escono automaticamente dal calcolo del tasso di disoccupazione. Nel frattempo peró abbiamo una situazione statisticamente assurda sui Nonfarm Payrolls che di fatto escono negativi, anche con l'ultima revisione da -79k unitá, con circa 3 dati su 4 rivisti in negativo. Ovviamente la giornata di piú importante di questa settimana é quella di venerdí dove usciranno proprio i NFP e il tasso di disoccupazione, insieme alla giornata di giovedí dove usciranno i sussidi di disoccupazione e il report Challenger. 

Titoli di Stato in tensione 

I titoli di Stato stanno vedendo delle dinamiche che potrebbero far paura. Rialzo dell'inflazione, possibilitá di vedere un rialzo dei tassi a lungo termine e di consgeuenza rendimenti che continuano a salire. I titoli di Stato stanno reagendo come dovrebbero, perfettamente in linea con la teoria. Ricordiamo peró che le banche centrali faranno di tutto per riportare l'inflazione sui livelli del 2%, pertanto la situazione attuale risulta numericamente eccezionale, cosí come risultano eccezionali i movimenti che vediamo sui titoli di Stato. Gilt Uk a 10 anni al 5,2%, i nostri Btp tornano sui massimi dal 2024, Bund e OAT registranoi nuovi massimi sulla scadenza decennale. L'inflazione sta giocando un ruolo chiave, ma ricordiamo che l'economia non puó reggere ancora questi ritmi e, come dimostrato dal petrolio a marzo, i prezzi potrebbero rientrare nel corso dei prossimi mesi. Come detto prima, l'inflazione é ora totalmente dipendente dalla componente energetica, quella componente che ha visto il petrolio scendere dai massimi di marzo seppur in presenza di tensioni geopolitiche che avrebbero portato i prezzi verso nuovi massimi in condizioni di normalitá. Questa inflazione sta saturando l'economia, la finanza risponde con titoli di Stato con rendimenti al rialzo, ma la situazione potrebbe essere momentanea prima di un ribasso dei prezzi che potrebbe avvenire con un calo dei consumi. 

David Pascucci

Market Analyst

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