Lo yen giapponese ha ricevuto alcuni catalizzatori favorevoli a un rafforzamento, sotto forma di un’inflazione più elevata a Tokyo e di una diminuzione della disoccupazione in Giappone. Tuttavia, sta perdendo terreno contro tutte le valute del G10. USDJPY è pericolosamente vicino al massimo raggiunto dopo l’intervento valutario (160,00; oggi: +0,12% a 159,500) e un eventuale movimento significativo dopo il discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole potrebbe mettere alla prova la soglia di tolleranza sia di Tokyo sia di Washington.
Analisi tecnica: USDJPY (D1)
Da un mese USDJPY sta cercando di ricostruire il proprio trend rialzista e di tornare stabilmente sopra la media mobile esponenziale a 200 giorni (EMA200; linea nera), dopo il recente intervento valutario. Procedendo per piccoli passi, il cambio si sta avvicinando al livello psicologico di 160,00, ampiamente considerato dagli operatori di mercato come il limite superiore accettabile per Tokyo e Washington. L’azione dei prezzi rimane compresa tra il livello di ritracciamento di Fibonacci del 50,0% e due medie mobili: EMA30 (viola chiaro) ed EMA100 (viola scuro). Insieme alla EMA200, queste medie formano un corridoio ristretto (158,00–160,00) che potrebbe definire un'area di consolidamento per un periodo prolungato, almeno fino a quando la Fed o la BOJ non adotteranno un percorso di rialzo dei tassi più aggressivo.

Fonte: xStation5
Cosa sta guidando oggi USDJPY?
- Il CPI core di Tokyo (esclusi i beni alimentari freschi) è accelerato all'1,8% su base annua ad agosto, dall'1,7% di luglio, registrando il terzo aumento consecutivo e superando le attese del consenso (1,7%). Nel frattempo, il CPI core-core (esclusi beni alimentari freschi ed energia), attentamente monitorato dalla Bank of Japan, è salito al 2,0% su base annua, rispetto all'1,8% di luglio.
- Gli aumenti dei prezzi a Tokyo sono stati sostenuti dalla crescita costante dei costi alimentari e dal graduale trasferimento sui consumatori dei maggiori costi dell'energia e delle materie prime da parte delle imprese. Le pressioni inflazionistiche sono ulteriormente accentuate dalla debolezza dello yen degli ultimi mesi (il Giappone importa l'85%-90% della propria energia), insieme alla domanda sostenuta nel settore dell'AI.
- I dati confermano che l'inflazione si sta avvicinando all'obiettivo del 2% della Bank of Japan, rafforzando così le aspettative di rialzi dei tassi in Giappone. Attualmente, i mercati scontano una probabilità di circa l'84% di una mossa restrittiva a settembre (l'ultimo rialzo dei tassi risale a maggio 2026, quando il tasso di riferimento è passato dallo 0,75% all'1,00%). Tuttavia, considerando la storia della banca centrale, che spesso è rimasta "indietro rispetto alla curva", il mercato potrebbe penalizzare lo yen se l'inflazione dovesse lasciare la BOJ ancora più indietro, mantenendo lo yen sotto pressione anche in caso di un rialzo dei tassi, qualora la banca centrale non indicasse un percorso di ulteriore stretta monetaria.
- Oggi USDJPY si sta discostando dall'andamento generale del mercato FX, dove la maggior parte delle coppie del G10 si muove lateralmente, con variazioni inferiori allo 0,1%, in attesa del discorso di Warsh a Jackson Hole. Sebbene il dollaro si sia stabilizzato dopo le recenti turbolenze sui mercati del debito USA, la domanda di indicazioni più chiare sulla politica monetaria rimane elevata; l'assenza di indicazioni in tal senso potrebbe indebolire il dollaro e spingere USDJPY nuovamente sotto la soglia critica di 160,00.
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Preliminari di Inflazione in Europa
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