📉 Mercati azionari
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La seduta di venerdì sui mercati azionari europei è caratterizzata da un andamento contrastato. Il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese registrano lievi rialzi, sebbene i guadagni restino contenuti.
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All’estremo opposto, il DAX tedesco e l’IBEX 35 spagnolo perdono entrambi circa lo 0,5%, mentre anche l’indice paneuropeo Euro Stoxx 50 è sotto una significativa pressione ribassista.
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Il sentiment sui mercati europei risente delle vendite generalizzate che stanno interessando il settore tecnologico a livello globale, inizialmente innescate dai risultati trimestrali di Alphabet e successivamente accentuate dalle trimestrali di Amazon e Intel.
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Il clima tra gli investitori sta peggiorando soprattutto a causa delle crescenti preoccupazioni legate agli ingenti investimenti necessari per sviluppare le infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale.
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Amazon ha registrato un free cash flow negativo pari a 42,4 miliardi di dollari, mentre le sole spese in conto capitale (CAPEX) hanno raggiunto i 77,3 miliardi di dollari nel terzo trimestre.
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Anche i risultati di Intel hanno deluso le attese. La società ha fornito previsioni sui ricavi per il quarto trimestre inferiori alle aspettative del mercato, indicando un netto rallentamento della domanda nel segmento dei personal computer.
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Le vendite si stanno estendendo anche ai settori dei semiconduttori e della tecnologia in Europa, mettendo sotto forte pressione i titoli di ASML, ASM International e Infineon, in particolare le società che forniscono infrastrutture per i data center.

🏛️ Macroeconomia e banche centrali
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I dati macroeconomici pubblicati nel corso della seduta indicano una maggiore resilienza dell’economia europea rispetto alle attese. Nel terzo trimestre, il PIL dell’Eurozona è cresciuto dello 0,4% su base trimestrale e dell’1,3% su base annua, superando le previsioni del mercato, che indicavano una crescita annuale dell’1,1%.
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Germania e Spagna restano i principali motori dell’attività economica nell’area euro, mentre l’Italia continua a mostrare una crescita stagnante e la Francia registra un netto rallentamento.
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In Germania, il PIL è aumentato dello 0,2% su base trimestrale, superando le attese del mercato (+0,1%) e portando la crescita annuale all’1,3%.
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Nonostante il dato complessivo positivo, l’economia tedesca continua ad affrontare sfide strutturali. Nel terzo trimestre si è registrato un rallentamento della crescita delle esportazioni, tradizionalmente il principale motore dell’economia, accompagnato da una contrazione degli investimenti in conto capitale e da aumenti solo marginali dei consumi delle famiglie e della spesa pubblica.
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I dati relativi all’Italia sono stati decisamente più deboli. Il PIL è rimasto invariato su base trimestrale, mentre la crescita annuale si è attestata allo 0,8%. Il contributo positivo dei servizi e del settore agricolo è stato interamente compensato dalla forte contrazione dell’attività industriale e dal contributo negativo delle esportazioni nette.
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L’inflazione resta una delle principali preoccupazioni in Europa. La crescita dei prezzi ha infatti ripreso ad accelerare nelle maggiori economie dell’Eurozona, complicando notevolmente le prospettive di politica monetaria della Banca centrale europea.
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La sorpresa negativa più marcata è arrivata dall’Italia, dove l’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI) è salita al 5,4% su base annua a ottobre, rispetto al 4,2% di settembre. Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,9%. L’accelerazione è stata determinata soprattutto dal rincaro dei costi energetici, mentre anche l’inflazione core è salita dall’1,6% al 2,0% su base annua.
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Le pressioni inflazionistiche si stanno intensificando anche in Francia, dove l’inflazione CPI è salita al 3,4% su base annua, rispetto al 3,1% di settembre. A trainare l'aumento sono stati i rincari di energia, gas e carburanti, insieme all'incremento dei costi nei settori dei trasporti e dei servizi di alloggio e ristorazione.
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La Spagna presenta un quadro più stabile, con l’inflazione CPI ferma al 4,9% su base annua e quella core invariata al 3,1%. I rincari di energia e gas sono in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei carburanti e dal rallentamento della crescita dei prezzi alimentari.
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La combinazione tra un’attività economica relativamente resiliente e una nuova accelerazione dell’inflazione mette la Banca centrale europea in una posizione particolarmente difficile.
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Una crescita del PIL superiore alle attese riduce le ragioni a favore di un ulteriore allentamento aggressivo della politica monetaria, mentre la ripresa delle pressioni sui prezzi aumenta il rischio che l’inflazione rimanga elevata nei prossimi trimestri.
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Di conseguenza, la riunione di dicembre della BCE si profila come un appuntamento cruciale per i mercati. Gli investitori seguiranno con attenzione i prossimi dati sull’inflazione e l’andamento dei prezzi dell’energia.
🛢️ Materie prime
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I metalli preziosi registrano forti ribassi nella seduta di venerdì, con i venditori nettamente in vantaggio.
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L’oro perde oltre l’1%, scendendo sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia.
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L’argento è interessato da vendite ancora più marcate: perde quasi il 3% e si avvicina a un'importante area di supporto intorno ai 50 dollari l’oncia.
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Il sentiment è decisamente diverso sui mercati energetici, dove le quotazioni del petrolio si muovono al rialzo.
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I futures sul Brent guadagnano quasi il 2% e mettono alla prova la soglia dei 114 dollari al barile, mentre il WTI sale di circa l’1,5%, avvicinandosi ai 105 dollari al barile.
🪙 Mercato delle criptovalute
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Gli asset digitali sono sotto forte pressione dopo quello che viene descritto come il più grande attacco informatico nella storia di Binance, con perdite stimate in 6,3 miliardi di dollari.
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Secondo le prime ricostruzioni, la violazione sarebbe stata resa possibile dalla compromissione del laptop di lavoro di uno dei principali ingegneri della piattaforma.
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In risposta all’incidente, Binance ha temporaneamente sospeso depositi e prelievi e sta attuando procedure di emergenza in collaborazione con società specializzate nella sicurezza della blockchain.
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Le misure operative adottate finora hanno permesso di congelare asset sottratti per un valore di circa 3 miliardi di dollari. Il recupero dei fondi rimanenti resta tuttavia incerto.
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Aumentano le preoccupazioni sulla possibilità di risarcire integralmente i clienti. Il fondo Secure Asset Fund for Users (SAFU) di Binance dispone di riserve per circa 1 miliardo di dollari: l’exchange potrebbe quindi dover impiegare una parte consistente del proprio capitale per coprire la differenza.

Fonte: Team di ricerca di XTB
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