16:41 · 19 giugno 2026

🚩 L'oro perde l'1,5% dopo che Goldman Sachs ha rivisto al ribasso il suo obiettivo di prezzo per il lingotto nel 2026

Punti chiave
Punti chiave
  • Goldman Sachs ha ridotto la propria previsione sul prezzo dell’oro a fine anno a 4.900 dollari l’oncia, alla luce delle aspettative che la Federal Reserve non procederà con tagli dei tassi di interesse.
  • In precedenza, la banca prevedeva che l’oro avrebbe chiuso l’anno a 5.300 dollari l’oncia.
  • Il metallo prezioso continua ad ampliare le perdite iniziate dopo l’ultima riunione di politica monetaria della Fed, scendendo fino a circa 4.150 dollari l’oncia.

I prezzi dell’oro sono in calo sui mercati globali oggi e la decisione di Goldman Sachs di ridurre il proprio target sull’oro a 4.900 dollari l’oncia appare ampiamente coerente con le attuali condizioni del mercato dei metalli, dove il sentiment continua a raffreddarsi dopo il rally speculativo registrato all’inizio dell’anno.

  • Dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran, gli investitori hanno spostato l’attenzione dai rischi geopolitici alla politica monetaria della Federal Reserve e al rafforzamento del dollaro USA, mettendo l’oro sulla strada della terza settimana consecutiva di ribassi.
  • Gli investitori sono tornati rapidamente a prezzare uno scenario di tassi d’interesse elevati più a lungo negli Stati Uniti. Sebbene la Federal Reserve abbia lasciato invariati i tassi, il suo messaggio è stato interpretato come restrittivo (hawkish). Diversi membri della banca centrale ritengono infatti che vi sia ancora spazio per almeno un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell’anno.
  • I rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati, mentre il dollaro si è rafforzato raggiungendo i livelli più alti degli ultimi dodici mesi. Questo crea un contesto sfavorevole per l’oro, che non offre rendimenti e tende a diventare meno attraente quando gli asset remunerati garantiscono ritorni più elevati.
  • Attualmente i mercati attribuiscono una probabilità superiore all’80% a un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed entro la fine dell’anno, limitando la domanda d’investimento per il metallo prezioso.
  • Ulteriori elementi di incertezza sono emersi dopo il rinvio dei negoziati tra Washington e Teheran. Sebbene l’accordo provvisorio rimanga in vigore, iniziano a sorgere dubbi sulla sua tenuta nel lungo periodo.
  • I prezzi del petrolio hanno recuperato terreno venerdì, ma su base settimanale restano sotto pressione. Le aspettative di una graduale normalizzazione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno ridotto il premio per il rischio geopolitico incorporato nelle quotazioni energetiche.
  • La debolezza è visibile anche nel più ampio comparto dei metalli. L’argento perde circa il 2%, il platino circa l’1,5%, mentre anche il rame è sotto pressione, segnalando un atteggiamento più prudente degli investitori nei confronti dell’intero settore delle materie prime.
  • Nel breve termine, l’andamento dell’oro continua a essere guidato principalmente dal dollaro statunitense, dai rendimenti dei Treasury e dalle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. Finché i mercati continueranno a scontare tassi d’interesse elevati negli Stati Uniti, il potenziale di rialzo del metallo prezioso potrebbe rimanere limitato.

GOLD (H1 chart)

Fonte: xStation5

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