Bitcoin si mantiene intorno ai 64.000 USD, mentre l’ultimo tentativo di superare i 65.000 USD è fallito e i dati on-chain indicano un indebolimento della domanda da parte degli acquirenti attivi. La principale zona di supporto si trova intorno ai 62.000 USD, dove in precedenza sono passati di mano oltre 2 milioni di BTC; una perdita di quest’area aumenterebbe il rischio di un movimento verso i 54.000 USD. D’altra parte, il calo dell’open interest a fronte di un prezzo relativamente stabile suggerisce una parziale chiusura delle posizioni short piuttosto che una vera e propria capitolazione del mercato. Il quadro di breve periodo rimane debole, ma contrasta nettamente con la continua crescita dell’adozione di Bitcoin da parte di istituzioni e aziende.
- La media a 30 giorni del Taker Buy Volume di Bitcoin è scesa ai livelli osservati in precedenza alla fine del 2020, in prossimità del minimo del 2022 e durante la fase di consolidamento del 2023.
- La zona 62.000–63.000 USD rimane la principale area di supporto e una rottura sostenuta al di sotto di questi livelli sposterebbe l’attenzione verso i 54.300 USD.
- Oltre 200 milioni di USD di liquidazioni nelle ultime 24 ore confermano che il mercato sta ancora attraversando una fase di deleveraging, ovvero di riduzione della leva finanziaria.
- I rendimenti obbligazionari elevati e la debolezza di Wall Street stanno esercitando pressione sugli asset rischiosi, mentre l’infrastruttura istituzionale legata a Bitcoin continua a svilupparsi.
- La correlazione di Bitcoin con i mercati azionari globali è in calo, rendendo sempre più difficile collegare direttamente i movimenti di breve periodo delle criptovalute alle condizioni macroeconomiche o alla volatilità dei mercati azionari.
Grafico del prezzo di Bitcoin (intervallo D1) e afflussi negli ETF
Una rottura al di sopra dei 65.500 USD e della resistenza chiave rappresentata dalla media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni (linea arancione) potrebbe aprire la strada verso quota 70.000 USD. Quest’area potrebbe diventare il principale terreno di scontro tra acquirenti e venditori, determinando potenzialmente se Bitcoin subirà un’ulteriore forte spinta ribassista o se il minimo del mercato ribassista di quest’anno sia già alle spalle. Al ribasso, l’andamento dei prezzi continua a supportare l’ipotesi che i 62.000 USD rappresentino un’importante zona di supporto.

Fonte: xStation5
Gli afflussi negli ETF spot su Bitcoin rimangono volatili, ma le ultime sedute hanno evidenziato un netto miglioramento. Dopo diversi periodi caratterizzati da deflussi, che in alcuni casi hanno superato i 200 milioni di USD al giorno, gli afflussi complessivi sono tornati a circa 186,4 milioni di USD. L’iShares Bitcoin Trust di BlackRock continua a rappresentare la quota maggiore degli afflussi positivi, con un ulteriore contributo da parte del fondo di Fidelity.
Il dato principale è che, nonostante il peggioramento del sentiment nei confronti di Bitcoin, la domanda di ETF non è scomparsa e ha iniziato a recuperare nuovamente negli ultimi giorni. Questo indebolisce l’ipotesi di un ritiro su larga scala degli investitori istituzionali da BTC.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Gli afflussi negli ETF su Ethereum sono significativamente inferiori rispetto a quelli su Bitcoin, ma anche le ultime sedute hanno mostrato un miglioramento. L’ultimo dato disponibile evidenzia afflussi giornalieri per circa 68,7 milioni di USD, dopo i circa 30 milioni di USD registrati lunedì e un precedente periodo caratterizzato da flussi misti e occasionali deflussi.
L’iShares Ethereum Trust ETF rappresenta la quota maggiore degli afflussi positivi, mentre gli altri fondi hanno un peso decisamente più contenuto. È importante sottolineare che, negli ultimi mesi, gli afflussi positivi si sono verificati sempre più spesso per diverse sedute consecutive, un possibile segnale di un graduale ritorno dell’interesse per Ethereum dopo un inizio di agosto più debole.
I volumi rimangono contenuti, ma la direzione dei flussi è chiaramente più positiva rispetto a qualche settimana fa.

Fonte: Team di ricerca di XTB
La domanda di Bitcoin si sta indebolendo
CryptoQuant, società specializzata nell’analisi dei dati on-chain, evidenzia l’andamento della media a 30 giorni del Taker Buy Volume di Bitcoin, scesa a livelli già osservati in precedenti fasi importanti del ciclo. Un calo di questo indicatore segnala una minore attività da parte degli acquirenti più aggressivi e una posizione relativamente più forte dei venditori. Questo non indica automaticamente l’inizio di una forte fase di vendite. Valori simili sono stati osservati sia durante le fasi di capitolazione sia durante quelle di accumulazione, ma per avere un segnale più credibile di formazione di un minimo sarebbe necessaria una stabilizzazione del prezzo accompagnata da una ripresa del Taker Buy Volume. Per il momento, è quindi preferibile interpretarlo come un segnale di esaurimento dell’attività piuttosto che come una conferma di un’inversione di tendenza.
Oltre 2 milioni di BTC sono passati di mano nell’area compresa tra 62.000 e 63.000 USD, creando un’elevata concentrazione dei prezzi di carico degli investitori. Bitcoin ha tentato senza successo di mantenersi al di sopra dei 65.000 USD. Allo stesso tempo, i volumi di scambio sulle principali piattaforme sono diminuiti di circa il 10% nelle ultime 24 ore, indicando che il rimbalzo non è sostenuto da una domanda fresca particolarmente forte. Se la zona 62.000–63.000 USD dovesse reggere, il mercato potrebbe comunque entrare in una fase di stabilizzazione. Se invece dovesse essere violata sotto una crescente pressione di vendita, la prossima area da monitorare si trova intorno ai 54.276 USD.
Nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni crypto per oltre 200 milioni di USD, principalmente posizioni long. Allo stesso tempo, l’open interest su Bitcoin è diminuito di circa lo 0,53%; questo dato, insieme a un prezzo relativamente stabile, potrebbe indicare una parziale chiusura delle posizioni short. Ciò non significa tuttavia che sia tornata una domanda forte. Il Crypto Fear & Greed Index rimane in territorio di paura, mentre anche le azioni legate al settore crypto hanno subito pressioni: Strategy ha perso oltre il 5% ieri, mentre Bitmine Immersion Technologies ha ceduto circa il 2,3%.
Il problema di Bitcoin è solo in parte macroeconomico
Samsung Electronics e SK Hynix hanno perso oltre il 7% a Seul, il Kospi ha ceduto circa il 6%, l’MSCI Asia Pacific è sceso di circa il 2%, mentre l’indice asiatico dei semiconduttori ha perso oltre il 3%. Il giorno precedente, il Philadelphia Semiconductor Index era sceso di circa il 5%.
Ancora più importanti potrebbero essere i mercati obbligazionari. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni è salito al livello più alto dal 2007, mentre quello dei titoli a 10 anni è rimasto intorno al 4,69%.
Un contesto di questo tipo aumenta il costo del capitale e riduce l’attrattività degli asset rischiosi, anche se non determina necessariamente una reazione immediata dei prezzi. Il mercato è inoltre in attesa dei verbali della riunione della Fed di luglio e del discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole. Secondo un sondaggio Reuters, 94 economisti su 104 prevedono che la Fed manterrà i tassi nell’intervallo 3,5–3,75% a settembre, mentre i mercati stanno prezzando una probabilità di circa il 68% di un’invarianza dei tassi.
Citi e Zhizao mostrano l’altro lato del mercato?
L’adozione istituzionale continua a svilupparsi sullo sfondo, nonostante la debolezza di breve periodo. Citi si prepara a lanciare un servizio di custodia di asset digitali attraverso la piattaforma Custody+, pensato per integrare asset tradizionali e criptovalute all’interno di un’unica infrastruttura. La banca sta inoltre sviluppando depositi tokenizzati, collaborando con ICE, partecipando a un progetto pilota di SWIFT e prendendo parte al progetto di The Clearing House.
Nel frattempo, Zhizao Technology, quotata al Nasdaq, ha completato un’operazione da 154,7 milioni di USD e avviato una strategia di tesoreria in Bitcoin, acquisendo 2.380 BTC. Nell’operazione, Bitcoin è stato valutato a un prezzo di riferimento di 65.000 USD. Secondo BitcoinTreasuries.net, la società è diventata il 33° maggiore detentore corporate di Bitcoin, anche se il titolo non ha reagito positivamente. Da inizio anno, l’azione rimane in calo di circa il 77%.
La domanda di BTC nel breve periodo si sta indebolendo, ma l’infrastruttura di lungo periodo legata a Bitcoin continua a espandersi. Il mercato non è riuscito a mantenersi sopra i 65.000 USD, i dati on-chain non confermano ancora una ripresa della domanda e il contesto macroeconomico rimane sfavorevole. Per questo motivo, il comportamento del prezzo intorno ai 62.000 USD potrebbe essere più importante di qualsiasi singolo rimbalzo giornaliero. La tenuta di questo supporto, accompagnata da un miglioramento del Taker Buy Volume, rafforzerebbe lo scenario di accumulazione, mentre una rottura al ribasso della zona in presenza di una crescente pressione dell’offerta aumenterebbe significativamente la probabilità di una correzione più profonda.
Ethereum e flussi degli ETF a 20 giorni: il capitale si sta ricostituendo più rapidamente del prezzo
Il segnale più interessante emerge dal confronto tra il prezzo di Ethereum e i flussi cumulativi degli ETF spot a 20 giorni. ETH rimane vicino ai 1.900 USD, ben al di sotto dei massimi del 2025, mentre il saldo dei flussi a 20 giorni è tornato a circa 317 milioni di USD. Questo indica un miglioramento della domanda da parte dei fondi, anche se il prezzo non ha ancora confermato una tendenza rialzista più solida.
Storicamente, flussi e prezzo hanno generalmente seguito la stessa direzione, anche se non necessariamente nello stesso momento. Per questo motivo, l’attuale divergenza merita attenzione. Se gli afflussi positivi dovessero continuare nelle prossime settimane, potrebbero rappresentare un primo segnale di miglioramento della domanda istituzionale, anche se al momento non costituiscono ancora una conferma di un’inversione di tendenza duratura.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Panoramica dei mercati: le borse europee tentano di arrestare il calo 🚩 Heidelberger cede il 5% dopo i risultati
Calendario economico: tutti gli occhi puntati sui verbali della Fed 📖
Notizie del mattino: il dollaro si indebolisce in attesa dei verbali
Riepilogo di mercato: volano i titoli europei dei chip grazie ai risultati di Anthropic! AstraZeneca sospende la sperimentazione di una terapia per il cancro al polmone (17.08.2026)
Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92 / CE e la direttiva 2011/61 / UE (MiFID II). La comunicazione di marketing non è una raccomandazione di investimento o informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio e direttive della Commissione 2003/124 / CE, 2003/125 / CE e 2004/72 / CE e regolamento delegato (UE) 2016/958 della Commissione, del 9 marzo 2016, che integra il regolamento UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per le disposizioni tecniche per la presentazione obiettiva di raccomandazioni di investimento o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento e per la divulgazione di particolari interessi o indicazioni di conflitti di interessi o qualsiasi altra consulenza, anche nell'ambito della consulenza sugli investimenti, ai sensi della legge sugli strumenti finanziari del 29 luglio 2005 (ad es. Journal of Laws 2019, voce 875, come modificata). La comunicazione di marketing è preparata con la massima diligenza, obiettività, presenta i fatti noti all'autore alla data di preparazione ed è priva di elementi di valutazione. La comunicazione di marketing viene preparata senza considerare le esigenze del cliente, la sua situazione finanziaria individuale e non presenta alcuna strategia di investimento in alcun modo. La comunicazione di marketing non costituisce un'offerta di vendita, offerta, abbonamento, invito all'acquisto, pubblicità o promozione di strumenti finanziari. XTB S.A. non è responsabile per eventuali azioni o omissioni del cliente, in particolare per l'acquisizione o la cessione di strumenti finanziari. XTB non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita o danno, anche senza limitazione, eventuali perdite, che possono insorgere direttamente o indirettamente, intrapresa sulla base delle informazioni contenute in questa comunicazione di marketing. Nel caso in cui la comunicazione di marketing contenga informazioni su eventuali risultati relativi agli strumenti finanziari ivi indicati, questi non costituiscono alcuna garanzia o previsione relativa ai risultati futuri. Le prestazioni passate non sono necessariamente indicative dei risultati futuri, e chiunque agisca su queste informazioni lo fa interamente a proprio rischio.