Le azioni di McDonald's sono in calo di quasi l’11% da inizio anno, nonostante l’azienda continui a riportare solidi risultati operativi. I ricavi sono aumentati del 9,4%, mentre le vendite globali a parità di perimetro sono cresciute del 3,8%, segnalando che il colosso del fast food continua ad attirare clienti anche in un contesto di consumo più difficile.
Perché il titolo è sotto pressione
Gli investitori sono preoccupati per inflazione, aumento degli interessi passivi, costi di ristrutturazione e il rischio che un peggioramento del sentiment dei consumatori possa ridurre nel tempo il traffico nei ristoranti.
L’IA entra nel piano di crescita
McDonald's sta collaborando con Google per sistemi di ordinazione ai drive-through basati su intelligenza artificiale. L’amministratore delegato Chris Kempczinski ha dichiarato che il sistema ha raggiunto circa il 90% di accuratezza.
Innovazione del menu in accelerazione
L’azienda sta testando:
- prodotti di pollo impanati a mano
- offerte di bevande più forti
- standard qualitativi più elevati per il caffè
- nuove bevande fredde colorate
- possibili alternative al latte vegetale
L’esperienza cliente deve distinguersi
McDonald's sta cercando di rendere le visite più “memorabili”, mentre i concorrenti alzano il livello su pollo, carne, bevande e menu a buon prezzo.
Economia dei franchisee
Circa il 95% dei ristoranti McDonald's nel mondo è gestito da franchisee indipendenti, quindi ogni innovazione deve aumentare la produttività e proteggere i margini.
Scenario di mercato
Il target medio degli analisti è circa 331 dollari, mentre uno scenario più ottimistico potrebbe portare il titolo verso 375 dollari entro il 2028, se fidelizzazione, pollo, drive-through con IA e espansione globale dovessero accelerare la crescita.
Un rallentamento più marcato dei consumi potrebbe invece mettere sotto pressione vendite, margini e redditività dei franchisee, soprattutto se l’inflazione continuerà a pesare sui bilanci delle famiglie.
Inoltre, i prezzi della carne bovina rappresentano un fattore chiave: negli Stati Uniti sono circa l’80% più alti rispetto al 2019, con un impatto diretto sui margini e una limitata capacità dell’azienda di trasferire completamente questi aumenti sui prezzi. Il numero di capi di bestiame negli Stati Uniti è ai minimi da circa 75 anni, a causa di siccità pluriennali, costi elevati dei mangimi e tassi d’interesse alti, che hanno spinto gli allevatori a ridurre le mandrie invece di ricostituirle.
Grafico McDonald's (timeframe giornaliero) e dashboard finanziaria
Le azioni McDonald's sono ora scambiate a circa il 10% sotto la EMA200 (linea rossa), segnalando un’area di mercato ribassista. Il calo rispetto ai massimi storici è vicino al 20%.
Un supporto importante si trova a 245 dollari, livello già testato in precedenza nell’autunno 2023 e nell’estate 2024. La principale area di resistenza è invece a 288 dollari (EMA50 e inizio del movimento ribassista avviato questo mese).
Fonte: xStation5
McDonald’s continua a sembrare un’azienda di alta qualità, ma lo spread tra ROIC (Return on Invested Capital) e WACC (Weighted Average Cost of Capital) si è chiaramente ridotto rispetto agli anni migliori.
I ricavi si sono ripresi fortemente dal 2020 e hanno raggiunto circa 26,9 miliardi di dollari nel 2025, mentre l’utile netto resta solido a circa 8,6 miliardi di dollari.
Tuttavia, il punto critico è l’efficienza del capitale: il ROIC è ora intorno al 19,1%, ben al di sotto del picco del 2018 vicino al 25%, mentre il WACC si attesta intorno al 6,9%.
Questo lascia ancora a McDonald’s uno spread EVA positivo di circa 12 punti percentuali, il che significa che l’azienda continua a creare valore economico sopra il costo del capitale. Lo spread resta sano, ma non è più in espansione, il che aiuta a spiegare perché il titolo sia sotto pressione nonostante la redditività stabile.
In sintesi: McDonald’s rimane una società capace di creare valore in modo costante (“compounder”), ma la crescita più lenta dei ricavi, la crescita moderata dell’EPS e un profilo ROIC meno impressionante rendono la valutazione più difficile da giustificare, a meno che la crescita non torni ad accelerare.
Fonte: Bloomberg Finance L.P.
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