Il mercato europeo, dopo un’iniziale esitazione all’avvio della seduta, ha virato con decisione al rialzo. Quasi tutti i principali indici del Vecchio Continente registrano guadagni.
I migliori performer sono IBEX (+1%), SMI (+1%) e DAX (+0,8%).
Anche CAC 40 (+0,5%) e FTSE 100 (+0,7%) sono in rialzo.
L’indice ampio EURO STOXX guadagna lo 0,6%.
Gli investitori hanno ricevuto una solida serie di dati macroeconomici dall’Europa. Markit ha pubblicato i PMI manifatturieri di gennaio per diversi Paesi europei:
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Polonia: 48,8 (attese: 49; precedente: 48,5)
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Svizzera: 48,8 (attese: 47,9; precedente: 45,8)
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Francia: 51,2 (attese: 51; precedente: 50,7)
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Germania: 49,1 (attese: 48,7; precedente: 45,8)
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La Svizzera ha inoltre diffuso i dati sulle vendite al dettaglio. Al netto degli effetti stagionali, le vendite di dicembre sono aumentate del 2,9%, contro attese del 2%.
Nel Regno Unito, il PMI manifatturiero si è attestato a 51,8 rispetto alle attese di 51,6. I prezzi delle case nel Regno Unito sono cresciuti dello 0,3% a gennaio.
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Le società minerarie e i titoli legati ai metalli preziosi sono sotto pressione dopo il forte sell-off di venerdì sul mercato dei metalli preziosi. Fresnillo perde il 3%, KGHM cede il 7% e Rio Tinto arretra di oltre l’1%.
Keir Starmer ha dichiarato l’intenzione del Regno Unito di aderire a un fondo congiunto finalizzato allo sviluppo dell’industria della difesa.
Forti ribassi si registrano tra i produttori di videogiochi. Dopo il rilascio del nuovo modello Gemini 3, che sarebbe in grado di sviluppare videogiochi in autonomia, le azioni Ubisoft perdono il 3%.
Gli analisti di Deutsche Bank avvertono che le strutture di asset allocation degli investitori istituzionali stanno cambiando, segnalando un peggioramento del sentiment verso il rischio. Le vendite da parte degli insider hanno raggiunto i livelli più elevati dal 2021.
Oro e argento tentano di stabilizzarsi dopo le recenti perdite. L’argento è tornato sopra gli 80 dollari l’oncia, mentre l’oro scambia sopra i 4.700 dollari.
Le materie prime energetiche registrano forti cali. Dopo che nel fine settimana non si è concretizzato l’atteso attacco all’Iran, il mercato ha scontato una parte del premio per il rischio geopolitico. I prezzi del petrolio sono in calo di circa il 5%, con il WTI intorno ai 62 dollari al barile. Anche il gas naturale è in ribasso, poiché nuove previsioni meteo decisamente più miti (più calde) esercitano pressione sui prezzi.
Movimenti rilevanti anche sul mercato FX:
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Il franco svizzero perde lo 0,7% contro il dollaro USA e lo 0,4% contro l’euro.
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Il dollaro canadese si indebolisce dello 0,3% contro il dollaro USA.
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L’euro scende dello 0,2% sia contro il dollaro USA sia contro lo yen giapponese.
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Il mercato crypto recupera parte delle perdite recenti. Ethereum è tornato sopra i 2.300 dollari, mentre Bitcoin mantiene il livello dei 77.000 dollari.
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