Settimana che si apre con il Labor Day, quindi con mercati americani chiusi e volumi piú sottili attesi per la giornata. Nikkei in positivo oltre il 2%, Yen protagonista per la settimana insieme ai tassi Bce e all'inflazione Usa.
Tassi BCE In aumento
L'attesa é per la giornata di giovedí quando verra comunicato l'aumento dei tassi oramai dato per scontato dal mercato da tempo, un rialzo dello 0,25% che va a mettere pressione al consumatore europeo, giá alle prese con prezzi relativamente alti per l'economia. Una mossa di politica monetaria obbligata sulla carta, un'inflazione oltre il 3% deve essere contrastata con tutti i mezzi possibili e la Bce si trova quindi costretta ad alzare i tassi. Il fattore che mette dubbi sull'efficacia di questa mossa é l'andamento dell'inflazione core che risulta di fatto molto piú bassa dell'inflazione headline, infatti si trova al 2,4%, un gap di uno 0,9% che indica come l'inflazione in Europa sia strettamente esogena e che i consumatori non riescono a stare al passo dei prezzi energetici. In sostanza, un rialzo dei tassi doveroso ma che allo stesso tempo risulta un azzardo nei confronti del sistema di consumo europeo, quindi un aumento del denaro che imprese e consumatori dovranno subire per via di fattori esogeni.
Inflazione Usa stabile?
L'inflazione Usa uscirá venerdí, previsto un dato stabile al 3,4%, l'inflazione risulta ancora molto alta in Usa ma in questo caso i tassi di interesse sono giá relativamente alti. A differenza dell'Europa, in Usa i tassi si trovano al di sopra del livello di inflazione, pertanto la probabilitá che la Fed tenga i tassi fermi é effettivamente piú alta rispetto alla Bce. Questo dato sará importantissimo, soprattutto se dovesse uscire al di sotto delle aspettative: un'inflazione al di sotto delle attese frenerebbe la Fed dall'alzare i tassi, mentre un tasso al rialzo potrebbe tranquillamente portare la Fed ad intervenire comunque. Come vediamo questo dato é un game changer, un dato che potrebbe di fatto cambiare le carte in tavola. Ricordiamo peró che nel corso di queste settimane potrebbero arrivare i primi risultati delle task force in merito all'inflazione e ai dati macro in generale. Secondo Truflation infatti l'inflazione si troverebbe a ridosso del 2,4%, nettamente piú bassa rispetto a quella rilevata attualmente.
Yen protagonista e Mercati al test dei minimi
UsdJpy é il protagonista indiscusso della settimana grazie all'aggressione dei minimi in area 155,30 vista nel corso della scorsa settimana con una forte accelerazione al ribasso. Questo cambio decide le sorti del mercato valutario e in caso di rottura dei minimi, potremmo assistere a movimenti direzionali anche su EurUsd e su GbpUsd, cambi che al momento si trovano all'interno di dinamiche laterali di lunghissimo periodo che fanno risultare il Forex come un mercato bloccato. La dinamica di UsdJpy é al momento ribassista e spunti al di sotto dei minimi settimanali potrebbero quindi sbloccare questa situazione con effetti su tutte le altre asset class. Sui mercati azionari il test da osservare é quello dei minimi settimanali, soprattutto sull'Europa. Il Ftse Mib risulta ora particolarmente negativo nelle sue dinamiche di prezzo, vediamo di fatto 4 settimane in cui registra un trend marcatamente negativo in termini direzionali, anche se le oscillazioni non risultano eccessive. Questa dinamica dei prezzi somiglia a quella vista nel 2022 prima del ribasso avvenuto in occasione dello scoppio del conflitto russo-ucraino, ovviamente parliamo di sola tecnica. Attenzione anche al Dax che risulta aver chiuso la scorsa settimana in negativo, potremmo assistere ad ulteriore negativitá. A seguire queste dinamiche gli altri mercati, quindi Nasdaq, Nikkei e ovviamente il piú importante Dow Jones per via della sua mancata ponderazione del prezzo soprattutto sul comparto tecnologico.
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