07:51 · 22 settembre 2026

Nasdaq supera i massimi di Luglio

Petrolio in calo trascina i rendimenti dei titoli di Stato verso il basso, gli indici in forte rimbalzo con Nasdaq che guida la salita grazie ai titoli legati all'IA e che supera i massimi di luglio. Sugli indici c'é una forte discrepanza che complica la lettura generale della situazione globale. 

Petrolio e Rendimenti dei Titoli di Stato in calo 

Ribasso del petrolio in linea con la visione secondo cui area 100-107 dollari sarebbe stata un'area di possibile resistenza, i prezzi arrivano a stazionare sotto i 100 dollari e si attestano intorno ad area 95-98 dollari. Un calo di circa un -10% dai massimi che non passa inosservato, rotti i minimi della scorsa settimana e si conferma per il momento la dinamica tecnica vista nel 2022 che prevede i massimi di marzo in area 120 dollari come massimi assoluti dell'anno in corso. Ribasso del petrolio che smorza le aspettative di rialzo dell'inflazione, fattore fondamentale per il ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato che vedono un calo non forte ma significativo: I benchmark decennali delle economie sviluppate (USA, UE, UK) si riportano infatti sui livelli del 10 settembre, giorno della Bce che ha visto una forte accelerazione al rialzo sia dei rendimenti che del prezzo del petrolio, indice che il mercato ha utilizzato l'ondata delle banche centrali per "aggiustare" i prezzi per dei movimenti che potevano risultare giá scontati. Un proseguimento di questa dinamica potrebbe riportare le condizioni di normalitá sui mercati e soprattutto a livello macro, togliendo benzina sul fuoco dell'inflazione che al momento é il driver principale per l'operato delle banche centrali. 

 

Nasdaq rompe i massimi di luglio. Azionario in forte disallineamento 

Se da una parte vediamo un Nasdaq andare a rompere i massimi di luglio e agosto in un solo giorno, dall'altro lato abbiamo indici come Dow Jones che si trovano ancora al di sotto dei minimi di agosto, cosí come Russell2000, Dax e Ftse Mib che di fatto presentano una dinamica tecnica assolutamente opposta. Il Nikkei, indice con forte componente tech, ha ben performato stanotte con un rialzo di oltre un 1,3%, ma si trova ancora al di sotto dei massimi di agosto e non presenta sicuramente la forza che ha espresso ieri Nasdaq seppur i due indici abbiano seguito delle dinamiche tecniche molto simili nel corso degli ultimi mesi. In sostanza Nsadaq sta giocando un'altra partita rispetto agli indici, infatti nella giornata ieri titoli come Meta, Arm, AMD e Intel hanno registrato rialzi oltre il 10% trascinando al rialzo anche titoli come Google, Nvidia e Amazon che registrano rialzi intorno al 2% e superiori. In sostanza, le dinamiche tecniche di base rimangono deboli per l'azionario e la salita del Nasdaq di ieri potrebbe essere solamente un movimento di breve al rialzo che, seppur impattante, ha bisogno di essere confermato come un segnale di rialzo di lungo solamente dopo la chiusura mensile del prossimo mercoledí, un tempo di attesa troppo lungo che potrebbe portare Nasdaq a vedere ribassi altrettanto importanti. 

 

Spread 2-10 anni Usa a 20 punti base 

Nuovo minimo dello spread tra i due benchmark dei titoli di Stato che sembrano muoversi nella direzione di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse. Nel corso degli ultimi 12 mesi abbiamo visto uno spread raggiungere i 60 punti base, dinamica che confermava la possibilitá di vedere dei tagli, dinamica che cambia radicalmente dopo lo scoppio del conflitto Iran Usa e che ha portato ad aspettative di inflazione al rialzo. Il 2 anni si attesta al 4,75% mentre il 10 anni al 4,95%, le aspettative del CME sul prossimo rialzo dei tassi in Usa vedono una probabilitá del 55% di un ulteirore rialzo. Ovviamente, come ribadito spesso, il prezzo del petrolio sará il catalizzatore principale di movimenti sulle obbligazioni e sulle aspettative sui tassi. 

David Pascucci

Market Analyst

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