- Nikkei futures in netto calo a -1,9%
- Petrolio di nuovo a 100 dollari al barile
- Dax in test dei massimi settimanali
- Nikkei futures in netto calo a -1,9%
- Petrolio di nuovo a 100 dollari al barile
- Dax in test dei massimi settimanali
Mercati ancora estremamente rialzisti quelli legati ai titoli tech, vedi Nasdaq, S&P500 e Nikkei che di fatto hanno visto dei rialzi incredibili sul finire della scorsa settimana. Interessante il test tecnico dei mercati europei per questa settimana e la possibile reazione del mercato al prossimo dato sull'inflazione Usa.
Nikkei in forte calo e Nasdaq senza sosta
Forte calo del Nikkei sui futures che vedono un crollo del -1,9%, mentre la sessione cash vede un -0,25% a ridosso della chiusura di sessione. Questa discrepanza é dovuta al forte rialzo visto nel pomeriggio di venerdí a cash giapponese chiuso che ha trascinato le quotazioni dei futures al rialzo, oggi la situazione é fortemente ribassista. Nikkei ha una fortissima tendenza al rialzo, un rialzo che a 1 anno segna una performance di oltre il 100%, un rialzo poco sano se visto in termini di ampiezza dei movimenti. I mercati americani continuano a salire con Nasdaq e S&P500 che continuano a delineare una dinamica tecnica fortemente rialzista che al momento non presenta segni di cedimento. A mostrare segni di cedimento é sicuramente il Dax che chiude molto male la settimana scorsa con una dinamica tecnica tendenzialmente ribassista e che potrebbe essere confermata qiuesta settimana qualora dovessimo vedere ancora la pressione ribassista vista nella giornata di venerdí scorso.
Attesa per l'inflazione Usa di domani
Domani il dato piú importante della settimana, ossia l'inflazione Usa che é prevista al rialzo dal 3,3% al 3,4%. Un rialzo di bassa entitá, nulla di preoccupante considerando il prezzo del petrolio comunque a ridosso dei 100 dollari al barile, la situazione sembra tutt'altro che preoccupante per come si era delineata due mesi fa. Inflazione sicuramente ancora alta, ma non in decollo verticale, una condizione che di fatto non conferma un'economia in forte rialzo come i dati fanno sembrare. Gli ultimi dati sull'occupazione in Usa non hanno sconvolto in negativo, disoccupazione stabile al 4,3% mentre vediamo l'ennesima revisione in negativo dei Nonfarm Payrolls. A disoccupazione stabile vediamo un rialzo dell'inflazione, uno scenario che dovrebbe ricordare la curva di Phillips dove in questo momento dovremmo vedere invece una disoccupazione in netto calo in presenza di un'inflazione al rialzo. La situazione é al momento questa, la disoccupazione sta rimanendo stabile mentre l'inflazione tenta di salire ma non é un'inflazione accompagnata da un aumento dei consumi, é un'inflazione esclusivamente dovuta all'aumento dei prezzi del petrolio.
Petrolio di nuovo a 100 dollari
Voci di pace da Hormuz che sono oramai da considerarsi come completamente inaffidabili fino a prova contraria, ennesimo tentativo di pace sfumato e ritorno allo status iniziale di chiusura dello stretto che questa volta porta di nuovo le quotazioni del Wti a 100 dollari al barile. Mercato del petrolio che per il momento non accetta prezzi troppo alti, per lo meno per quanto abbiamo visto nel corso delle scorse settimane delle pesanti vendite a ridosso di massimi che di fatto segnano una mancata volontá di fare mercato su livelli alti. La domanda, per quanto ce ne sia, non accetta prezzi alti, questo é dimostrato dallo stesso andamento del prezzo del petrolio che viene venduto forte ogni qualvolta si tentano di aggredire i massimi. Per il momento si ritorna a ridosso dei 100 dollari, si testeranno i massimi della scorsa settimana in area 105 per poi vedere eventualmente un ritorno al ribasso delle quotazioni.
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