10:02 · 9 settembre 2026

Notizie del mattino (09.09.2026)

  • Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono nuovamente aumentate. Washington ha dichiarato di aver distrutto cinque petroliere iraniane dopo che i Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) avevano attaccato una nave da guerra statunitense. L’Iran ha risposto con un massiccio lancio di missili contro basi statunitensi in Giordania e ha segnalato attacchi contro cacciatorpediniere e altre imbarcazioni americane in transito nello Stretto di Hormuz.

  • I prezzi del petrolio sono in rialzo in seguito a questi sviluppi, con OIL scambiato vicino a 99 dollari e OIL.WTI intorno a 95 dollari.
  • Il conflitto si sta concentrando sempre più su attacchi reciproci contro petroliere e infrastrutture marittime. L’Iran ha avvertito le imbarcazioni legate agli Stati Uniti nelle vicinanze di Kuwait e Bahrain, mentre Washington ha segnalato che le petroliere iraniane continueranno a essere prese di mira qualora le navi militari statunitensi venissero attaccate.
  • L’inflazione CPI della Cina è accelerata allo 0,8% su base annua ad agosto, dallo 0,5% precedente, mentre il PPI è salito del 3,8% su base annua. I dati attenuano le preoccupazioni legate alla deflazione nel breve termine, anche se gran parte del miglioramento riflette l’aumento dei costi energetici piuttosto che una maggiore domanda dei consumatori. Le prospettive fondamentali per i consumi cinesi rimangono quindi relativamente deboli.
  • Il KOSPI della Corea del Sud ha guadagnato l’1,5%, superando quota 7.000 punti, nonostante le rinnovate tensioni geopolitiche e la chiusura debole di Wall Street. L’ottimismo legato all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori continua a sostenere il mercato azionario coreano. Anche il Nikkei giapponese ha recuperato parte delle perdite di martedì. I mercati azionari asiatici stanno mostrando una sorprendente resilienza nonostante gli elevati prezzi del petrolio e i rischi legati al Medio Oriente.
  • Il vicegovernatore della RBA Andrew Hauser ha dichiarato che l’inflazione rimane la principale preoccupazione della banca centrale e ha confermato che un ulteriore rialzo dei tassi di interesse è ancora preso in considerazione. Ha evidenziato una combinazione di fattori, tra cui le interruzioni delle forniture energetiche legate al Medio Oriente, il boom globale degli investimenti nell’AI e i vincoli dell’offerta interna.
  • UBS ritiene che la recente correzione dell’oro sia stata determinata principalmente da aspettative più restrittive sulla Fed, piuttosto che da un deterioramento delle prospettive di investimento a lungo termine. La domanda delle banche centrali rimane la principale fonte di sostegno strutturale, con UBS che prevede acquisti da parte del settore ufficiale pari a 750–1.000 tonnellate all’anno. La banca considera i cali dell’oro legati ai tassi di interesse come opportunità per aumentare l’esposizione nel lungo periodo.
  • Washington ha ampliato la sua disputa commerciale con il Canada, imponendo ulteriori restrizioni su diversi prodotti canadesi e cercando di limitare le importazioni, tra cui automobili, prodotti lattiero-caseari e alcolici. Le misure seguono il fallimento dei recenti negoziati e le azioni di ritorsione adottate dal Canada.
9 settembre 2026, 10:03

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