10:49 · 13 ottobre 2026

Notizie del mattino: crollo del settore tech in Asia e banche centrali orientate al rialzo dei tassi all'ombra di uno shock petrolifero (13/10/2026)

  • La Borsa sudcoreana Kospi è crollata durante la notte di circa il 7%, scendendo sotto quota 6.000 punti e recuperando parte delle perdite fino a un calo del 6,5%. A pesare sono state le vendite diffuse nel settore globale dei semiconduttori e i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’intelligenza artificiale, in un contesto di aumento dei costi infrastrutturali: i prezzi del noleggio della potenza di calcolo sono saliti del 60%.

  • Le tensioni in Medio Oriente si intensificano dopo che le forze iraniane hanno colpito 6 navi commerciali nell'area dello Stretto di Hormuz. La situazione ha spinto compagnie aeree come Etihad e Qatar Airways a cancellare i voli verso l'Arabia Saudita. Il Brent resta intorno a 105,4 dollari al barile, nonostante i piani di emergenza sauditi per aumentare di 1,2 milioni di barili al giorno la capacità degli oleodotti.

  • Le banche centrali assumono posizioni più restrittive. Beth Hammack della Fed ha sostenuto la necessità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria, mentre l'inflazione si estende oltre il settore tecnologico. Megan Greene della BoE ha messo in guardia dal rinviare i rialzi dei tassi, mentre i verbali della RBA hanno mantenuto un tono restrittivo dopo l'aumento dei tassi australiani al 4,60%.

  • 🔎 Strumenti da monitorare

  • NASDAQ 100 (US100) — Lo Z-Score a 1 anno è pari a +1,41, mentre quello a 5 anni segnala una condizione di ipercomprato estrema, a +2,09 (98,4° percentile). L'RSI è a 47,4. I futures perdono lo 0,75% dopo il crollo dei produttori di chip asiatici. Con i rendimenti statunitensi vicini al 5,25%, aumenta il rischio di una correzione più profonda delle valutazioni dei titoli tecnologici.

  • China A50 (CH50cash) — Nel breve termine l'indice si trova in una condizione di ipervenduto estremo, con uno Z-Score a 1 anno pari a -2,77 e un RSI di appena 14,6. Lo Z-Score a 5 anni è invece a +0,13, corrispondente al 60,2° percentile. Il forte orientamento della PBOC a sostenere lo yuan e l'imminente pubblicazione dei dati sul credito in Cina creano le condizioni per un possibile rimbalzo tecnico.

  • Petrolio Brent (OIL) — Il mercato si trova in una forte condizione di ipercomprato rispetto agli ultimi anni: lo Z-Score a 5 anni è pari a +1,68, quello a 1 anno a +1,34 e il valore si colloca al 91,9° percentile della distribuzione a 5 anni. L'RSI è a 54,0. Con le quotazioni intorno a 105,4 dollari al barile, il Brent resta al centro delle tensioni geopolitiche: gli attacchi diretti alle petroliere nello Stretto di Hormuz e i piani sauditi per aggirarlo saranno determinanti per la direzione dei prezzi e per le aspettative sull'inflazione globale.

  • 📅 Cosa aspettarsi oggi?

  • 08:00 | Germania — Dato definitivo sull'inflazione CPI di settembre (attese: +0,6% su base mensile; precedente: +0,6%).

  • 09:45 | Stati Uniti — Intervento del governatore della Fed Christopher Waller, particolarmente rilevante alla luce delle dichiarazioni restrittive di Hammack e delle reazioni del mercato obbligazionario dopo la festività.

  • 12:00 | Stati Uniti — Indice NFIB sulla fiducia delle piccole imprese di settembre (attese: 98,1 punti; precedente: 98,7 punti).

  • 14:15 | Stati Uniti — Rapporto settimanale ADP sull'occupazione (precedente: 23.800).

  • 16:00 | Stati Uniti — Vendite di case esistenti a settembre (attese: 3,95 milioni; precedente: 3,98 milioni).

  • Nel corso della giornata | Cina — Pubblicazione dei dati sull'offerta di moneta M2 (attese: +7,4% su base annua) e sui nuovi prestiti, oltre agli incontri del Fondo monetario internazionale (FMI).

  • 🔑 Principali sviluppi della notte

  • Escalation nel Golfo Persico: secondo le segnalazioni dell'UKMTO, domenica le forze iraniane hanno attaccato 6 navi commerciali nell'area dello Stretto di Hormuz, il numero giornaliero più alto dall'inizio della guerra. Etihad Airways e Qatar Airways hanno cancellato o sospeso voli verso destinazioni tra cui Riad e Dammam.

  • Piano di emergenza dell'Arabia Saudita: il Paese sta valutando come aumentare fino a 10 milioni di barili al giorno la capacità di trasporto del petrolio attraverso gli oleodotti diretti verso il Mar Rosso. La conversione di un gasdotto esistente dovrebbe consentire di aumentare la capacità di esportazione di 1,2 milioni di barili al giorno entro 7-8 settimane, aggirando lo Stretto di Hormuz bloccato.

  • Verbali restrittivi della RBA: i verbali della riunione di settembre, durante la quale i tassi sono stati portati al 4,60%, mostrano che la banca centrale teme una spirale salari-prezzi alimentata dal boom dell'IA, dalle strozzature dell'offerta e dagli elevati prezzi del petrolio. Resta quindi aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi.

  • Linea dura dei funzionari Fed e BoE: Beth Hammack della Federal Reserve di Cleveland ha sottolineato che i tassi statunitensi devono salire ulteriormente per frenare la domanda di consumi e investimenti alimentata dall'aumento della ricchezza e dal settore tecnologico. Megan Greene della BoE ha invece avvertito che attendere per osservare gli effetti di secondo livello dell'inflazione sarebbe un errore e che occorre intervenire in modo preventivo.

  • Le strozzature legate all'IA si aggravano: Goldman Sachs ha individuato nella carenza di energia e di capacità di calcolo i principali ostacoli all'espansione dell'intelligenza artificiale. I prezzi del noleggio dei chip sono aumentati del 60% e l'amministratore delegato di Broadcom ha paragonato l'attuale fase di euforia a un casinò, pur prevedendo vendite di chip della propria società pari a 230 miliardi di dollari.

  • La banca centrale cinese sostiene lo yuan: la PBOC ha fissato il tasso di riferimento USD/CNY a 6,7298, il livello più forte dello yuan da febbraio 2023. Il mercato stimava un valore di 6,6981. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, lo yuan sarebbe sottovalutato fino al 25%.

  • BlackRock modifica il posizionamento: il colosso degli investimenti ha declassato le azioni statunitensi a «neutrale» e aumentato l'esposizione ai Treasury USA, sottolineando che rendimenti dei titoli decennali vicini al 5,25% rappresentano un'alternativa troppo competitiva rispetto alle valutazioni azionarie.

  • 📊 Macroeconomia: quali dati sono stati pubblicati?

  • Regno Unito — L'indice BRC delle vendite al dettaglio di settembre è aumentato dell'1,0% su base annua, contro attese dello 0,8% e il precedente 0,5%. Il dato segnala una buona tenuta dei consumi, anche se il rapporto evidenzia un forte aumento del 17% delle bollette del carburante.

  • Giappone — I prestiti bancari a settembre sono cresciuti del 5,3% su base annua, in linea con il dato precedente e leggermente al di sotto delle attese del 5,5%. La domanda di finanziamenti si mantiene stabile.

  • Giappone — L'inflazione alla produzione (PPI) di settembre è salita del 6,8% su base annua, contro attese e dato precedente entrambi al 7,6%. Su base mensile, i prezzi sono diminuiti dello 0,3%, a fronte di un aumento atteso dello 0,5%. Nonostante i dati inferiori alle attese, le pressioni sui prezzi restano elevate: i prezzi delle importazioni denominati in yen sono aumentati di quasi il 25%, mantenendo aperta la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della BoJ.

  • Australia — L'indice NAB sulla fiducia delle imprese è sceso bruscamente a -13 punti a settembre, rispetto al precedente valore di -8 punti (indicato anche a -9 punti nel dato riportato). Le condizioni economiche delle imprese sono rimaste a -1 punto, riflettendo l'impatto dello shock petrolifero e della politica monetaria restrittiva sul settore aziendale.

  • 💱 Valute e materie prime

  • EUR/USD oscilla intorno a 1,1171 (+0,13%), recuperando leggermente dopo aver segnato ieri un nuovo minimo annuale a 1,1155, sotto la pressione del dollaro forte e dell'aumento dei prezzi dell'energia.

  • USD/JPY arretra dello 0,16% verso quota 158,27. Lo yen beneficia dell'elevata inflazione alla produzione in Giappone, che alimenta le aspettative di rialzi dei tassi da parte della BoJ.

  • GBP/USD guadagna lo 0,08% e si avvicina a 1,3216, sostenuta dalle dichiarazioni restrittive di Megan Greene della BoE. USD/PLN si stabilizza intorno a 3,9246 (-0,04%).

  • Oro (GOLD) in rialzo dello 0,55% a circa 4.194 dollari l'oncia, sostenuto dalla domanda di beni rifugio in seguito all'escalation del conflitto in Medio Oriente e dal lieve calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi.

  • Argento (SILVER) in rialzo dello 0,39%, a circa 60,49 dollari l'oncia.

  • Petrolio in lieve correzione dopo i recenti forti rialzi. Il WTI (OIL.WTI) perde lo 0,67% e scende a circa 92,54 dollari al barile, mentre il Brent (OIL) arretra dello 0,48% a circa 105,41 dollari al barile. A pesare sono le notizie secondo cui l'Arabia Saudita starebbe valutando la conversione di un gasdotto per aggirare lo Stretto di Hormuz e aumentare le esportazioni di 1,2 milioni di barili al giorno entro 7-8 settimane.

  • 🇪🇺 Europa prima dell'apertura

  • I futures sugli indici dell'Europa occidentale indicano un avvio prudente: il DAX 40 (DE40) perde lo 0,07% e si attesta intorno a 25.368 punti, l'Euro Stoxx 50 (EU50) scende dello 0,10% a circa 6.197 punti e il CAC 40 francese (FRA40) cede lo 0,23% a circa 7.796 punti.

  • Mostra una relativa forza il FTSE 100 britannico (UK100), in rialzo dello 0,19% a circa 10.708 punti, sostenuto dalla presenza di titoli petroliferi e difensivi e da dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito migliori delle attese.

  • L'indice di volatilità VSTOXX scende del 2,88% a circa 18,53 punti, suggerendo che, nonostante le turbolenze sui mercati asiatici, le piazze europee non mostrano segnali di panico.

  • 🌏 Asia

  • Il Kospi ha subito forti vendite, perdendo circa il 7% e scendendo sotto la soglia psicologica dei 6.000 punti, fino a raggiungere il livello più basso dalla fine di luglio. A innescare il movimento sono state le vendite globali sui produttori di chip e componenti per l'IA, insieme ai timori di un aumento dell'inflazione alimentato dai prezzi elevati del petrolio.

  • Il Nikkei 225 (JP225) ha perso l'1,01%, scendendo verso quota 67.657 punti, dopo essere arrivato a cedere oltre il 2,6% nel corso della seduta. A pesare sono state le vendite sui titoli tecnologici giapponesi legati alla filiera dei semiconduttori.

  • Anche i mercati cinesi e di Hong Kong hanno subito pressioni di vendita: il ChiNext ha perso circa il 3%, l'Hang Seng (HK.cash) è sceso dello 0,23% a circa 24.132 punti e il China A50 (CH50cash) ha ceduto lo 0,50% a circa 13.653 punti. A pesare sono i timori per la crescita globale e le sanzioni commerciali.

  • L'ASX 200 australiano (AU200.cash) ha mostrato una relativa tenuta, guadagnando lo 0,06% a circa 8.772 punti, sostenuto dai settori delle materie prime e dell'energia.

  • 🇺🇸 Wall Street: come si è conclusa la seduta?

  • La seduta di lunedì a Wall Street ha evidenziato un netto divario tra i settori, in una giornata in cui il mercato cash dei Treasury è rimasto chiuso per il Columbus Day. Il Dow Jones è salito dello 0,38% a 51.856 punti, l'S&P 500 ha perso lo 0,06% a 7.807 punti e il Nasdaq 100, a forte componente tecnologica, ha ceduto lo 0,71% a 30.665 punti. Il segmento dei semiconduttori ha registrato così la quinta seduta consecutiva in calo.

  • I futures scambiati al mattino indicano il persistere delle pressioni di vendita sui titoli tecnologici: US100 perde lo 0,75% e scende verso 30.646 punti, US500 cede lo 0,20% a circa 7.841 punti, mentre US30 guadagna lo 0,20% e si attesta intorno a 52.230 punti. US2000 sale dello 0,11% a circa 2.815 punti.

  • L'indice di volatilità VIX sale dello 0,96% a circa 16,84 punti, segnalando una crescente incertezza in vista dei risultati delle principali banche e dei dati chiave sull'inflazione CPI attesi nel corso della settimana.

  • I maggiori rialzi dell'S&P 500: Fair Isaac (FICO; +10,71%, servizi finanziari), Medtronic (MDT; +3,77%, sanità), Zimmer Biomet Holdings (ZBH; +3,37%, sanità), Meta Platforms (META; +3,35%, servizi di comunicazione), Constellation Brands (STZ; +3,08%, beni di consumo di prima necessità) e Insulet (PODD; +3,05%, sanità).

  • Gli investitori hanno chiaramente spostato capitali verso i settori difensivi della sanità e le società leader più consolidate.

  • I maggiori ribassi dell'S&P 500: Ciena (CIEN; -9,99%, tecnologia), Lumentum Holdings (LITE; -9,83%, tecnologia), Coherent (COHR; -7,88%, tecnologia), Carvana (CVNA; -6,58%, beni di consumo discrezionali), Bloom Energy (BE; -6,40%, industria) e SanDisk (SNDK; -5,96%, tecnologia).

  • Le vendite hanno colpito soprattutto i fornitori di infrastrutture ottiche e memorie per data center, a causa dei timori legati ai limiti della capacità energetica e alle possibili revisioni al ribasso degli investimenti in conto capitale nell'IA.


 
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