- Nikkei +100% in 12 mesi
- Nasdaq +24% in 6 settimane
- Petrolio vende di nuovo i 105 dollari
- UsdJpy crolla e ritorna a 155
- Nikkei +100% in 12 mesi
- Nasdaq +24% in 6 settimane
- Petrolio vende di nuovo i 105 dollari
- UsdJpy crolla e ritorna a 155
Esce ieri la trimestrale di Amd, ennesima trimestrale uscita molto bene e i mercati continuano a salire senza sosta. Nasdaq e Nikkei super rialzisti, occhio a UsdJpy che crolla di nuovo e sfiora i 155.
Rialzo senza sosta Nasdaq: +24% in 6 settimane
Nasdaq compie un rialzo degno di una vera e propria bolla speculativa. Un movimento da +24% in sole 6 settimane é un movimento che si poteva vedere tra il 1999 e il 2000 quando proprio sul Nasdaq abbiamo assistito al rialzo che ha portato poi al formarsi e allo scoppio della bolla delle dotcom. A livello tecnico infatti non abbiamo nulla al momento che ci fa pensare all'inizio di un ribasso sul Nasdaq, tutto é improntato al rialzo e non sembra finire qui. Nessun segnale ribassista e tutto improntato al rialzo, i rendimenti che vediamo sono solitamente quelli che possiamo vedere dopo una fase di forte ribasso e non mentre siamo sui massimi storici. Altro elemento interessante é il Buffett Indicator che nel 2000 raggiunse i suoi massimi intorno ai 150% proprio in corrispondenza dei massimi assoluti di Nasdaq dopo rialzi incredibili. Nella situazione attuale abbiamo invece un Buffett Indicator a ridosso del 230% e il mercato continua a macinare massimi, la situazione é assolutamente fuori controllo, l'aviditá la fa padrona.
Nikkei raddoppia in 12 mesi
Effettivo ora il raddoppio del 100% di Nikkei in 12 mesi da minimo a massimo, rendimento che abbiamo visto solamente nel 1971 e che di fatto porta il Nikkei in un territorio inesplorato. Nessun segno di cedimento anche in questo caso, il mercato continua a comprare rischio come se fosse tutto normale, la situazione é sicuramente precaria ma é pur vero che non abbiamo alcun segnale ribassista.
UsdJpy crolla di nuovo
Nuovo ribasso di UsdJpy che ha provato nei giorni scorsi a recuperare ma é di nuovo sceso e tocca di nuovo i minimi a ridosso dei 155. La situazione su questo cambio si sta sbloccando, il resto del mercato peró sembra ancora ignorare del tutto questa situazione e gli altri cambi sembrano voler proseguire questa fase statica senza alcun tipo di stimolo dal punto di visto macroeconomico. Unico game changer della situazione potrebbe essere il tasso di disoccupazione in uscita venerdí, ma al momento non abbiamo altri dati cosí importanti da cambiare la situazione della volatilitá del mercato.
Petrolio di nuovo a 100 dollari
Il WTI torna a scendere dopo l'ennesimo test della zona sopra i 105 dollari. Il mercato non trova domanda e offerta sopra determinati livelli, questi livelli sopra i 105 dollari sono sempre stati respinti da marzo a questa parte ed effettivamente, seppure il conflitto stia proseguendo senza molti intoppi, il prezzo del petrolio non riesce a salire piú di tanto. Strani movimenti considerando il fatto che si parla di continuo di shortage delle scorte, ossia manca effettivamente il petrolio raffinato sul mercato fisico, ma questa emergenza non la ritroviamo sui prezzi, anzi, vediamo la tendenza opposta di un mercato che non ha bisogno di petrolio, un mercato che appena tocca i massimi vende petrolio.
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