SAHM RULE E TASSO DI DISOCCUPAZIONE
Ricapitolando la situazione attuale, il tasso di disoccupazione risulta essere il market mover da qui ai prossimi mesi in quanto andrá a determinare quelli che saranno i futuri tagli dei tassi. Osservando la Sahm Rule, indicatore di recessione della Fed che indica appunto una recessione se il suo risultato supera lo 0,5, vede ora un risultato a 0,53 stando di fatto in recessione. Le polemiche non sono poche sul fatto che gli Usa stiano in recessione e allora ci viene in soccorso la statistica. La Sahm Rule ha un tasso di successo dell'84,6% se consideriamo lo 0,5 come parametro da osservare, la probabilitá di recessione sale al 100% se il parametro supera lo 0,6%. Oggi, qualora il tasso di disoccupazione dovesse rispettare le stime per un ribasso al 4,2%, confermerebbe la Sahm Rule a 0,53%, se la disoccupazione conferma 4,3% si arriva a 0,57% mentre se il tasso sale solamente fino a 4,4% si arriva proprio allo 0,6%, confermando una recessione in Usa. Il problema quindi é cercare di capire dove potrebbe arrivare la disoccupazione a livello statistico. Secondo uno studio proprietario, osservando il tasso di disoccupazione dal 1950 ad oggi, risulta che il taglio del tasso di disoccupazione della sua media a 18 mesi con uno scarto superiore allo 0,25% porterebbe il tasso a salire mediamente del 3,5% dai minimi di riferimento per i successivi (dal minimo) 26 mesi. In pratica, la situazione attuale vede una disoccupazione tagliare la media di oltre lo 0,5%, portando cosí la stima della disoccupazione tra 5,7% e 6,9% per giugno 2025. Secondo questo studio, anch'esso ad altissima probabilitá di successo visto che dal 1950 non ha mai fallito, il sentiero del tasso di disoccupazione é praticamente segnato, al di lá del dato di oggi.
STIME E MERCATI
Le stime del CME sui tagli dei tassi, vedono sempre piú un aumento della probabilitá del taglio dei tassi dello 0,50%, probabilitá che di recente stanno oscillando tra il 30% e il 40%, in sostanza ci si prospetta un taglio dei tassi oramai certo senza possibilitá di vedere dei tassi fermi. Se le condizioni macro dovessero peggiorare, le probabilita aumenteranno cosí come nel caso di un ribasso dei mercati azionari. L'inflazione misurata da truflation non abbandona i minimi, anzi conferma un'inflazione al di sotto del 1,5% (precisamente 1,28%) contro il 2,9% del dato ufficiale Bls, un dato che di fatto spinge verso un ciclo di taglio tassi particolarmente aggressivo. I mercati azionari hanno delle dinamiche settimanali tendenzialmente ribassiste e che cercano palesemente di riprendere un sentiero ribassista che l'azionario ha intrapreso giá da inizio agosto, complice un forte aumento di volatilitá che é caratteristica principale di un mercato ribassista. Al momento quindi i mercati attendono solamente conferme di un peggioramento della situazione macro, un peggioramento che ancora risulta difficile da accettare ma che a livello statistico sembra prendere forma senza via di scampo.
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